Boom al botteghino per il film di Natale dei materani

30 Dicembre, 2008 18:34 |
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BILANCIO PROGRAMMAZIONE FILM "ARRIVANO I MOSTRI"

Dopo
il boom registrato al botteghino del CineTeatro Duni nei primi giorni
della programmazione del film di Natale dei materani “Arrivano i
Mostri”, le società Quadrum, Rvm e Associazione Trentuno hanno deciso
di prolungare la messa in onda del film di ulteriori due giorni e
precisamente 7 e 8 gennaio 2009 sempre alle ore 21.30.

Sino sono oltre tremila le persone che hanno
deciso di assistere al film nato da un’idea dell’attore-regista
materano Antonio Andrisani e al quale hanno partecipato anche numerosi
attori di fama nazionale tra cui il materano Domenico Fortunato. Chi
aveva perso il film può dunque recuperarlo nelle due replice previste
mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio 2009

 

ARRIVANO I MOSTRI: CINISMO ALLO STATO PURO

Un cinepanettone…che parla di tic e nevrosi di una società dominata dal sesso, dalla falsità e da un cinismo spietato. Si presenta così sul grande schermo "Arrivano i mostri", il nuovo lavoro dell’attore materano Antonio Andrisani prodotto con la regia di Vito Cea per Rvm produzioni cinematografiche in collaborazione con Quadrum Eventi e Associazione culturale 31. Tutto esaurito come accade ormai da diversi anni al Duni di Matera per il rito del cinepanettone materano. Arrivano i mostri è ispirato dal celebre film di Dino Risi "I mostri" e dal successivo "I nuovi mostri". Ma a differenza delle illustri produzioni precedenti in questo caso gli autori si sono affidati a quindici episodi diversi per raccontare i vizi e le patologie di una società moderna sempre più cinica e falsa, dove il sesso si sostituisce all’amore e la violenza predomina sui buoni sentimenti. In ordine di apparizione Gugol, Mamma!, 13, Condominio, Occupato, La ricompensa, Il videoamatore, L’appuntamento, Vito, morte e miracoli, Il delta dell’okawango, Il pazzo, Oggi sposi, Cucu, Una giornata romantica. Nel cast, oltre al "padrone di casa" Antonio Andrisani anche altri attori materani: l’illustre Domenico Fortunato, Antonio Montemurro di Talìa Teatro, l’ironico Eustachio Scarano, il caratterista Ele Braia e l’imprevedibile Giuseppe Paradiso. Poi tanti nomi di spicco del panorama cinematografico italiano come Rolando Ravello, Irene Ferri, Teresa Vanalesta, Luciana De Falco, Simonetta Guarino, Armando Gurrado, Luigia Caringella, Giustina Buonuomo, Paride Pace, Brando Rossi, una ex concorrente del del Grande Fratello e poi modella ed inviata della trasmissione "Lucignolo" di Italia 1 Melita Toniolo, due ex pornostar, Lea di Leo e Roberta Gemma, l’inviato pugliese di Striscia la notizia Mingo De Pasquale e due volti noti del Mudù come Antonella Genga e Umberto Sardella. Da ricordare anche le partecipazioni di Mara Spinelli, Mario Parlato, Mattia Andrisani, Gianfranco Ferrara, Giovanni Colucci, Annabella Giordano, Giovanna Armando, Francesco Gravela.


In Gugol il messaggio è molto chiaro: nella vita sei qualcuno solo se digitando il tuo nome sul motore di ricerca più cliccato del mondo appaiono le tue foto nell’apposita sezione "immagini". Perchè la visibilità conta molto di più della qualità di una persona e così l’avvocato materano interpretato da Andrisani non può accontentarsi di una foto in bianco e nero scattata ad un congresso "sfigato" dell’Udeur. Su "gugol" gli altri avvocati possono contare su una serie di scatti che li vedono protagonisti e per questo tocca alla sua splendida segretaria (Melita Toniolo) darsi da fare affinchè il gap venga recuperato. Con sommo piacere l’avvocato si ritroverà su Gugol per una serie di foto scattate in compagnia di un rottweiler al parco.

