Sit-in di Bolognetti (Radicali Lucani) davanti al Tribunale di Matera: “Questioni di incompatibilità ambientale per magistrati in servizio in Basilicata”

7 Agosto, 2019 10:46 |
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Magistrati noti, magistrati ignoti e incompatibilità ambientali. Ministro Bonafede, di quale muro parla?” E’ il tema affrontato questa mattina in un sit-in promosso dal Segretario di Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, a pochi metri dall’ingresso del Tribunale di Matera. In questa occasione Bolognetti ha illustrato ai giornalisti le motivazioni di questa nuova iniziativa pubblica.
“Dalla piazza di Matera – ha dichiarato Bolognetti – voglio tornare a sottolineare la patente situazione di incompatibilità ambientale in cui si trovano alcuni magistrati che operano nella nostra regione e tra questi certissimamente il dottor Salvatore Colella. A mio avviso, per questioni di mera opportunità, questi operatori di giustizia andrebbero destinati ad altra sede.
Il muro invalicabile tra magistratura e politica, evocato ed invocato dal Ministro Bonafede a giugno scorso, non c’è mai stato e se c’è stato si è da tempo sgretolato. Emblematica, e per certi aspetti inquietante, la vicenda del magistrato ignoto in servizio a Potenza, che avrebbe dovuto ricoprire la carica di assessore alla sanità se i 5stelle avessero vinto le elezioni regionali tenutesi a marzo scorso. Altro che muro!!!
Da Matera, oltre a porre nuovamente le sopra citate questioni di opportunità, messe nero su bianco e segnalate al Ministro della giustizia che non c’è e della grazia svanita da tempo e al CSM, voglio ricordare a me stesso che sei anni fa,in tutte le principali piazze lucane, proponevamo nuovamente un pacchetto referendario sulla giustizia, per la riforma della giustizia. Referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, sulla separazione delle carriere, sui magistrati fuori ruolo e sulla custodia cautelare (per limitare il carcere preventivo, cioè prima della sentenza di condanna, ai soli reati gravi). Questo per non dire che nel 2000 proponevamo un quesito referendario sull’elezione dei membri togati del Csm. L’obiettivo? “Far eleggere i membri del Consiglio sulla base di merito e carriera, attraverso l’abolizione del voto di lista dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura”. Oltre il 70% dei cittadini che ebbero a recarsi alle urne si espresse a favore, ma purtroppo il quorum non fu raggiunto a causa dell’ennesima campagna referendaria semi-clandestina. Se ce l’avessimo fatta, i magistrati non avrebbero più votato su base correntizia.
Nelle emblematiche e paradigmatiche vicende lucane non ci sono intercettazioni telefoniche da pubblicare e acqua calda da scoprire; ciò che racconto avviene alla luce del sole, anche se in troppi preferiscono non vedere, non sentire e mettere la testa sotto la sabbia.
L’ex Guardasigilli, Claudio Martelli, ha ragione quando afferma che lo scandalo del CSM non è questione di mele marce e che sulla vicenda monta il festival dell’ipocrisia.
Ministro Bonafede, signori del Csm, il muro non c’è e se c’era si è sgretolato da tempo. In compenso ci sono questioni di patente incompatibilità ambientale, emblematiche e paradigmatiche, che riguardano magistrati in servizio in Basilicata”.

La fotogallery della protesta di Maurizio Bolognetti (foto www.SassiLive.it)

Di seguito il testo della lettera aperta inviata agli organi istituzionali competenti per denunciare l’incompatibilità ambientale del dott. Salvatore Colella e di altro magistrato da identificare presso il Palazzo di Giustizia di Potenza.

Al Ministro della Giustizia, on. le. Alfonso Bonafede

e, p.c.          al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quale Presidente del CSM

al Dr. Davide Ermini, Vice Presidente CSM

al Dr. Riccardo Fuzio, Procuratore Generale Corte di Cassazione

al Dr. Giovanni Mammone, Primo Presidente Corte di Cassazione

al dr. Alessi Lanzi, Presidente della I Commissione del CSM

 

OGGETTO: incompatibilità ambientale del dott. Salvatore Colella e di altro magistrato da identificare presso il Palazzo di Giustizia di Potenza.

