Si è tenuta domenica 16 agosto a Salandra un appuntamento speciale dedicato alla generosità e alla comunità: la Festa del Donatore FIDAS. Una giornata per celebrare il valore altruistico della donazione del sangue attraverso momenti di preghiera, riflessione e grande musica organistica. L’evento ha avuto inizio con la messa del donatore presieduta da padre Giamparide Nappi, cappellano della casa circondariale di Matera insieme al parroco della parrocchia della Santissima Trinità di Salandra Don Fabio Vena. A seguito della Santa Messa, ad allietare la serata c’è stato il concerto all’organo Rinascimentale datato 1570, bene storico più importante della Basilicata custodito sopra la cantoria della chiesa del convento di Sant’Antonio. Due artisti di grande spessore Nunzio Dello Iacovo organista e Docente del Conservatorio “N. Rota” di Monopoli e la soprano Giovanna Facilla i quali hanno incantato il pubblico con la loro musica e la loro voce.
”Un’occasione per ritrovarsi”, ha spiegato la presindete Mariapia Garaguso ” e ringraziare tutti i donatori che ogni giorno sostengono il prossimo. La donazione del sangue è uno dei gesti più puri ed altruistici che l’essere umano possa compiere: un dono gratuito, anonimo e silenzioso che restituisce la speranza e la vita a chi soffre. Nel mondo contemporaneo, spesso dominato dall’individualismo, donare una parte di sé rappresenta una scelta di profonda civiltà e fratellanza. Questo atto medico trova un’eco profondo nella tradizione spirituale e poetica cristiana, rispecchiandosi nell’esempio di due figure straordinarie — San Francesco d’Assisi e San Rocco e nelle note senza tempo dei canti francescani.
La sua conversione non è stata un atto teorico, ma un abbraccio concreto agli ultimi e ai lebbrosi, superando la paura del contagio e del rifiuto per vedere in ogni essere umano un fratello. La donazione del sangue riflette perfettamente lo spirito francescano: donare una parte reale di sé per sostenere chi si trova nel bisogno, vedendo nel soffrire un fratello da custodire.
Questa visione di armonia universale e di restituzione gioiosa di ciò che si è ricevuto risuona con forza nel celebre Cantico delle Creature. Così come la terra sostiene la vita producendo frutti per tutti, il donatore di sangue offre la propria linfa vitale per sostenere chi è nella debolezza. Nel canto francescano “Fratello Sole, Sorella Luna”, la vita viene celebrata come un dono divino da condividere con umiltà e gioia. Donare il sangue diventa allora un modo per cantare, con i fatti, la bellezza del creato e la sacralità della vita umana. Se Francesco rappresenta la teologia dell’amore e della fratellanza, San Rocco è l’icona della carità attiva e del soccorso diretto nei momenti di grande emergenza. Pellegrino e curatore degli appestati, San Rocco ha speso la propria vita accanto ai malati, sfidando la piaga della peste per recare sollievo fisico e spirituale a chi era abbandonato da tutti.
Il donatore di sangue raccoglie oggi il testimone di San Rocco. In modo anonimo e lontano dai riflettori, chi stende il braccio in un centro trasfusionale sceglie di essere uno “strumento di speranza”, intervenendo con un gesto di cura concreta per strappare un altro essere umano dalla disperazione della malattia o del trauma.
L’unione tra la poesia spirituale di San Francesco, la dedizione concreta di San Rocco e l’atto moderno della donazione del sangue dimostra che il bisogno di prendersi cura del prossimo travalica i secoli”.
Alla fine della manifestazione Il direttivo Fidas Salandra e la presidente Mariapia Garaguso hanno voluto ringraziare in primis Don Fabio per aver accolto con tanto calore l’evento, e tutti i donatori di sangue.



