Coronavirus, sei consiglieri comunali di Matera chiedono a Bardi e e Leone terapia a domicilio con farmaci off-label

28 Marzo, 2020 09:22 |
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I consiglieri comunali Antonio Sansone, Marco D’Andrea, Paolo Manicone, Gaspare L’Episcopia, Giuliano Paterino, Biagio Vizziello in unna nota congiunta chiedono al governatore Bardi e all’assessore regionale Leone l’introduzione della terapia a domicilio con farmaci off-label per evitare eventuali ospedalizzazioni di eventuali pazienti contagiati dal Coronavirus. Di seguito la nota integrale.

Egregio Governatore Gen. Bardi e spettabile dottor Leone,

siamo un gruppo di consiglieri comunali di Matera.
Abbiamo favorevolmente appreso della costituzione delle 4Unità Speciali anti COVID-19 messa in campo dalla task force regionale, nella provincia di Matera, che avranno il compito di potenziare la lotta alla diffusione del Covid-19 nel nostro territorio.

Le funzioni e le finalità enunciate, in questo momento surreale e preoccupante per la nostra comunità regionale sono azioni importanti e vitali per arginare questo invisibile nemico.
Come era da immaginarsi, nonostante le restrizioni imposte dal governo e dalle regioni, i contagi hanno iniziato ad essere numeri importanti nella nostra seppur piccola regione, distribuendosi in maniera abbastanza omogenea sul territorio, dimostrandoci che anche noi siamo in piena emergenza.

Dopo le 4 unità speciali messe in piedi dall’ASM materana anche Potenza, a stretto giro,è pronta a farlo. Operazione che consentirà alla nostra regione una copertura totale.
Abbiamo bisogno di proteggere la nostra cara terra e chi ci vive.
Questa deve essere la priorità di tutti.

Abbiamo attentamente letto e valutato quali sono i compiti che queste Unità speciali dovranno curare l’assistenza e/o il monitoraggio di:
 pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero;
 pazienti con sintomatologia respiratoria sospetta in attesa di effettuazione di tampone nasofaringeo già segnalati e presi in carico dal servizio di Sanità Pubblica;
 conviventi di pazienti affetti da COVID-19 in isolamento domiciliare obbligatorio al fine di assicurare la gestione a domicilio dei casi ed evitare che i pazienti con sintomatologia influenzale o sospetti di COVID-19 si rechino presso gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale, dei Pediatri di Libera Scelta, dei Medici di Continuità Assistenziale o nei Pronto Soccorso;
 Richiamare al paziente COVID-19 ed ai suoi conviventi tutte le modalità di isolamento previste dal documento dell’IS;
 Acquisire tutti i contatti (tipologia, data, generalità) avuti negli ultimi 15 giorni; – effettuare anamnesi patologica remota (co-morbilità e farmaci assunti) e prossima (sintomatologia, temperatura corporea; ecc.);
 Rilevare la necessità di approvvigionamenti (alimenti, farmaci, ausili, ecc.) e segnalarli ai servizi sociali del comune di appartenenza;
 Provvedere, oltre alla visita a domicilio dettata da motivi di ordine clinico, al contatto telefonico del paziente con cadenza quotidiana prefestiva e festiva compresa.

Su questi punti strutturati, vorremmo in qualche maniera essere propositivi suggerendo qualcosa che non è stata considerata e che, invece, con le esperienze vissute soprattutto nelle zone più colpite, sarebbe un’operazione utile e mirata.

La nostra proposta è di aggiungere a queste unità,particolari figure specialistiche (cardiologi e pneumologi) che facciano qualcosa in più e cioè che inizino a somministrare la terapia domiciliare off-label ai pazienti (dietro loro consenso) come sta già accadendo in altre regioni.

La tempestiva somministrazione domiciliare dei farmaci off-label, senza aspettare la repentina e improvvisa desaturazione di ossigeno, consentirebbe di limitare le ospedalizzazioni dei pazienti nei quali il danno polmonare si è instaurato spesso in maniera irreversibile. Abbiamo capito che l’azione del contagio è subdola e silenziosa mentre l’evoluzione, molto spesso è esponenziale, violenta e veloce come i numeri lo dimostrano.

Proponiamo che adottiate una delibera di giunta/ordinanza regionale che indirizzi le unità speciali anti-Covid19 ad utilizzare la terapia domiciliare utilizzando linee guida e protocolli sanitari con la supervisione di specialisti.

Siamo certi che questa misura avrebbe grandissima valenza ed efficacia, ne gioverebbero i pazienti contagiati e ci sarebbe un risparmio sui posti letto in terapia intensiva grazie alle cure iniziate prima della fase acuta.

Fiduciosi che la nostra proposta venga valutata attentamente, per il bene di tutta la comunità, cogliamo l’occasione per salutarvi cordialmente.

 

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1 commento

  1. 2 mesi  

    carminelis

    Un salottificio che possa produrre dispositivi di protezione da dare agli ospedali medici lavoratori per far ripartire il sistema in protezione proprio non si riesce a trovare? Aiutare un impresa magari affiancandola nel farraginoso mondo della burocrazia e cominciare ad essere attivi nel combattere il virus e non passivi nell’ aspettare lo Tsunami! Anche per ripartire bisognerà farlo in sicurezza, pensiamo anche a come ripartire!