Questa sera a Casa Cava in via San Pietro Barisano 47 nei Sassi di Matera è stato proposto al pubblico “En Plein Air”, concerto di Land Music organizzato da Fondazione Matera Basilicata 2019 e FAI Basilicata.
Promosso nell’ambito di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, il concerto è stato uno degli appuntamenti di punta della quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno in Basilicata. La produzione è stata affidata all’associazione ARTErìa.
Il titolo richiama la pittura en plein air, realizzata all’aperto e dal vero, e si riferisce ai paesaggi proiettati sullo schermo durante l’esecuzione, elaborati dal vivo a partire da riprese satellitari. I brani, scritti per pianoforte o per piccoli gruppi di strumenti acustici, sono riarrangiati per un organico con percussioni acustiche ed elettroniche, fiati, pad e live electronics. Ne risulta un linguaggio che attraversa jazz, musica etnica e contemporanea, elettronica, progressive e improvvisazione.
Il percorso attraversa il Mediterraneo, il Nord Europa, l’Oriente, il Sudamerica e la cultura afroamericana. I luoghi arrivano attraverso lo sguardo di chi li abita o li percorre. Nei brani ritornano la memoria della terra lucana, i boschi del Nord, il tango, il cinema.
Sul palco la pianista Loredana Paolicelli, autrice delle musiche in compagnia di Mirko Macina a live electronics e basso, Francesco Rondinone e Michele Ciccimarra a batteria e pad, Pino Basile a percussioni, bubù e tamburi a cornice, Giuseppe Pascucci e Donato Pitoia alle chitarre elettriche ed effetti, e Biagio Orlandi al sassofono. Ospite della serata il violoncellista Emanuele Rigamonti.
Luca Acito ha lavorato alle riprese satellitari di territori reali e le ha elaborato dal vivo come videoarte mentre i musicisti si sono esibiti live. Sullo schermo le immagini di montagne, fiumi, pianure, calanchi.
En Plein Air è un progetto di Land Music che nasce dall’incontro tra musica, paesaggio e immaginazione. Al centro del lavoro c’è la natura, intesa non soltanto come ambiente da rappresentare, ma come materia viva capace di generare suoni, immagini, memorie e stati d’animo.
La scrittura musicale parte da melodie originariamente concepite per il pianoforte e per differenti organici acustici, per essere poi attraversata e trasformata dall’uso di percussioni acustiche ed elettroniche, strumenti a fiato, pads e live electronics. La materia sonora viene mescolata, amplificata, contaminata e talvolta volutamente “sporcata”, dando origine a un linguaggio aperto nel quale convivono jazz, musica etnica, contemporanea, elettronica, progressive e improvvisazione.
Il paesaggio diventa così il filo conduttore di un viaggio che attraversa il Mediterraneo, il Nord Europa, l’Oriente, il Sudamerica e il mondo afroamericano, senza però cercare una rappresentazione folkloristica dei luoghi. Ciò che emerge è piuttosto lo sguardo di chi quei luoghi li abita, li attraversa o li osserva con meraviglia. Un paesaggio che è contemporaneamente geografico, antropologico e psicologico.
La dimensione sonora si intreccia con quella visiva in una performance in cui musica e immagini si influenzano reciprocamente. Il visual arricchisce il progetto con riprese satellitari di paesaggi reali che tramite elaborazioni estemporaneamente di video art diventano vere e proprie opere di arte contemporanea. Paesaggi in continuo movimento: montagne, fiumi, mare, colline, pianure e calanchi diventano parte della drammaturgia dello spettacolo.
En plein air è dunque un viaggio dentro e fuori di sé: memorie della terra lucana, viaggi oltreoceano, nostalgie, atmosfere tribali, boschi e paesaggi nordici, tanghi, immaginari cinematografici e frammenti di vita si trasformano in quadri sonori. Un’esperienza costruita attraverso l’ascolto e l’interplay, dove le diverse identità musicali non si sommano semplicemente, ma si contaminano fino a generare un unico paesaggio sonoro.
Una Land Music intima e aperta, capace di trasformare il paesaggio esteriore in paesaggio interiore e di restituirlo attraverso una musica immediata, istintiva e profondamente evocativa.
La fotogallery del concerto (foto www.SassiLive.it)








