Sit-in di protesta con Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil – piazza Vittorio Veneto – Matera

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Martedì 10 dicembre 2019 dalle 10 alle 12,30 in piazza Vittorio Veneto a Matera è in programma un sit-in di protesta con Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil.

Dopo le grandi manifestazioni nazionali unitarie tenutesi a Roma l’1 giugno e il 16 novembre scorsi, rispettivamente a Piazza San Giovanni e al Circo Massimo, le pensionate e i pensionati scendono ancora in piazza.

Nel quadro delle tantissime iniziative di lotta che si terranno nel Paese in tutte le città capoluogo di Provincia, Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno convocato un sit-in di protesta che si terra a Matera martedì 10 dicembre, dalle ore 10:00 alle 12:30, in Piazza Vittorio Veneto negli spazi antistanti la Prefettura.

Nel dare luogo alle iniziative di mobilitazione delle pensionate e dei pensionati vogliamo sostenere e rafforzare, al contempo, le ragioni della piattaforma generale di CGIL CISL UIL su lavoro, investimenti, infrastrutture materiali e sociali, mezzogiorno, contrasto alle crisi e nuova politica industriale, e della piattaforma e degli specifici emendamenti presentati da SPI FNP UILP al Disegno di Legge di bilancio che ha avviato il suo iter parlamentare al Senato.

Con questi ultimi si chiede al Governo ed alle forze politiche parlamentari di mettere fine al un lungo processo di erosione del valore reale delle pensioni che ha costituito, nel corso dell’ultimo settennio, una sorta di programmata riduzione del loro potere di acquisto finalizzato esclusivamente a far cassa e a ridurre la mole di debito pubblico dello Stato e non a realizzare investimenti in un’ottica di vera solidarietà intergenerazionale per la formazione e il lavoro ai giovani, la previsione di una pensione contributiva di garanzia alle giovani generazioni del lavoro precario e discontinuo, alla qualificazione e rafforzamento del sistema di istruzione e ricerca.

In questa condizione la proposta del Governo di prevedere, per l’anno prossimo, una perequazione integrale solo per le pensioni della fascia da tre a quattro volte il trattamento minimo, non può che essere vissuta come una umiliazione dai pensionati italiani.
Per questo la proposta sindacale prevede di ripristinare in modo strutturale un meccanismo di perequazione automatica che permetta, nella triennalità della programmazione finanziaria, di realizzare la salvaguardia integrale del valore delle pensioni nel tempo per tutte le prestazioni fino a sette volte il trattamento minimo, partendo già dal prossimo anno da quelle fino a cinque volte il minimo.

L’altra misura di equità che rivendichiamo è quella di allargare la platea di beneficiari della somma aggiuntiva (cosiddetta quattordicesima).
In continuità con l’accordo del 2016 – che estese da 750 a 1.000 Euro lordi i trattamenti pensionistici beneficiari della somma aggiuntiva -, si tratta oggi di modulare in avanti fino a tre volte il trattamento minimo annuo lordo il beneficio della cosiddetta quattordicesima.
Si tratta di pensioni basse da lavoro, guadagnate facendo un lavoro duro per quaranta e più anni, spesso sono donne, grande parte sono ex lavoratori e lavoratrici del Sud.

Il terzo emendamento afferisce alla richiesta al Governo ed al Parlamento di impegnarsi, in fase di discussione della manovra di bilancio, a predisporre un disegno di legge quadro sulla non autosufficienza, finanziato dalla fiscalità generale, da presentare alle Camere nei primi mesi del 2020. La richiesta è anche oggetto di una petizione lanciata da Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil in calce alla quale stanno firmando centinaia di migliaia di pensionati e cittadini in tutto il Paese.
In Italia ci sono quasi tre milioni di persone, in gran parte anziani, che hanno perso la propria autonomia. Sono più di otto milioni le persone, all’80% donne, che all’ombra e nel silenzio, spesso invisibili alle istituzioni, assistono in casa familiari gravemente malati, disabili, affetti da emergenze sociali quali l’alzheimer.
Si tratta quindi di affermare un diritto fondamentale di civiltà non più eludibile effettivamente esigibile in ogni dove del Paese.

Sono queste le buone ragioni e gli obiettivi rivendicativi che – insieme alla battaglia per la riduzione del cuneo fiscale anche per i redditi da pensione e un contrasto più efficace all’evasione e all’elusione fiscale, all’abbattimento delle liste di attesa e dei ticket, per maggiori investimenti nella medicina territoriale, nelle cure intermedie e nella domiciliarità, alla separazione tra assistenza e previdenza – sono alla base di una ampia e diffusa mobilitazione promossa dal sindacato confederale dei pensionati e che rappresenteremo anche al Prefetto di Matera il prossimo 10 dicembre.

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