«Una scelta inaccettabile che si allontana dalle reali necessità dei cittadini e che penalizza il territorio». Il presidente dell’associazione Azione Disabili Marziolino ODV di Matera, Marzio Muscatiello, interviene con durezza contro la recente delibera della Giunta regionale della Basilicata che ha introdotto un ticket fisso di 2,50 euro su ogni ricetta farmaceutica.
Secondo Muscatiello, la misura rappresenta una politica gestionale “ad personam” e distante dalle linee guida nazionali a tutela della salute pubblica. Il provvedimento, che entrerà in vigore a livello operativo dal prossimo 1 ottobre 2026, viene giustificato dalle istituzioni come uno strumento per il contenimento della spesa pubblica e il riallineamento dei bilanci.
Tuttavia, per l’associazione materana il prezzo più alto rischia di ricadere inevitabilmente sulle fasce sociali che già vivono situazioni di forte vulnerabilità economica e assistenziale.
Un sistema che allontana i cittadini dalle cure
«La sostenibilità del sistema sanitario regionale non può essere raggiunta scaricando i costi e i disavanzi direttamente sulle tasche dei lucani», dichiara con fermezza il presidente dell’associazione Azione Disabili.
L’introduzione di questo balzello da 2,50 euro per ricetta rischia infatti di tradursi in una tassa surrettizia sulla salute, che potrebbe spingere molti cittadini a ridurre o rimandare l’acquisto di farmaci essenziali.
Mentre a livello nazionale si discute di come rafforzare la medicina territoriale e abbattere le liste d’attesa, le scelte regionali lucane sembrano muoversi in una direzione diametralmente opposta.
L’associazione rimarca come il diritto costituzionale alla salute debba essere garantito in modo equo e universale, senza scorciatoie finanziarie che penalizzano i residenti della provincia di Matera e dell’intera regione.
La richiesta alle istituzioni
Azione Disabili Marziolino ODV chiede un’immediata marcia indietro sulla delibera e l’apertura di un tavolo di confronto urgente con le rappresentanze sociali e le associazioni del terzo settore.
La tutela delle persone con disabilità e dei malati cronici non si fa a parole, ma garantendo
servizi pubblici efficienti, accessibili e privi di ulteriori barriere economiche.