Mamma! è il ritratto del bamboccione tanto caro all’ex ministro Padoa Schioppa. Andrisani questa volta interpreta il ruolo del quarantenne viziato che si ritrova in casa con mamma e papà e si rifiuta di andare a lavorare per qualche linea di febbre. Assurda la scena in cui si vede il giovane che dal letto utilizza il cellulare per comunicare con la mamma che si trova in cucina…E mentre il papà si dispera della situazione in cui si ritrova suo figlio, la mamma continua a preoccuparsi della sua "creatura"…

13 è un corto sulla crisi di coppia e sulla superstizione. In una camera d’albergo Antonella Genga e Mingo De Pasquale se ne dicono di tutti i colori ma poi si ritrovano improvvisamente su Rai Uno al gioco dei pacchi: per uno scherzo del destino è il 13, numero preferito dalla moglie,il numero del pacco assegnato alla coppia che sogna una grande vincita, pari a 250 mila euro. Dall’altra parte c’è il 9. La coppia si fiderà del 13 e farà malissimo perchè all’interno c’è solo una bottiglia di spumante, quella che il marito aveva spaccato nella camera d’albergo in un momento di rabbia.

Marylin è uno dei corti più cinici di "Arrivano i mostri". Antonio Andrisani questa volta è il titolare di un’agenzia davvero particolare: recluta donne brutte per offrire compagnie ad altre donne leggermente meno carine.

Ancora più cinico il corto dedicato al "Condominio", nel quale l’attrice comica Simonetta Guarino interpreta  in maniera straordinaria il ruolo di un’amministratrice di condominio che non riuscirà ad evitare il suicidio del condomino Giuseppe Tataranni. Ma l’amministratrice si confermerà legata in maniera spasmodica alla sua professione anche nel momento della preghiera collettiva in compagnia degli altri condomini.

"Occupato" mette in luce la voglia di trasgredire di due amici dopo aver notato una ragazza "molto gnocca", interpretata dall’ex pornostar Lea di Leo, in un bar del centro. La realtà si trasferisce nel sogno: Andrisani si ritrova a letto con lei ma si allontana per un attimo a cambiarsi: quando torna sul letto c’è già il suo amico alle prese con la preda. Il racconto del sogno-beffa avviene durante la notte con Andrisani che chiama il suo amico al telefono mentre si trova in bagno, mentre il figlio costretto a tornare a letto per il bagno è appunto "occupato".

La ricompensa conferma la professionalità di Irene Ferri, che interpreta una mamma che ha smarrito da quattro giorni il figlio Enzo, rappresentato per l’occasione da Franco Braia. La beffa è nella ricompensa: appena 25 euro per chi ritrova il parente, come recita il cartello affisso in via Annunziatella.

 

 

Il videoamatore si aggiudica sicuramente il primato di corto più cinico tra quelli scritti da Antonio Andrisani. In un gruppo di amici che trascorre le serate in piazza Sedile, diventato il nuovo punto di ritrovo dei giovani materani dall’estate scorsa, c’è un ragazzo che ama filmare qualsiasi cosa. E così riprende anche la scena nella quale viene aggredito vigliaccamente un coetaneo rumeno che aveva fermato una ragazzina solo per chiedere una sigaretta. Il ragazzo riprende anche la scena in cui gli amici costringono lo straniero a pronunciare lo slogan "Italia Uno" e con grande soddisfazione riuscirà a gustarsi a tavola lo spot mentre va in onda in televisione davanti ad una fetta di melone.

Geniale invece il nono corto, l’appuntamento. Un uomo con la faccia da sfigato cerca di farsi bello davanti allo specchio: si lava ripetutamente i denti con lo spazzolino, si aggiusta con un pettine quei pochi capelli che ancora si trovano sulla testa e poi si piazza davanti al computer per videocomunicare una ragazza conoscuta in chat attraverso la wecam!

