Presentazioni libro “Nostra Signora della Santa Morte” di Dino Lacanfora, libro “Dalla Murgia al Pollino il cammino” di Cosimo Buono e libro “Dalla tavola lucana al paradiso” di Federico Valicenti – Giornate dell’editoria lucana – ex ospedale San Rocco – Matera

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Venerdì 22 febbraio 2019 dalle ore 17 nei locali dell’ex ospedale San Rocco a Matera è in programma il primo evento per le “Giornate dell’editoria lucana” promosse dal Consiglio regionale della Basilicata. In programma la presentazione di tre volumi: alle 17  “Nostra Signora della Santa Morte” di Dino Lacanfora (Edigrafema Edizioni) alle 18:00 “Dalla Murgia al Pollino il cammino” a cura di Cosimo Buono – Falco Naumanni (Edizioni Magister), alle 19:00 “Dalla tavola lucana al paradiso” di Federico Valicenti (Edizioni Magister).

Nel corso delle giornate dell’editoria sarà possibile visitare la mostra di fotografie “Italian Icons” di Ron Galella. La magia del grande cinema, il fascino della buona musica, lo charme dell’alta moda, rivivono attraverso le immagini del grande fotografo italoamericano, restituendo ricordi oppure semplicemente offrendo una possibilità di conoscenza nuova. È facile lasciarsi rapire da questo percorso fatto di volti indimenticabili. Estroso, audace, rapido, Ron Galella non è mai stato un fotografo dallo stile ripetitivo se non nella predilezione per il bianconero. Usava la Nikon per cogliere le sue “prede” di sorpresa e di tanto in tanto anche per rendere omaggio alla bellezza come nei ritratti attenti e misurati di Rossano Brazzi e Anna Magnani. Le foto da lui realizzate rimandano ad un racconto, a storie di vita. Sono immagini non meditate che hanno un valore tutto particolare perché aprono una prospettiva inedita su un’interiorità umana intima e vera, come quella realizzata a Isabella Rossellini che rifulge nella sua semplicità o a Silvana Mangano ripresa di profilo per esaltarne la bellezza aristocratica. Riusciva a sottrarre al tempo un attimo, la sensualità e l’armonia di un gesto come nel caso di Anne Bancroft, ma ciò che gli riusciva meglio era lanciarsi in riprese frontali e impertinenti come quelle rubate a Ernest Borgnine o ad Anna Moffo. L’opera di Galella pur essendo nata nell’ambito della cronaca, a questa è sopravvissuta: più che di frammenti mondani, queste immagini oggi si presentano come un omaggio alla cultura italiana e a quella italoamericana.

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