
“Regine e guerriere” – mostra personale dell’artista Karmil Cardone – Galleria Civica – Potenza
Venerdì 19 dicembre 2025 alle ore 18 nella Galleria Civica di Palazzo Loffredo a Potenza è in programma l’inaugurazione della mostra personale di Karmil Cardone dal titolo “Regine e guerriere”. La presentazione è affidata al critico d’arte Rino Cardone. Sarà presente tra gli altri l’assessore comunale alla Cultura, Roberto Falotico.
La mostra si potrà visitare fino al 6 gennaio 2026 dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30.
In esposizione le recenti opere dell’artista visuale: laureato in “Storia dell’Arte e dello Spettacolo” alla “Sapienza” di Roma, con un vasto curriculum artistico alle spalle (“Biennale di Venezia – Padiglione Italia – Basilicata”; XV^ “Biennale de la Méditerranée” di Salonicco, in Grecia; “Word Event Young Artist” di Nottingham, in Inghilterra; IX^ “Edizione del Premio Celeste” di Roma; “New Future” di Bologna; “Mediterranea – 16ª “Biennale dei Giovani Artisti” di Ancona; “Borders & Disorders” di Venezia; “Studio 73 Art Gallery” di Brixton, a Londra; “Tesori contemporanei sul 40° parallelo nord” di Yerevan, in Armenia; etc.).
La sua ricerca artistica, di timbro figurativo-espressivo, si basa sull’uso di nuovi linguaggi estetici e sull’impiego di strumenti e materiali innovativi come: la stampa 3d, la resina e la ceramica liquida. La mostra potentina, a cura dell’”Associazione Sefora Cardone ETS” e con il patrocinio del Comune di Potenza, indaga la presenza – nel contemporaneo – di figure mitologiche, storiche e simboliche (come ad esempio: “Astrid” di Norvegia; “Teruko” del Giappone, “Giovanna” d’ispirazione iconografica gotica e “Alessandra” dai tratti visionari e stilizzati) “giocando” sul concetto della dualità degli opposti, ovvero della grazia e della forza, che nel mito greco sono identificati nell’unione tra Afrodite (dea dell’amore) e Ares (dio della guerra). Con questa mostra Karmil Cardone intende dimostrare che all’artista spetta, oggi, il compito di usare le moderne tecniche pittoriche per ricostituire (intorno agli stati, sempre più diffusi, di disordine e confusione) un senso di bellezza e armonia.