 

Vito, morte e miracoli è una tipica storia all’italiana, dove, come recita il vecchio adagio, "uno fa il fesso per non andare in guerra…". Ambientato in via Casalnuovo, a ridosso degli antichi rioni Sassi, il corto smaschera attraverso l’intervento del dottore Vito Manicone, una falsa invalida che continuava a ricevere da cinque anni una pensione restando sempre seduta su una carrozzella. E mentre il dottore era riuscito a "resuscitare" con un vero miracolo mentre si consumava il suo funerale in chiesa adesso tocca alla donna dire addio alla pensione mentre suo figlio continua a giocare nel cortile invece di andare a scuola. Ma anche lui è stato educato allo stesso modo visto che al dottore risponde che non va a scuola perchè lui ha la febbre…

 

Il delta dell’okawando con Teresa Vanalesti è un corto nel quale si scontrano due modi diametralmente opposti di concepire la vita. In macchina la donna racconta l’esperienza incredibile del suo viaggio in Africa, l’uomo non vede l’ora di obbligare la sua donna al sesso orale…Decisamente volgare ma non per colpa dell’attrice naturalmente.

 

Il Pazzo vede il ritorno sul grande schermo di Giuseppe Paradiso, già ammirato in coppia con il suo grande amico Girolamo Lacertosa nel film prodotto a Matera dalla regista ligure Federica Di Giacomo "Il lato grottesco della vita". Il corto parte con l’uscita di due amici dal Cim di Via Gramsci per trascorrere qualche ora di relax al parco del boschetto. Paradiso regala la sua performance canora ma la sorpresa è nel finale perchè a tornare nel Cim…non è Paradiso ma proprio Andrisani. Un’altra provocazione particolarmente apprezzata dal pubblico. Divertente.

Oggi sposi è un capolavoro di Domenico Fortunato, attore materano ormai affermato a livello nazionale. Il corto è un reality in quanto realmente girato in una sala ricevimenti per  un matrimonio di una coppia materana. E’ la storia di un uomo che si fingeva di volta in volta parente dello sposo o della sposa per scroccare di settimana in settimana i pranzi previsti per festeggiare i matrimoni celebrati in città.

Arrivano i mostri regala probabilmente il momento migliore con il corto "Cucù", sopratutto per la straordinaria interpretazione di Rolando Ravello nel ruolo dell’amante di una coppia che ha invitato gli amici a casa per le feste di Natale.  Prima un giro di tombola, poi il mercante in fiera gioco nel quale mentre la moglie "limona" l’amante Antonio Andrisani, senza saperlo, pesca una carta-presagio, "il cervo". Ma il dramma deve ancora consumarsi. Cinismo alle stelle quando si gioca a Cucù. Come tutti sanno qui vale la regola che chi muore può resuscitare solo se riesce a far parlare i concorrenti che sono ancora in gioco e il cinismo di Arrivano i mostri assume il tono più alto quando Ravello informa il "cervo" Andrisani che da due anni si tromba la moglie…Impossibile restare muti di fronte ad un’affermazione del genere…

L’ultimo corto "Una giornata romantica" è quello probabilmente più triste perchè racconta la giornata di un benestante sfigato costretto a pagare una donna per vivere una giornata al mare. Sesso a pagamento con la beffa degli occhiali rotti durante l’approccio… Che tristezza…

Ricordiamo che la programmazione del film continuerà al cinema Duni sino al 6 gennaio.  Prevendita presso botteghino Cinema Duni e Quadrum in via Lucana – Posto unico € 5 – Spettacolo delle 21,30

 

Michele Capolupo

 

 

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7 commenti

  1. 11 anni  

    Ginevra

    Pagare 5 euro per assistere all’elogio della volgarità è davvero umiliante …questo non è cinema.. è bassa televisione …ma davvero terra terra…scusate lo sfogo..ma dopo tanta promozione mi aspettavo qualcosa di più evoluto..mi dispiace per gli attori “umiliati” pure loro…

  2. 11 anni  

    Luachan

    Ho visto Arrivano i Mostri e devo dire che mi sono divertito tanto, ma tutti gli episodi mi hanno anche offerto momenti di riflessione amara ed è per questo che faccio i complimenti ad Andrisani.
    Alcuni personaggi erano davvero originali così come le trame di alcuni racconti e di volgare non ho visto nulla (niente di di tanto diverso da quello che vediamo al cinema o leggiamo su libri e giornali).
    Un’analisi trasversale della nostra società, con pregi e difetti di ognuno, magari portati all’estremo, ma penso abbiano avuto efficacia.
    Allegria e malinconia ben intrecciati e contenuti mai banali ma trattati sempre con quella dose di ironia che dà verve alle storie.
    Alcuni episodi hanno dato l’impressione di essere nati da racconti brevi, tradotti per l’occasione in immagini e questo mi è piaciuto.
    Poi se vogliamo scandalizzarci per un paio di tette e due uomini che simulano la masturbazione o per un ragazzino picchiato a sangue per 30 secondi di celebrità (tutte cose, queste, che purtroppo esistono e con cui dobbiamo fare i conti), è un’altro paio di maniche.

