In occasione della Festa della Mamma che si celebra domenica 10 maggio la Fondazione AIRC è tornata in 4000 piazze italiane per distribuire 600.000 azalee della Ricerca. L’obiettivo è di raccogliere nuove risorse da destinare ai progetti di ricerca sui tumori che colpiscono le donne.
A Matera i volontari Airc hanno allestito le postazioni per la vendita delle azalee in Piazza Mulino, Piazza Sant’Agnese, Via Aldo Moro, Piazza Vittorio Veneto, Via Annunziatella 50, Via Dante (angolo Don Luigi Sturzo), Via Lucana (lato ex Ristorante Borghese), Villa Comunale.
Volontarie e volontari distribuiscono le azalee con una donazione minima di 18 euro per sostenere la ricerca sui tumori che colpiscono le donne.
L’Azalea è disponibile anche su Amazon, tutte le informazioni e i punti di distribuzione su azaleadellaricerca.it
Dal 1984 l’Azalea della Ricerca è il gesto simbolico con cui centinaia di migliaia di persone scelgono di celebrare le mamme e allo stesso tempo sostenere la ricerca oncologica. Anche le Azzurre della Nazionale di calcio femminile, insieme al CT Andrea Soncin, hanno scelto questo fiore per dedicare un pensiero alle proprie mamme e per coinvolgere tifose e tifosi nella sfida contro il cancro: https://youtu.be/rqjRXjDI39I
NCIDENZA DEI TUMORI E SOPRAVVIVENZA DELLE PAZIENTI IN ITALIA
Nel 2025 in Italia sono state stimate 179.800 nuove diagnosi di cancro nelle donne, circa 1 su 3 ne è colpita nel corso della vita. I più frequenti sono i tumori alla mammella (31,1% di tutte le diagnosi di cancro nel genere femminile), colon-retto (10,5%), polmone (9,1%), melanoma (4,7%) e utero (4,6%)*. Le donne sviluppano mediamente meno tumori e superano la malattia più spesso rispetto agli uomini. I motivi di questa differenza – dovuta in parte alla biologia e in parte ad altri fattori, per esempio sociali e culturali – sono approfonditi nella pubblicazione speciale che viene distribuita insieme all’Azalea, che racconta anche il ruolo delle donne nella ricerca sul cancro tra ieri e oggi e fornisce indicazioni utili per la prevenzione.
Grazie ai risultati della ricerca, per alcuni tipi di tumore la sopravvivenza delle pazienti a 5 anni dalla diagnosi è cresciuta molto negli anni. È il caso in particolare del tumore al seno, dove si è arrivati a un tasso dell’89,5%*. Più complessa è la situazione per altri tipi di cancro, più rari ma meno curabili come il tumore dell’ovaio, che risulta difficile da diagnosticare precocemente, spesso è resistente ai trattamenti e dà recidive.
AZALEA MOTORE DELLA RICERCA: IL PROGETTO DELLA DOTTORESSA NERO SULL’OVAIO
Nel corso degli anni la campagna ha permesso a Fondazione AIRC di raccogliere oltre 320 milioni di euro, garantendo continuità a medici e ricercatori impegnati a migliorare prevenzione, diagnosi e cure dei tumori che colpiscono le donne.
Tra i progetti di ricerca sostenuti anche grazie all’Azalea c’è quello della dottoressa Camilla Nero, ricercatrice AIRC presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS: “Grazie al sostegno di AIRC sto lavorando a un progetto per comprendere il ruolo dell’analisi del DNA tumorale sulla scelta dei trattamenti post-operatori più adatti per le donne con carcinoma ovarico iniziale. Spero di poter contribuire a cambiare il futuro di molte donne, evitando terapie inefficaci per alcune pazienti e migliorando la qualità della vita. Fare ricerca per me non è solo un lavoro, ma un modo di vedere il mondo, una commistione di curiosità e resilienza”.
Link videostoria: https://www.youtube.com/watch?v=TNvgNqtO750
AFFRONTIAMO IL CANCRO, INSIEME: LA STORIA DI ELEONORA
La ricerca ha un impatto sulla vita di tante persone e ne può cambiare il corso, come conferma Eleonora, che a 23 anni scopre di avere una leucemia linfoblastica acuta. Dopo mesi di chemioterapia e radioterapia per prepararsi al trapianto di midollo, a donarglielo è sua sorella Federica: “Siamo sempre state molto unite, quasi in simbiosi, ma adesso lo siamo ancora di più. Il post intervento è stato duro, ma ero preparata, e con il passare del tempo è diventato tutto più facile”. Dopo la chirurgia, torna in Sicilia e riprende a costruire il suo futuro: l’amore, il matrimonio nel 2022 e, nel febbraio 2024, la piccola Alice, nata prematura ma forte e tenace. “Devo ai medici, alla scienza e alla ricerca tutto ciò che di bello sto vivendo adesso, e che riempie di un profondo significato la mia quotidianità”.

