Coronavirus, il materano Angelo Riccardi scrive alle autorità competenti per risolvere l’emergenza economica nel Paese

30 Marzo, 2020 17:12 |
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Il professionista materano Angelo Riccardi ha inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Parlamento Europeo, al Ministro dell’Economia e Finanze, alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, ai Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, al Presidente Nazionale ANCI per suggerire alcune proposte utili per affrontare l’emergenza economica provocata dal Coronavirus. Di seguito la nota integrale.

Angelo Riccardi: “Fermo Italia. Fermiamoci che arriviamo prima”.

Lo sforzo, l’impegno ed il sacrificio di tutti noi dà dignità all’intero Popolo Italiano. Tutto ciò passa:
– dalle rinunce che noi veniamo chiamati a fare;
– da un impegno che va oltre i dovuti limiti;
– dal sacrificio di tutti noi Italiani, in particolare da chi in questo momento rischia la propria vita.
Anche i nostri Politici, senza differenza alcuna, stanno dimostrando analogo sforzo, impegno e molto sacrificio ed è a loro che mi rivolgo per offrire un contributo alla soluzione di taluni problemi che per quanto grandi, se affrontati con serena razionalità potrebbero contribuire a rendere meno penoso il momento che noi tutti stiamo attraversando.
Ragion per cui si propone di alleggerire le sorti immediate e future prossime con una concreta sospensione di tre mesi di tutti i pagamenti, che siano dei Privati Cittadini, delle Aziende e della
Pubblica Amministrazione, come:
a) Debiti erariali e tributari di ogni genere;
b) Debiti v/banche ed Istituti Finanziari di ogni genere;
c) Debiti v/fornitori che siano imprese o privati;
d) Debiti per utenze domestiche di ogni tipo;
e) pagamenti di pensioni e stipendi sia pubblici e privati;
f) Debiti di ogni genere e natura.
Tale sospensione passa attraverso:
– L’azzeramento dei pagamenti correnti di esercizio sostenuti nel trimestre (fitti, utenze, dipendenti etc.);
– debiti maturati, scaduti e scadenti, al 29.02.2020 per poi riprendere i pagamenti al termine di sospensione trimestrale, senza aggiunta di alcun altro onere.
alla sospensione/azzeramento temporanea/o di tutti i debiti si chiede di offrire da parte dello Stato Italiano:
1) Per ogni soggetto euro 300,00, somme necessarie al ristoro dei beni di prima necessità che corrisponderebbero all’incirca a euro 54.000.000.000 (300,00 x 60.000.000 di abitanti x tre mesi), recapitati direttamente a casa, saltando qualunque passaggio burocratico;
2) Accollo di tutti i pagamenti di beni strettamente necessari (farmaci necessari, prodotti di sanitaria indispensabili, alimenti specifici – vedi celiaci, latte per neonati-, etc.);
3) Esenzione dal pagamento del gasolio, autostrade, manutenzioni, etc. per gli autotrasportatori che assicurino gli approvvigionamenti;
4) Accollo delle spese relative alle utenze strettamente necessarie (solo utenze domestiche),
quindi riduzione di consumi energetici di Pubblica utilità (es. illuminazione pubblica) che in qualche modo compenserebbe l’accollo dei consumi energetici domestici e sarebbe anche un ottimo deterrente per chi è invogliato ad uscire fuori di casa.
naturalmente restano solo i pagamenti di chi è in forza per fronteggiare la crisi.
Con la liquidità immediata che si crea attraverso l’azzeramento, nel trimestre, di Stipendi e Pensioni Pubbliche, in aggiunta ai 25.000.000.000 di euro già stanziati dallo Stato ai quali si aggiungono ulteriori 25.000.000,00 che si sta pensando di stanziare in queste ultime ore, nonché i risparmi energetici di Pubblica Illuminazione, sarà possibile coprire i 54.000.000,00 di euro da destinare a tutti i cittadini e sostenere tutti i costi aggiuntivi (utenze domestiche, trasporti, personale e imprese in forza, etc..).
Si sta proponendo semplicemente di azzerare i “profitti”, tali sarebbero ad esempio quelli
riscossi dai proprietari di immobili, ma anche da coloro i quali percepiscono stipendi (magari utilizzando lo stratagemma delle ferie, permessi retribuiti, etc.).
Tanto la Cassa Integrazione, quanto l’Indennizzo ai Lavoratori Autonomi e qualunque altro indennizzo, a poco serviranno, perché non tengono conto che esiste una platea di soggetti ed attività eterogenee che si rischia sempre di lasciare fuori qualcuno e comunque non garantisce la sussistenza dell’intera Popolazione. In ogni caso non darebbe dignità ad un intero Popolo che si accalcherebbe per richiedere, utilizzando ancora una volta il sistema della burocrazia, i benefici a loro spettanti.
Si tratterebbe in sintesi dell’unico modo per creare uniformità del Paese d’avanti ad una Crisi immane ed al tempo stesso si conterrebbe l’aumento del Debito Pubblico, di cui tanto si discute e nelle forme più fantasiose.
All’Europa non si chiederebbe più un maggior indebitamento ma una minore concessione del danaro pubblico Italiano verso l’Europa.
Questo sarebbe il “Fermo Italia” di tre mesi e solo così “arriviamo prima”
Tale proposta viene portata al vaglio delle forze Politiche alle quali mi sto rivolgendo.
Gli Italiani hanno già dimostrato di saper fare i sacrifici, ora tocca alla Politica rendere proficui questi sacrifici, in aggiunta a quelli che si stanno già facendo.
Certo di un’attenta valutazione, tecnica, delle dovute Commissioni Bilancio in primis, e della meritevole attenzione del nostro Ministero dell’Economia e Finanza, del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, del nostro Parlamento, del Presidente del Parlamento Europeo, nonché dell’autorevolezza del nostro Presidente della Repubblica, l’Italia intera si unisce in un’unica Bandiera.
Il contatto diretto con il sottoscritto potrebbe essere di ausilio per una migliore esplicazione e per un valido contributo alla soluzione di questo imminente ed immane problema.

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