Non è in gioco un atto tecnico o una disputa burocratica. In Basilicata oggi si discute di un bene primario: la salute dei cittadini, il futuro delle comunità, la dignità dei lavoratori della sanità.
Come sapete, la Giunta regionale ha adottato solo all’ottavo mese dell’anno il provvedimento che all’improvviso definisce i tetti di spesa per le prestazioni specialistiche ambulatoriali del 2025. Una decisione che, nella pratica, sta già producendo conseguenze pesanti: visite ed esami rinviati, incertezze occupazionali, perdita di servizi, con effetti ancora più gravi nei territori più fragili, come il Vulture-Alto Bradano, da anni oggetto di spoliazione.
Pochi mesi fa migliaia di cittadini lucani hanno sottoscritto una petizione popolare, presentata al Presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella, chiedendo che il Consiglio discutesse una legge chiara e definitiva sui rapporti tra il Servizio Sanitario Regionale e le strutture private accreditate. Quella petizione nasceva dalla consapevolezza che senza regole certe, trasparenti e condivise il sistema si inceppa, i pazienti restano senza cure, i lavoratori senza tutele, i territori senza prospettive.
Oggi, con la delibera della Giunta regionale n. 473 che ridefinisce i tetti di spesa e le prestazioni, quelle preoccupazioni sono diventate realtà. Mentre tutti vorremmo una “sanità più equa e trasparente”, la vita quotidiana dei cittadini racconta tutt’altro: prestazioni prenotate e poi cancellate, pazienti costretti ad attendere o rinunciare, medici e operatori incerti sul futuro, famiglie nell’ansia di non sapere se domani avranno le stesse cure, comunità periferiche sempre più esposte al rischio di desertificazione sanitaria.
Per questo torniamo ad appellarci a voi, Consiglieri regionali. Non vi chiediamo uno schieramento pregiudiziale, ma un gesto di attenzione e responsabilità: aprire un vero dibattito in aula, discutere, approfondire le conseguenze concrete di questi provvedimenti. Non lasciate che prevalga la fredda logica della burocrazia. Al centro devono esserci le persone: i pazienti, che hanno diritto a cure tempestive; i lavoratori, che non possono vedere cancellato in pochi giorni ciò che hanno costruito in anni di dedizione; le famiglie, che non meritano incertezza e abbandono; le comunità locali, che non possono essere sacrificate ancora una volta.
Una sanità davvero equa e trasparente non può e non deve coincidere con tagli improvvisi o con lo smantellamento di strutture che hanno garantito per decenni prestazioni essenziali. L’equità non si misura nei provvedimenti cinicamente burocratici, ma nella capacità di assicurare a ogni cittadino l’accesso tempestivo e sicuro alle cure.
Vi chiediamo dunque di compiere una scelta di coscienza. Ogni decisione di oggi segnerà il futuro della sanità lucana e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Accogliete l’appello, date seguito alla petizione già depositata, portate la questione in aula e valutate fino in fondo le ricadute sul piano sanitario, occupazionale e sociale. Chi difenderà questa causa sarà dalla parte giusta della storia, dalla parte dei pazienti, e riceverà il loro pieno consenso.
Noi, cittadini, associazioni e operatori sanitari, continueremo a far sentire la nostra voce. Con fiducia vi chiediamo di ascoltarla. Perché la Basilicata non ha bisogno di promesse o provvedimenti provvisori: ha bisogno di certezze, di cura, di dignità.
Ago 28