Ill.mi Signori,

il giorno 19/6/2019, alle ore 3,42, su televideo, con riferimento alle vicende riguardanti i Magistrati e il Consiglio Superiore della Magistratura, attribuita al Ministro della Giustizia, Bonafede, leggevo la seguente dichiarazione: “Serve un muro invalicabile tra Magistratura e politica. E propone che i partiti non devono candidare Magistrati”.Poche ore prima, in data 18 giugno 2019, il Messaggero.it aveva titolato: “Caos Procure, Bonafede: voglio muro invalicabile tra politica e magistrati”. Il sopra citato quotidiano, nel riferire di un intervento del signor Ministro della Giustizia,nel corso della puntata della trasmissione Porta a Porta del 18 giugno 2019, riportava la seguente frase:“Uno degli aspetti più importanti è porre un muro invalicabile tra magistratura e politica: non è possibile che un magistrato che va a fare politica possa tornare a fare il magistrato. Sarebbe bello che ogni forza politica si impegnasse a non candidare magistrati. Il Movimento 5 Stelle non perderebbe un attimo”.

Ho una certa avversione all’innalzamento dei muri e non ho, in generale, simpatia per le attività muratorie.

Sarebbe più opportuna una netta distanza tra Magistrati e politica e un ruolo più attento sulle attività dei Magistrati stessi dai quali, per la loro delicata funzione, ci si attende un comportamento che li ponga al di sopra di sospetti, con la ulteriore precisazione che tale requisito non deve essere solo di sostanza ma anche di apparenza, come si richiedeva anche alla moglie di Cesare.

Per queste finalità, intendo segnalare due episodi relativi ad un Magistrato noto e ad un altro non noto, ma identificabile, con l’invito al Signor Ministro di passare dalle parole ai fatti.

Il primo caso riguarda il dott. Salvatore Colella.

Egli è attualmente sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera. In precedenza, come risulta dal suo curriculum vitae, il dr. Colella ha svolto le funzioni di sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera dal 4/6/2003 al 17/1/2010.Dal 18/1/2010 al 9/7/2013 ha ricoperto la carica di sostituto Procuratore presso il Tribunale di Potenza.

Dal 10/7/2013 ad oggi è nuovamente sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera, assegnato al 1° gruppo di lavoro, competente per i reati contro la P.A. e quelli in materiale ambientale.

Di recente, il dr. Colella è stato nominato consulente del Ministero del Dipartimento per le Politiche Europee insieme a Claudio Zucchelli, Presidente di sezione del Consiglio di Stato.

Come si vede, tra i consiglieri del Ministro vi sono due Magistrati.

Il primo, sostituto Procuratore della Repubblica; il secondo Presidente di Sezione del Consiglio di Stato. Per entrambi, le funzioni sono riferite alla giustizia o comunque all’applicazione del diritto.

Mi sono domandato: quali le specifiche esperienze di questi due autorevoli consulenti in materia di politiche europee? Non sono riuscito a darmi una risposta.

Recentemente Papa Francesco ha ribadito l’impossibilità di servire due padroni.

In Italia vi è la separazione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario.

Non le sembra, Signor Ministro, che un promotore di giustizia come il sostituto Procuratore della Repubblica e un magistrato del settore amministrativo non possano appartenere contemporaneamente a due settori che dovrebbero rimanere tra loro separati?

A me sembra che il dott. Colella, da anni, versi in una situazione di evidente incompatibilità.

Come detto, il dott. Colella ha esercitato le funzioni di sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza dal 18/1/2010 al 9/7/2013. Nell’anno 2012 quella Procura svolgeva indagini in materia ambientale, settore di cui si occupava anche il dott. Colella.

Ebbene, in una indagine riguardante reati ambientali tra gli indagati vi era tale Castellano Giovanni. Costui ritenne opportuno affidare la propria difesa all’avv. Marisa Clemente, felicemente coniugata con il dott. Salvatore Colella, iscritta all’Ordine professionale di Bari, ma con studio nella città di Altamura, posto a 20 chilometri dalla città di Matera.

In data 22/6/2012, l’avv. Marisa Clemente si recava presso il Comando dei Carabinieri Tutela Ambientale (NUCLEO OPERATIVO ECOLOGICO) in quel di Potenza per fornire documentazione relativa al proprio assistito e, riferivano gli ufficiali di Polizia Giudiziaria, che “la stessa avv. Clemente comunicava en passant ai Carabinieri, suoi interlocutori, di essere la moglie del dott. Salvatore Colella, sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Potenza”.

