Siproimi (ex Sprar) di San Severino Lucano alle finali nazionali del progetto RETE

28 Settembre, 2020 15:10 |
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L’ex Sprar ora Siproimi di San Severino Lucano che ha partecipato al progetto “Rete” voluto dall’SGS nazionale della FIGC e con la collaborazione del coordinamento regionale, per la prima volta rappresenterà la Basilicata alla finale nazionale che si terrà a Roma il 10 e l’11 ottobre.

Nella fase interregionale, tenutasi a Cosenza il 27 settembre, ha battuto nettamente gli omologhi di Catanzaro e San Rufo in provincia di Salerno con i punteggi di 8 a 0 e 7 a 0.

La Federazione Giuoco Calcio, in collaborazione con il Ministero dell’Interno e l’ANCI, ha dato seguito al Progetto Rete anche in un’anno difficile come il 2020, un’iniziativa rivolta ai ragazzi stranieri accolti nei centri Sprar/Siproimi per minori e neo maggiorenni di tutto il territorio nazionale.
Un progetto, giunto alla sua sesta edizione, sviluppato dal Settore Giovanile e Scolastico attraverso i propri Coordinamenti regionali, che negli ultimi cinque anni ha coinvolto oltre 2.000 giovani, utilizzando il calcio quale strumento per favorire i processi di inclusione e integrazione, e che si articola in una fase di allenamenti in loco, sotto la guida dei tecnici federali, una successiva fase interregionale di gioco e una manifestazione finale.

La Basilicata grazie all’azione del coordinatore dell’SGS della FIGC, Carlo Ottavio e del responsabile di progetto Tonino Iallorenzi, e soprattutto dei ragazzi e degli educatori, non si è fermata nemmeno durante la chiusura obbligata per la pandemia, dando vita a un’attività a distanza chiamata La Grammatica del Gioco che ha visto coinvolti 5 SPRAR in tutta la regione. Anche in quella occasione si è distinto il centro di San Severino. Si ringraziano per la disponibilità e la partecipazione, nella figura dei loro responsabili e operatori, anche i centri di San Fele, Gorgoglione, Policoro e San Chirico Raparo.

Una menzione particolare dobbiamo rivolgerla alla CRI del Melandro che ha consentito di prevenire ogni rischio pandemico con la propria disponibilità operando i prelievi sierologici e gli ECG presso ogni centro coinvolto. Un raro esempio di professionalità e pazienza.

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