Il Gruppo consiliare di opposizione “Noi, Insieme per Oppido” esprime forte preoccupazione per il futuro del Poliambulatorio e del Consultorio familiare di Oppido Lucano, alla luce della riorganizzazione della sanità territoriale prevista dal PNRR e dal D.M. 77/2022, che porterà all’attivazione delle Case di Comunità in Basilicata. Di seguito la nota inviata dai Consiglieri comunali del Gruppo “Noi, insieme per Oppido” di Oppido Lucano, Antonio De Rosa, Vittorio Cilla, Vito Marone e Rocco Pappalardo.
Già il 21 marzo 2022, durante la fase iniziale del processo di riorganizzazione sanitaria regionale, il nostro Gruppo presentò una mozione con la quale chiedeva al Sindaco di attivarsi affinché Oppido Lucano fosse individuato come sede di una delle 17 Case della Comunità previste in Basilicata, valorizzando il Poliambulatorio ASP esistente, recentemente ristrutturato, e rafforzando così i servizi sanitari territoriali.
Quella mozione non venne mai inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale. Il Sindaco sostenne che la questione fosse già stata affrontata in sede regionale e che non vi fosse alcun ulteriore impegno da assumere.
Oggi, purtroppo, i fatti dimostrano quanto quell’atteggiamento si sia rivelato rinunciatario e politicamente debole rispetto a un tema fondamentale come il diritto alla salute pubblica.
Il Poliambulatorio e il Consultorio familiare rappresentano infatti presìdi essenziali di assistenza, prevenzione e prossimità. Sono strutture che garantiscono servizi indispensabili a famiglie, donne, giovani, anziani e persone fragili, soprattutto in un territorio interno come il nostro, già segnato da spopolamento, invecchiamento della popolazione e difficoltà di accesso ai servizi.
Il rischio concreto è che, con l’entrata in funzione delle Case della Comunità, si assista a un graduale depotenziamento dei servizi oggi presenti a Oppido Lucano, impoverendo ulteriormente l’offerta sanitaria locale.
A preoccupare è anche il totale immobilismo dell’Amministrazione comunale, che fino ad oggi non ha informato adeguatamente la cittadinanza, non ha promosso nessun confronto pubblico con operatori sanitari e organizzazioni sindacali e non avviato alcuna iniziativa istituzionale a difesa del Poliambulatorio, del Consultorio e del personale sanitario, al quale va il nostro sincero ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni nonostante le tante difficoltà.
Per queste ragioni chiediamo al Sindaco di chiarire pubblicamente:
– se e a quali incontri con ASP Basilicata e con gli altri Sindaci abbia partecipato nell’ambito di questa riorganizzazione sanitaria;
– quale posizione abbia assunto per difendere il Poliambulatorio, il Consultorio familiare e i servizi sanitari di Oppido Lucano;
– quali servizi rimarranno concretamente attivi presso la struttura sanitaria locale, considerato che a partire dal 24 maggio la Guardia Medica pare essere già stata soppressa.
In una Comunità come Oppido Lucano, indebolire i servizi sanitari territoriali significa indebolire il diritto stesso dei cittadini a continuare a vivere nel proprio paese.
Per questo continueremo a interloquire con i vertici dell’ASP Basilicata, come già avvenuto in questi giorni, al fine di ottenere chiarezza sul futuro della struttura sanitaria di Oppido Lucano e mettere in campo ogni iniziativa utile a difesa del diritto alla salute della nostra comunità.

