“Il medico e la deontologia medica”. Di seguito il 14° intervento del nuovo ciclo di appuntamenti con il dottor Nicola D’Imperio per “Medicina Live”, il nostro studio medico virtuale all’interno di SassiLive.
Continuo l’argomento già affrontato nei precedenti miei articoli sull’etica e deontologia medica e provo a chiedere ad un neo laureato in Medicina o a uno studente di Medicina agli ultimi anni: nel tuo corso di studi è inserito un esame specifico su questa materia? Se si quale importanza ha assunto in confronto agli altri esami? Altra domanda da fare ai medici: conoscete il testo del moderno “Giuramento d’Ippocrate”? Avete mai prestato un tale giuramento? Se sì, ritenete, in tutta sincerità, di seguirlo nella pratica della vostra professione medica? Altra domanda, da fare questa volta alla gente (almeno a coloro che hanno letto l’articolo sul moderno “Giuramento d’Ippocrate” pubblicato domenica scorsa): ritenete che i medici con cui avete avuto rapporti in qualità di pazienti seguano queste regole o piuttosto si affidino al loro intuito e sensibilità individuali? Le risposte sarebbero molto deludenti perché non esiste nel programma di studio la materia “Etica e Deontologia medica”, nessun medico conosce il moderno “Giuramento d’Ippocrate”, se non con qualche sporadica eccezione, e il comportamento del medico col paziente è soggettivo. Purtroppo i medici di oggi, anche se conoscessero il “Giuramento d’Ippocrate”, sono soggetti a molti, troppi, fattori che condizionano la loro professione e non sarebbero in grado di rispettarlo se non molto parzialmente, questi sono: a) le disposizioni, spesso discutibili, delle Autorità preposte alla salute pubblica, cioè dirigenti con preparazione politica, forse, ma non sanitaria, b) i condizionamenti politico-sindacali delle gestioni nazionali e locali, c) le dilaganti informazioni di “malasanità” da parte dei mezzi di comunicazione in cui i medici non vogliono, giustamente, incappare, d) la presunzione di alcuni medici dell’essere i dispensatori della salute, e) l’individualismo e l’incapacità, spesso, di avere un rapporto di collaborazione con gli altri colleghi, f) la mancata applicazione, o l’ignoranza, del medico delle regole scientifiche, g) la inosservanza o la non conoscenza, spesso, della letteratura scientifica, h) la fantasia creativa di alcuni medici al di fuori delle regole riconosciute della scienza medica, i) a tutto questo si aggiunge qualche magistrato “d’assalto” alla ricerca di notorietà, m) la impreparazione e la carenza di educazione sanitaria da parte della gente comune, n) Internet, consultata quasi sempre da chi ha qualche problema di salute, dove si legge di tutto e anche il contrario di tutto, o) la scarsità di risorse economiche messe a disposizione per la Salute Pubblica dai governi nazionali e regionali, p) i tempi d’attesa per prestazioni diagnostico-terapeutiche ormai improponibili, q) i costi elevati delle prestazioni diagnostico-terapeutiche in particolare nella medicina privata, e potrei proseguire ancora a lungo, ma mi fermo quì.
Quasi tutti questi fattori portano, inevitabilmente, alla “medicina difensiva” da parte del medico, che non significa altro che fare il minimo indispensabile, mantenendosi però sempre dalla parte della legalità per non incorrere nell’accusa di malasanità, mentre sarebbe necessario fare sempre il massimo per ottenere il maggiore beneficio possibile per il paziente; e così l’obiettivo primario del medico, che sarebbe l’Uomo e la sua salute, si sfuoca sino, a volte, a perdersi. Il che è assolutamente il contrario di quanto ribadito in modo chiaro, ma purtroppo solo teorico, nel moderno “Giuramento d’Ippocrate”.
Credetemi, oggi almeno il 90 % dei medici, specie quelli operanti nelle strutture pubbliche, sono medici il cui elemento centrale non è l’Uomo malato, ma se stessi, la propria tutela, mi spiego meglio: cercano di curare la gente ma lo fanno sempre rimanendo nei livelli minimi dei limiti consentiti dalle regole, in tal modo si assumono poche responsabilità ma la qualità del trattamento medico sarà di scarso livello.
Questa è la più frequente malasanità, a cui i medici sono quasi costretti dai fattori sopra elencati! I metodi per attuare la medicina difensiva da parte dei medici sono davvero numerosi e studiati e applicati scientificamente; peccato che questo impegno non venga speso anche per tutti gli innumerevoli altri aspetti della professione medica! Nel prossimo articolo farò alcuni esempi di medicina difensiva.

