Il Presidente del Comitato per l’Ospedale di Matera, Tommaso Scandiffio e il Presidente del Tribunale dei Diritti e dei Doveri del Medico, Alberto Fragasso hanno inviato in una nota le osservazioni in merito all’Atto Aziendal Asm 2025. di Di seguito il testo integrale.
Il Comitato per l’Ospedale di Matera ed il Tribunale dei Diritti e dei Doveri del Medico (TDMe), riuniti in assemblea online in data 23 luglio 2024, dopo ampio dibattito in merito all’atto aziendale ASM recentemente pubblicato, hanno rilevato quanto segue:
· Le criticità che si sono sommate negli anni passati hanno prodotto una importante emigrazione sanitaria nella nostra regione, in particolare per i ricoveri ospedalieri (anno 2023 saldo economico negativo per mobilità sanitaria pari a -52.152.300 milioni di euro). Tali criticità sono più significative nella ASM (nel 2023 circa 39 milioni di euro per mobilità passiva). La fuga sanitaria (indirizzata soprattutto verso la vicina regione Puglia) è il risultato inevitabile di un progressivo processo di indebolimento dell’offerta sanitaria aziendale, determinato principalmente dalla continua riduzione delle risorse umane e del numero di UO Complesse medico-chirurgiche del PO di Matera.
· Tale criticità rende necessario, in particolare, un intervento di rafforzamento e riqualificazione dell’Ospedale di Matera.
· Matera e Policoro sono realtà decentrate sotto il profilo geografico (Matera è vicina al confine con la Puglia, Policoro con la Calabria). Se la provincia di Matera conta circa 190.000 abitanti (dati ISTAT 2024), nei comuni limitrofi della Puglia (distanza max circa 25 Km da Matera), abitano circa 174.000 residenti. Tanto è da valutare ai fini della possibile mobilità sanitaria attiva.
· Fattore importante per l’attrattività di una struttura ospedaliera per acuti è l’offerta di specializzazioni mediche e chirurgiche, configurate come strutture complesse (governate da direttori, meglio noti come “primari”). Il direttore è non solo figura di riferimento per pazienti, collaboratori ed istituzioni; è anche garanzia di crescita professionale e di carriera per i giovani medici.
· Nell’individuazione delle strutture complesse non può essere trascurato lo storico; anni di lavoro ed esperienze, ovvero tradizioni, sono la base su cui costruire il futuro.
· Nell’atto aziendale recentemente proposto dalla ASM si evidenzia un complessivo impoverimento e/o dequalificazione delle specialità presenti negli anni passati nell’Ospedale di Matera a discapito di un incremento delle strutture complesse dei servizi e del settore amministrativo; ovvero si offrono strumenti per affrontare le malattie, ma senza operatori che possano utilizzarli.
· È stato utilizzato per giustificare la soppressione di alcune strutture complesse il DM70, ovvero il decreto ministeriale del 2015 che definiva i bacini di utenza minimi per l’attivazione delle stesse (fortemente penalizzante per le aree demograficamente povere come a Basilicata); tale norma, attualmente in fase nazionale di rivalutazione, è stata ampiamente disattesa in altre realtà e in alcuni casi anche dalla stessa ASM nell’attuale e nel precedente atto aziendale. Nel merito si osserva che la Basilicata in Italia è penultima per densità abitativa (ovvero pochi abitanti rispetto all’estensione del territorio); ciò significa difficoltà di accesso alle cure.
· Alcuni esempi: è stata attivata la radioterapia ma mancano oncologi ed ematologi che possano prescriverla. È stata prevista la struttura complessa laboratorio di Genetica Medica, non contemplata nel DM70, laddove invece si menziona la struttura di Genetica Medica (per un bacino di utenza molto più ampio), ovvero il corrispettivo clinico, peraltro assente nell’atto aziendale ASM.
In sintesi non è più ora di risparmi e tagli: è ora di investire nell’Ospedale di Matera, attribuendo congrua dignità di struttura complessa alle specialità seguenti: Ematologia, Oncologia, Malattie Infettive, Chirurgia vascolare, Chirurgia Plastica. Le presenti associazioni si riservano ulteriori azioni in difesa della sanità materana.

