A Matera il convegno “I rapporti tra Chiesa e Massoneria”. Il 9 maggio 2019 nella città dei Sassi il Simposio internazionale delle Logge Europa

3 Novembre, 2018 22:30 |
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Nella sala conferenze del Palazzo Vicecontedi Matera la Loggia “Quinto Orazio Flacco – orgoglio europeo- n.1500 all’Oriente di Matera e il Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani hanno presentato il convegno-dibattito sul tema “I rapporti tra Chiesa e Massoneria”.
Il programma dei lavori, coordinato dal giornalista Franco Martina, è stato aperto da Pietro Andrisani, maestro venerabile della Loggia ”Quinto Orazio Flacco- Orgoglio Europeo” di Matera. A seguire l’intervento di Lucio D’Oriano, presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Campania e Basilicata.
Dopo il saluti delle Autorità civili, religiose e massoniche, l’incontro è proseguito con le relazioni di Don Paolo Renner, Professore ordinario di Scienze della Religione e Teologia Fondamentale – Direttore dell’Istituto di Scienze Religiose di Bolzano, Sezione di lingua italiana e Direttore dell’Istituto De Pace Fidei e di Nicola Di Modugno, docente di giustizia amministrativa presso l’università del Sannio di Benevento.
Ha concluso i lavori il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi: “Il 20 settembre 1870 – ha dichiarato Bisi – che segnò con la presa di Roma il completamento dell’unità d’Italia rappresenta una pagina di storia, ma soprattutto una data con un significato di prospettiva di lavoro. Occorre rivedere in senso attuale quella “breccia”. C’è bisogno di creare un ponte tra gli uomini e noi lo abbiamo fatto con i convegni a Siracusa, Castel de Monte, Gubbio e Matera.  Poi ha citato la lettera del cardinal Gianfranco Ravasi pubblicata a febbraio 2016 da ‘’Il Sole 24 ore’’ nell’inserto domenicale, dal titolo “Cari fratelli massoni’’. Un titolo considerato in maniera positiva dal Gran Maestro perchè rappresenta un contributo al dialogo fra Chiesa e Massoneria che altri si sono affrettati a ‘’raffreddare’’ nel solco di quel clima da ‘’ Vade retro!’’ fatto di ignoranza, pregiudizio, strumentalizzazioni come è capitato con la commissione parlamentare antimafia, dove le accuse si sono sprecate con fatti, situazioni, persone che non c’entravano nulla. “Possono strapparci i vestiti, i grembiuli, il cuore ma noi risorgiamo sempre. Siamo e restiamo impegnati per il confronto con tutti facciamo le nostre attività nei nostri templi e operiamo all’esterno, nelle comunità e nei territori con attività culturali o filantropiche e dando risposte a determinati bisogni. Siamo come una squadra di calcio, che va nello spogliatoio dove possono accedere solo il tecnico e i calciatori, e poi in campo che è un momento pubblico. Il tempio è il nostro spogliatoio, poi si va in campo, all’esterno, dove si realizzano azioni che tutto possono vedere e apprezzare’’

A fornire spunti sul rapporto tra Chiesa e Massoneria anche il Maestro materano Pietro Andrisani, presidente dell’associazione culturale “Quinto Orazio Flacco’’, un archivio vivente della cultura meridionale. Andrisani ha citato Orazio (anche quello Cristiano) e Francois Andrè Philidor, collaboratore del compositore Egidio Romualdo Duni e autore di un Carmen saeculare  mentre il presidente del collegio dei maestri venerabili di Campania e Lucania, Lucio D’Oriano,  ha evidenziato la forza del dialogo e del confronto in un’epoca in cui c’è poca voglia d farlo.

