Liste di attesa visite specialistiche, le proposte di Flovilla (FederAnisap)

12 febbraio, 2018 17:04 |
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L’ultimo caso di malasanità segnalato in Basilicata in relazione alle liste di attesa per una visita specialistica cardiologica rispecchia una situazione generale nel Paese che FederAnisap sta affrontando da tempo in tutte le regioni tenuto conto che rappresenta un fenomeno percepito dai cittadini e dai pazienti come una forte criticità dei moderni sistemi sanitari, in quanto compromette l’accessibilità e la fruibilità delle prestazioni da erogare. Ad affermarlo è il vice presidente nazionale di FederANISAP Antonio Flovilla. Il governo dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie è uno degli obiettivi prioritari del SSN e l’erogazione dei servizi entro tempi appropriati, rispetto alla patologia e alle necessità di cura, rappresenta una componente strutturale dei LEA, con la consapevolezza che non esistono soluzioni semplici e univoche, ma vanno poste in essere azioni complesse ed articolate, considerando in particolare la promozione del principio di appropriatezza nelle sue due dimensioni clinica ed organizzativa. La gestione delle liste di attesa – aggiunge Flovilla – può trovare più agevole soluzione se si individuano strumenti e modi di collaborazione di tutti gli attori del sistema (le Aziende Sanitarie, utenti del SSR, specialisti dipendenti e convenzionati, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, Strutture private accreditate erogatrici di prestazioni ambulatoriali, organizzazioni rappresentative degli erogatori privati a livello regionale), per una concreta presa in carico dei pazienti fin dal processo di definizione, o approfondimento diagnostico da parte dei professionisti e delle strutture, prevedendo anche modelli di gestione integrata dell’assistenza per pazienti cronici nell’ambito delle cure primarie attraverso l’attuazione e gestione programmata dei protocolli diagnostici (PDTA). Una soluzione del problema molto semplice e di facile attuazione anche in Basilicata è l’inclusione nel CUP regionale dei servizi specialistici delle strutture sanitarie private accreditate che invece sono escluse. Inoltre – dice Flovilla – va sfatata una volta per tutte la falsa tesi della spesa che per i servizi erogati dal privato sarebbe maggiore. E’ esattamente vero il contrario: un elettrocardiogramma al privato viene pagato dai servizi sanitari regionali appena 11 euro ed una visita cardiologica 22 euro. la buona sanita’ costa meno della malasanità , perche’ non ci sono sprechi o altri interessi economici o politici che determinano sprechi. Il governo delle liste d’attesa è, altresì, fortemente connesso ad altri processi che, sia a livello centrale che periferico, si ripercuotono decisamente sulle modalità organizzative del rapporto domanda-offerta, rispetto al quale deve essere perseguita una necessaria coerenza di sistema. Tra l’altro, il miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni poste a carico del SSR ed il conseguente efficientamento dei fattori produttivi investiti in sanità, provoca – come conseguenza diretta – la riqualificazione della spesa sanitaria pubblica e nel suo complesso lasciando agli ospedali compiti propri.
I disservizi per l’utenza – aggiunge il vice presidente nazionale FederAnisap – impongono una riflessione approfondita sull’opportunità di aprire agli enti privati accreditati il sistema delle prestazioni ambulatoriali complesse nella consapevolezza che le strutture hanno risorse strutturali, professionali e tecnologiche a disposizione della sanità lucana. Queste questioni, affrontate con l’intento costruttivo, sono in diretta connessione con l’utilizzo del Cup (Centro Unificato di Prenotazione) unificato.

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