Ignoro se quella segnalazione abbia avuto un seguito.

Si sarebbe forse potuto obiettare che tra Altamura e Potenza vi è, comunque, una distanza di circa 80 chilometri.

Ma la distanza tra la sede di lavoro del dott. Colella e le attività della Castellano Costruzioni Generali è stata subito accorciata. Sicché allo stato attuale, l’avv. Clemente, con studio in Altamura, opera a 20 chilometri dalla città ove il consorte svolge le funzioni di pubblico ministero, non disdegnando di assumere qualche incarico anche presso il Tribunale di Matera.

E’, dunque, documentato che vi siano state attività professionali tra Castellano Costruzioni e l’avv. Marisa Clemente.

In molte delle società del Castellano ha ricoperto incarichi il fratello del dott. Colella, il commercialista Arcangelo Colella, che in data 23 giugno 2017 ha assunto il ruolo di sindaco unico e revisore legale della SematafSrl società di trattamento e smaltimento rifiuti.

Lo stesso Arcangelo Colella, in data 16 maggio 2018, è stato eletto membro del Collegio sindacale di Acquedotto Lucano il cui capitale azionario appartiene a 119 comuni lucani e per il 49% alla Regione Basilicata.

Il dr. Arcangelo Colella, valente commercialista, in data 1/1/2017 è divenuto membro del Collegio sindacale della Fondazione Sassi il cui Presidente è l’avv. Vincenzo Santochirico,già Assessore all’Ambiente della Regione Basilicata.

Le competenze del dott. Colella in materia di politiche comunitarie.

Nel 2018 il dr. Salvatore Colella ha assunto l’incarico di consulente del Ministero delle Politiche Comunitarie e precisamente di Consigliere per gli affari europei.

Nel descrivere la propria attività professionale, nel redigere il curriculum pubblicato sul sito del sopra citato Ministero, il dott. Colella menziona solo ed esclusivamente indagini penali.

Chi scrive non le conosce tutte e quindi non può esprimere giudizi complessivi. Due di queste sono note e debbo rilevare come le narrazioni del dott. Colella siano non del tutto veritiere.

Ritiene, l’esponente, che non si possano fornire al Ministero i dati dei procedimenti trattati, con il rispettivo numero di ruolo, ma è soprattutto inconcepibile che ci si vanti di indagini per aver, relativamente al procedimento n. 763/04 R.G.N.R. mod. 21 Procura di Matera, chiesto ed ottenuto “la condanna in sede di giudizio abbreviato per tutti gli imputati che avevano fatto accesso al rito alternativo”.

Si tratta di un procedimento a carico di 12 imputati, sindaco e assessori del Comune di Matera.

Effettivamente costoro furono condannati in primo grado con sentenza confermata in sede di appello. Questa però fu annullata dalla Suprema Corte, con rinvio alla Corte di Appello di Salerno, la quale, con decisione del 15/9/2017, assolveva tutti gli imputati “perché il fatto non costituisce reato” e revocava le statuizioni civili.

Più recentemente, il dott. Colella ha segnalato il procedimento contrassegnato con il n. 523/2017 R.G.N.R. relativo a reati di abuso in materia di concorsi, nonché due ipotesi di corruzione.

Il dr. Colella afferma che nell’ambito del sopra citato procedimento, venivano eseguite misure cautelari personali che avrebbero trovato “un primo riscontro nel rigetto delle richieste di riesame, presentate da taluni dei principali indagati”. Tanto affermava in data 20/11/2018.

Ebbene, anche questa affermazione non è corretta.

Tra le misure cautelari adottate ve ne era una riguardante un docente universitario cui si contestavano reati di corruzione. La misura cautelare in parola, emessa in data 3/7/2018, veniva annullata dal Tribunale del riesame in data 27/7/2018.

Avverso tale annullamento, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera proponeva ricorso per cassazione che, in data 26/11/2018, veniva dichiarato inammissibile perché “manifestamente infondato”.

Si vanta, dunque, il dott. Colella di avere ottenuto gli arresti domiciliari per una persona che, in sede di controllo da parte del Tribunale del Riesame, risultava non essere stata attinta di gravi indizi e di un ricorso innanzi alla Suprema Corte che è stato dichiarato “manifestamente infondato”.