Il professor Nicola Di Modugno, docente di giustizia amministrativa presso l’Università del Sannio di Benevento, ha ripercorso tappe e cause che hanno portato Chiesa e Massoneria a ‘’tenere le distanze’’. Innanzitutto ha spiegato che la Massoneria non è una religione, ma una  ‘’realtà di uomini liberi che hanno come scopo il proprio perfezionamento’’ e che ha come riferimento il ‘’grande architetto dell’Universo”. Ma perchè la Chiesa e la Massoneria si sono contrapposte? “E’ stato più per motivi politici che teologici, motivi legati a un certo filone che non tollerava la ‘’laicità dello Stato’’ e da qui la guerra del Vaticano alla Massoneria. Il professore ha citato teologi (anche tirolesi come l’altro relatore don Paolo Renner – ndr), avvisaglie premonitrici sui rischi e sulle conseguenze del Concordato tra Stato e Chiesa, diatribe tra filosofi francesi e tentativi di raggirare papa Pio XII, fino a Papa Giovanni XXIII che fu ‘’l’artefice del cambiamento dello stile ‘’ nei rapporti tra Chiesa e Massoneria con l’avvio del Concilio Vaticano II. E poi Papa Paolo VI (ora Santo), la riforma del Diritto Canonico, le dichiarazioni del cardinal Ratzinger, i contenuti del libro di Virgilio Gaito, fino al noto articolo del Cardinal Gianfranco Ravasi e la presa di posizione ‘’extramoenia’’ vaticane sulle ‘’ambiguità del prelato’’ tirate da avversari del dialogo come Angela Pellicciari.

Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Paolo Renner che dopo aver portato il saluto di Monsignor Pino Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina ai presenti, ha affrontato il tema del rapporto tra Chiesa e Massoneria partendo da tre momenti. E’ partito da una citazione di Pietro Andrisani,  quel 17 febbraio 1600 che vide la morte sul rogo del domenicano Giordano Bruno, condannato dalla Santa Inquisizione, per parlare dei martiri della Cristianità come riportato sulla rivista del G.O.I ‘’ Hiram’’ e di quanto il Papa sta facendo, come ha ricordato Roberto Benigni, che «Francesco traghetta la Chiesa verso il Vangelo”. Renner ha sottolineato che le scomuniche non sono più di moda, anche se qualcuno le invoca. Ha citato il Concilio Vaticano II, la Chiesa nuova della ‘’Gaudium et Spes’’ e la Chiesa nel mondo, esprimendo rammarico sulla mancata revoca della scomunica verso Martin Lutero, durante la visita di Papa Francesco in Germania, visto il dialogo interreligioso in corso.  Poi ha espresso la sua opinione sull’impegno politico, considerato naturale perché se ci si occupa dell’uomo ci si occupa della Polis… Ma quando ad occuparsi di politica è  il cristiano, iscritto a una Loggia, è normale che abbia un conflitto di coscienza e allora il credente deve ascoltare il primato della voce, del magistrato papale. Ma anche nella Massoneria si è presi dal dubbio, un dubbio dogmatico.

Per chiarire questi dubbi Don Paolo Renner che ha precisato: “E’ stato proprio il fatto di non aver considerato il dubbio, il peccato, l’imperfezione, il fallimento del pensiero di Marx ed Engels. I mali che affliggono la società non sono né i preti e né i massoni’ ma il potere delle multinazionali, la finanza speculativa, le tante guerre che devastano il pianeta. E la solitudine causata dai social, la crisi dello stato sociale con la privatizzazione dei servizi sanitari, la paura diffusa di vivere del consenso come accade con alcune formazioni politiche populiste. E poi i rischi di considerare le persone solo sul loro valore, anzichè sulla dignità. E allora cosa possono fare Chiesa e Massoneria? Per fornire una risposta Don Paolo Renner ha citato Dan Brown sulle Origini. “Ma più che delle Origini, conosciute, occorre guardare al destino e con un genere umano che rischia di essere integrato nel Technium della macchine. Papa Francesco ha messo in guardia dall’abuso o dal dipendere della tecnica, che deve essere a servizio dell’uomo e non viceversa. Non vi fate ipnotizzare. C’è il rischio che i diritti umani siano considerati “carta straccia” e la necessità che ai giovani siano proposti ideali e modelli positivi, come l’attenzione verso il Creato”. In proposito Don Paolo Renner ha ricordato la pubblicazione bilingue della diocesi di Bolzano. Il messaggio finale è questo: tutti abbiamo una missione da compiere su questa terra e, pertanto, occorre ‘’ bene dire…dire bene’’, citando anche Giovannino Guareschi, l’autore di due personaggi della Bassa padana (il comunista Peppone e il parroco Don Camillo, perchè “troppi hanno dei fini e pochi dei principi’’.

L’appuntamento per un nuovo focus sulla Massoneria in Italia è in programma sempre a Matera il 9 maggio 2019 quando la capitale europea della cultura ospiterà il Simposio internazionale delle Logge Europa per affermare gli ideali, le opportunità e i valori. In programma un convegno e un concerto di musica classica aperto al pubblico. Sono previste 300 presenze, di cui un centinaio provenienti da tutta Europa.

Michele Capolupo

La fotogallery del convegno

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