  3. 11 anni  

    Luachan

    … sangue per 30 secondi di celebrità (cose con cui, purtroppo, dobbiamo fare i conti quotidianamente: basti vedere quante notizie di questo genere riempiono le cronache nazionali), è un altro discorso, ma nel complesso ho apprezzato l’ironia cinica di tutti gli episodi.

  4. 11 anni  

    PISIDDONE

    CONCORDO IN TOTO E PER TOTO CON L’ANALISI DI LUACHAN, MA VOGLIO RIVOLGERMI A TE, REDATTORE, A TE CHE LEGGI PRIMA DI MODERARE. ANZI, A VOI, VISTO CHE USI SEMPRE IL PLURALE MAJESTATIS PER INDICARE SOLO E UNICAMENTE TE STESSO. SO CHE QUESTO MESSAGGIO NON LO PUBBLICHERAI, MA NON IMPORTA, PERCHé A ME INTERESSA SOLO CHE TU LO LEGGA: CI SONO 2 GROSSI ERRORI IN QUESTO TUO ARTICOLO. PRIMO:

  5. 11 anni  

    PISIDDONE

    “ROTTWEILER” SI SCRIVE APPUNTO ROTTWEILER E NON ROTVAILER, SCRIVENDOLO COME SI PRONUNCIA -.- CHE TRISTEZZA! SECONDO: “BAMBOCCIONE” LO DISSE IL MINISTRO PADOA-SCHIOPPA, E NON SIRCHIA -.-! CHE TRISTEZZA! NON MI DIRE CHE SONO ERRORI DI BATTITURA PERCHé LO SAI BENE CHE SONO ERRORI DI TUA CONFUSIONE MENTALE E BASSA TUA ALFABETIZZAZIONE. AMMETTO, REDATTORE, CHE TU MI STAI MOLTO SUL CAZZO… DA QUANDO FACEMMO A BOTTE AL CAMERA CLUB. ANZI, MEGLIO.. DA QUANDO TI PRENDESTI LE BOTTE DA ME AL CAMERA CLUB.

  6. 11 anni  

    PISIDDONE

    CONCORDO IN TOTO E PER TOTO CON L’ANALISI DI LUACHAN, MA VOGLIO RIVOLGERMI A TE, REDATTORE, A TE CHE LEGGI PRIMA DI MODERARE. ANZI, A VOI, VISTO CHE USI SEMPRE IL PLURALE MAJESTATIS PER INDICARE SOLO E UNICAMENTE TE STESSO. SO CHE QUESTO MESSAGGIO NON LO PUBBLICHERAI, MA NON IMPORTA, PERCHé A ME INTERESSA SOLO CHE TU LO LEGGA: CI SONO 2 GROSSI ERRORI IN QUESTO TUO ARTICOLO. PRIMO: “ROTTWEILER” SI SCRIVE APPUNTO ROTTWEILER E NON ROTVAILER, SCRIVENDOLO COME SI PRONUNCIA -.- CHE TRISTEZZA! SECONDO: “BAMBOCCIONE” LO DISSE IL MINISTRO PADOA-SCHIOPPA, E NON SIRCHIA -.-! CHE TRISTEZZA! NON MI DIRE CHE SONO ERRORI DI BATTITURA PERCHé LO SAI BENE CHE SONO ERRORI DI TUA CONFUSIONE MENTALE E BASSA TUA ALFABETIZZAZIONE. AMMETTO, REDATTORE, CHE TU MI STAI MOLTO SUL CAZZO… DA QUANDO FACEMMO A BOTTE AL CAMERA CLUB. ANZI, MEGLIO.. DA QUANDO TI PRENDESTI LE BOTTE DA ME AL CAMERA CLUB.