Il “materano” Vittorio, convegno dedicato a Vittorio Spinazzola alla Provincia di Matera

26 Agosto, 2019 06:39 |
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Martedì 27 agosto 2019 dalle ore 10,30 nella sala consiliare della Provincia di Matera è in programma il convegno Il “materano” Vittorio, per ricordare l’intellettuale e archeologo Vittorio Spinazzola personalità materana alquanto apprezzata in Europa nel secolo scorso e probabilmente poco nota nella nostra regione. Spinazzola è nato a Matera il 2 aprile 1863 ed è morto a Roma il 13 aprile 1943. L’evento gode del patrocinio della Provincia di Matera

Introdotto dal Presidente della Provincia di Matera Piero Marrese, si avvarrà dell’intervento di Giampaolo D’Andrea che, oltre a portare i saluti dell’Amministrazione comunale della Città cui è assessore alla Cultura, tratterà di Vittorio Spinazzola e del contesto storico di riferimento. Lo storico-genealogico Riccardo De Rosa discuterà delle notevoli attività archeologiche svolte da Spinazzola, mentre Gianni Maragno, attento studioso e ricercatore di storia materana oltre che regista, esporrà la figura dell’intellettuale fra studi classici ed istituzioni. A coordinare il dibattito il giornalista e critico di Cinema Armando Lostaglio, mentre l’attore Mimì Orlandi declamerà versi e brani tratti dalle molteplici pubblicazioni di Vittorio Spinazzola.
“Io sono vivo, vivissimo, e sarò vivo, vivissimo, e dirò a me di esserlo anche quando la falce mi sarà nelle vene, convinto che l’uomo non muore fino a quando non dice a se stesso: sono morto”.
E’ un verso di Spinazzola poeta, che forse esplicita la forza creativa e culturale dell’intellettuale materano. Studiò inizialmente romanistica e scienze della letteratura all’Università di Napoli Federico II, dove si laureò con Francesco D’Ovidio. Durante questo periodo strinse amicizia con Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti e Benedetto Croce – con cui fondò la Società dei Nove Musi – e con Gabriele D’Annunzio: il dramma “La città morta” del poeta pescarese deriva da un’idea di Spinazzola. Durante tutta la sua vita rimase legato alla letteratura, specialmente a Dante. Gli studi per l’arte antica lo porteranno nel 1893 ad assumere il ruolo di ispettore della Amministrazione Provinciale per l’arte antica; nel 1895 e 1896 lavorò al museo archeologico di Bologna e quindi al Museo archeologico nazionale di Taranto. Nel 1897 fu nominato consigliere personale del Ministro della Pubblica Istruzione. Nel 1898 fu chiamato a ricoprire l’incarico di curatore del Museo nazionale di San Martino a Napoli, incarico che mantenne fino al 1910. Contemporaneamente dal 1903 al 1907 fu anche libero docente di archeologia all’università di Napoli. Nel 1910 divenne direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli, l’anno successivo Soprintendente agli scavi e ai musei della Campania e del Molise. Ciò incluse anche la direzione degli scavi di Pompei. Dal 1919 divenne Soprintendente aggiunto per i monumenti e le gallerie delle province citate.

 

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