Concluse a Palermo le “Giornate per la Pace” promosse dall’Associazione Percorsi

5 Giugno, 2016 05:58 |
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“La pace è qualcosa che senti dentro di te, è uno stato dell’essere. Non deve essere generata, creata. Le persone combattono non perché non comprendono cos’è la pace ma perché non capiscono cosa sono loro stessi. Pace non è assenza di guerra ma qualcosa che si può sentire anche nel mezzo della guerra. Una distinzione fondamentale tra ciò che accade all’esterno e ciò che avviene dentro di noi. Ciò che accade all’esterno è un riflesso di ciò che accade dentro. Se si perpetua il male sarà questo il riflesso. Se si perpetua il bene, il bene sarà il riflesso”. Con queste parole di Prem Rawat, ambasciatore di pace della Regione Basilicata nel mondo della Dichiarazione di Bruxelles “Pledge to Peace” (sottoscritta nel 2011 nel Parlamento Europeo), si sono concluse a Palermo le Giornate per la Pace  promosse dall’Associazione Percorsi, presieduta dal lucano Piero Scutari che svolge funzioni di Segretariato di “Pledge to Peace”. Dopo la Conferenza lo spettacolo di musica (con grandi artisti) e di cultura. L’assessore alla Comunicazione Rizzo che ha portato il saluto di Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo: “Mai visto il Teatro di Verdura così pieno. Dimostra come Palermo sia portatrice dei valori di quest’evento”.
“La Conferenza – ha detto Piero Scutari – è stato il primo passo per elaborare una “Carta” di Media for Peace, per esortare i media ed i giornalisti a diffondere una cultura di pace, di tolleranza, di accoglienza, di generosità e solidarietà. Un richiamo ai media, ai giornalisti ad agire per sostenere e promuovere valori fondamentali, spesso persi di vista, quali la pace, la dignità, la prosperità, e far riflettere sul fatto che la pace è un’esigenza basilare nella vita di ogni persona, essenziale tanto quanto lo sono i diritti civili, i bisogni primari, l’accesso alle opportunità. Il fine è quello di contribuire alla costruzione di un consenso civile per un futuro di pace sia attraverso la promozione di questi valori sia attraverso l’utilizzo di una forma comunicativa efficace per la loro diffusione”.
“Da docente universitario che da anni lavora alla formazione dei futuri comunicatori – sottolinea Gianfranco Marrone, docente ordinario di Semiotica alla facoltà di scienze della comunicazione – penso che un tema del genere, cioè la relazione tra i media e il tema della pace, sia centrale nell’organizzazione educativa degli studenti sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista del modo di operare ed organizzare il proprio lavoro. I giornalisti oggi non sono soltanto portatori di notizie ma posso diventare, facendo certe scelte, attori sociali a tutti gli effetti di un cambiamento possibile e la loro parola può influenzare notevolmente la società civile”.
Voi giornalisti come i medici, gli avvocati e tutti coloro che hanno un ruolo pubblico – è l’appello dello studioso internazionale Rawat – avete il compito di sforzarvi di cercare e costruire la pace ogni giorno trasmettendo la speranza, la possibilità nuova ai giovani che si possano imboccare strade diverse basate sul rispetto reciproco e sul perseguimento dei valori più alti. In questo mondo ci sono tante cose sbagliate ma ci sono tante persone che questo mondo lo vogliono rendere migliore coltivando la bellezza di costruire una pace possibile”.

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