Il Movimento Difesa del Cittadino della provincia di Matera guidato dal Presidente Cosimo Ierone unitamente al Suo direttivo rivolge un appello alla sensibilità, alla attenzione, alla empatia dell’assessore alla Sanità Cosimo Latronico e al Presidente della Regione Vito Bardi di ottemperare prendendo decisioni concrete per garantire la continuità del servizio dialisi a Policoro nel rispetto della salute dei cittadiniLa chiusura di un reparto di dialisi ha un significato umano profondo e devastante, che va ben oltre la semplice riorganizzazione logistica. Per i pazienti, il personale e l’intera comunità, rappresenta una perdita che incide direttamente sulla qualità della vita e, in molti casi, sulla sopravvivenza stessa.
L’impatto sui pazienti è gravoso e devastante
Per i pazienti con insufficienza renale cronica allo stadio terminale, la dialisi è un trattamento salvavita. La chiusura del loro centro di riferimento comporta conseguenze umane drammatiche:
spostamenti gravosi ed estenuanti: i pazienti sono spesso costretti a viaggiare per decine, se non centinaia, di chilometri più volte a settimana per ricevere la terapia. Questo si traduce in ore perse, costi aggiuntivi e un significativo stress fisico ed emotivo, esponendoli anche a rischi durante il trasporto.
Un frangente molto destabilizzante è la perdita della routine e della stabilità: La vita dei dializzati ruota attorno a un calendario di trattamenti rigido. La chiusura spezza questa routine, generando ansia e incertezza in un’esistenza già fragile e piena di limitazioni.
Isolamento sociale e psicologico: Il centro dialisi è spesso un luogo di socializzazione dove si creano legami tra pazienti e personale medico. La perdita di questo ambiente familiare e della rete di supporto aggrava il senso di solitudine e vulnerabilità.
Altro fattore determinante è la paura del futuro: la preoccupazione principale è legata alla continuità delle cure. La dialisi non è un’opzione, è una necessità vitale, e l’interruzione del trattamento porta alla morte in pochi giorni.
Impatto sul personale medico e sulla comunità
La chiusura ha ripercussioni significative anche sul personale sanitario, che si trova ad affrontare mobilità forzata o perdita del posto di lavoro, e sul legame emotivo costruito con i pazienti nel corso degli anni.
Per la comunità locale, la chiusura è vista come un progressivo abbandono da parte delle istituzioni sanitarie, specialmente nelle aree interne o meno servite. Si perde un presidio medico fondamentale, un punto di riferimento che garantisce il diritto alla salute sancito dalla Costituzione.
In sintesi, chiudere un reparto di dialisi significa negare la dignità e la tranquillità a persone che già convivono quotidianamente con una malattia complessa, trasformando una condizione gestibile in un’odissea logistica ed emotiva.
Dic 06