Osservo.

Il curriculum presentato dal dott. Colella è datato 20/11/2018. L’annullamento di cui trattasi è avvenuto da parte del Tribunale del Riesame in data 27/7/2018. Egli, dunque, esponeva circostanze non vere.

In proposito si consenta di esprimere la meraviglia di chi avendo sempre considerato il Pubblico Ministero organo di giustizia, rileva che vi è compiacimento quando si ottengono condanne ovvero restrizioni della libertà personale e silenzio quando le stesse vengono annullate o revocate.

In merito alla consulenza assunta dal dr. Colella presso il Ministero delle Politiche Comunitarie gioverà segnalare alle SS.VV. Ill.me quanto scritto in data 3 marzo 2019 da Vittorio Malagutti e Andrea Palladino sul settimanale l’Espresso in un articolo intitolato “Un Algoritmo chiamato Savona”:

Del resto, anche nello staff del Ministro Savona si fatica a trovare un esperto di temi legati in qualche modo alla UE. Dalla magistratura arrivano Daniela Morgante e Salvatore Colella. Quest’ultimo è il Pm che ha messo in crisi la giunta a guida Pd della Basilicata con l’inchiesta penale che ha coinvolto il Presidente Marcello Pittella. Un paio di settimane dopo l’arresto (ai domiciliari) del politico Dem, il sostituto procuratore Colella, che ancora conduce le indagini, ha chiesto al CSM l’autorizzazione per l’incarico di ‘diretta collaborazione’ con Savona, Ministro del governo gialloverde. Un incarico retribuito con un compenso di 10 mila euro l’anno”.

Non ritiene il Ministro che, lontani da murature e muratorie, vi sia una incompatibilità ambientale tra il dott. Colella e il territorio in cui opera? Senza necessariamente tirare in ballo “muri” da erigere, mi chiedo e chiedo: E’ opportuno che il dr. Colella continui ad esercitare le sue funzioni in Basilicata?

 

Il magistrato da identificare.

In data 24/3/2019 in Basilicata si sono svolte le operazioni per l’elezione del Presidente della Regione e del consiglio regionale. Sono state presentate diverse liste tra le quali quella del movimento politico cui appartiene l’On.le Ministro.

In un manifesto elettorale pubblicato su Facebook, la forza politica cui il Ministro appartiene, non solo si dissocia dalla richiesta di costruire muri tra magistratura e politica, ma anticipa che in caso di vittoria avrebbe nominato assessore alla sanità un “magistrato in servizio presso il Palazzo di Giustizia di Potenza – esempio di terzietà, correttezza ed equilibrio, nell’esercizio della delicata funzione giurisdizionale esercitata”.

Si tratta, dunque, di un magistrato che avrebbe risposto positivamente all’offerta di un incarico assessorile in un settore di grande rilievo e in relazione al quale pendono, innanzi al Tribunale di Potenza, numerosi procedimenti.

Illustri Signori, accedo con difficoltà al Palazzo di Giustizia di Potenza e mi domando quale potrebbe essere il magistrato candidato all’assunzione della carica politica, chiedendomi se egli conservi o meno la virtù dell’imparzialità nei confronti di chi, avendo nota posizione politica, con voto non gradito abbia contribuito al non avveramento della condizione per l’assunzione dell’incarico che avrebbe dovuto ricoprire.

Tutto ciò esposto, chiedo alle autorità in indirizzo e soprattutto al Ministro della Giustizia, se, con adesione alla separazione tra le attività di giustizia e di altra pubblica amministrazione, più che innalzare improbabili murature, sia di più agevole attuazione il rilievo e laconseguente rimozione delle incompatibilità ambientali, tra cui quelle del dott. Colella e del mancato assessore alla sanità, e di evitare che i magistrati operino in continuità o in alternanza tra attività giurisdizionale e partecipazione ad attività del potere politico.

Allego alla presente copia dell’esposto sulla vicenda del magistrato che avrebbe dovuto assumere il ruolo di Assessore alla Sanità, inviato in data 28 marzo 2019 al CSM e la successiva integrazione datata 26 giugno.

Distinti saluti.

Latronico, lì 28 giugno 2019

Maurizio Bolognetti

Segretario di Radicali Lucani

Membro della Presidenza del Partito Radicale

Consigliere dell’Associazione Coscioni

 

 

 

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