Calcio, Promozione Lucana, Invicta Matera chiede al sindaco Nicoletti la disponibilità del campo “Renato Carpentieri” al borgo La Martella. Di seguito la nota integrale.
Siamo forse un problema? E’ questo il quesito che porgiamo al Sindaco Nicoletti.
La nostra squadra, l’Invicta Matera, divenuta l’unica squadra di calcio della Città di Matera, non può allenarsi, non può alimentare quel cammino virtuoso che in tanti sperano, vogliono o quasi pretendono.
E come si vuole vincere se non ci si riesci neppure ad allenare?
Per farlo continuiamo a rubare spazi, senza nessuna programmazione, riduciamo orari di allenamento del nostro Settore Giovanile e della nostra Juniores. Non esiste nessuna forma di collaborazione e rispetto fra le associazioni, favorita dall’assenza di scelte da parte del nostro “Papà Comune”: che tu investa per una Prima Squadra o che tu faccia attività di solo settore giovanile non fa nessuna differenza. Non esiste una tutela di chi investe nello sport. In Comune con molta dedizione si stanno impegnando per dare luce al campo “Carpentieri” di Borgo La Martella, ed è lodevole, la domanda che ci poniamo è: perché non è stato fatto prima?
Le interlocuzioni con l’Assessore sono sempre di alto livello con tantissime idee e buoni propositi, ma si bloccano davanti alla burocrazia e/o a problemi di budget.
Non riusciamo a capire se la politica del Sindaco Nicoletti vede lo sport come una risorsa, come un viatico per il turismo, come prevenzione alla salute oppure lo vede solo come un fastidio. Ci piacerebbe capirlo con una dichiarazione chiara e con azioni ben decise.
La custodia degli impianti è una barzelletta: problemi al PalaSassi, problemi alla Tensostruttura e problemi allo Stadio. In altre città o paesi il Comune è la prima risorsa per le associazioni mentre a Matera lottiamo con un assenteismo totale, aumento di tariffe e strutture fatiscenti. Ribadiamo: l’impegno dell’Assessore Paterino è lodevole, ma probabilmente da solo non basta se il vento del Sindaco e/o della sua giunta soffia verso altre direzioni. Se si crede in qualche cosa bisogna investire tempo e risorse altrimenti sono solo parole al vento.
Gli impianti di quartiere sono fermi, non c’è una linea guida per capire cosa si possa fare e cosa non si possa fare, Project Financing bloccati in cassetti delle scrivanie di chissà quale ufficio.
Questa è una dichiarazione di rabbia e delusione di chi ha investito soldi veri, di aziende che hanno sostenuto un progetto sportivo calcistico sano che parte da fondamenta solide che ha fatto della “Materanitá” un vanto.
Però adesso esigiamo una risposta: diamo fastidio? Se non è così, metteteci nelle condizioni di lavorare e provare ad ottenere i risultati sportivi che la parte della città legata al calcio ci chiede.

