
Istituzione del comitato provinciale di Matera per il No al referendum costituzionale – sala conferenze Camera di Commercio della Basilicata – Matera
Venerdì 6 febbraio 2026 alle 16,30 nella sala Camera di Commercio di Matera è in programma la tavola rotonda sul referendum costituzionale organizzata dalla Cgil di Matera. L’incontro ha la finalità di istituire il Comitato provinciale di Matera per il NO al referendum sulla Giustizia che si svolgerà il 22 e il 23 marzo prossimi e che vede la partecipazione di associazioni, partiti e realtà del terzo settore. Si tratta di un comitato aperto, cui possono aderire anche singoli cittadini.
Aprirà i lavori il segretario generale della Cgil Basilicata Fernando Mega. A seguire, l’intervento della presidente di Anpi Matera, Carmela La Padula. Alla tavola rotonda, moderata dalla segretaria di organizzazione della Cgil di Matera, Michela Carmentano, interverranno Eustachio Nicoletti, segretario generale Spi Cgil Matera; Rossella Larocca, presidente Associazione nazionale magistrati di Basilicata; Giorgio Costantino, professore ordinario emerito di Diritto processuale civile presso l’Università degli studi di Roma Tre; Mariacristina Viaggi, avvocata del foro di Matera. Concluderà Rocco Di Matteo, referente Cgil Matera per la campagna referendaria per il no.
La Cgil voterà “no” alla riforma Nordio e quindi alla modifica dei sette articoli della Costituzione che prevede, in sintesi, l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per la magistratura requirente (i pubblici ministeri, ovvero i sostenitori dell’accusa), al posto del CSM unico per tutti i magistrati; l’estrazione a sorte, anziché l’elezione, dei loro componenti, con modalità diverse per magistrati e componente “politica” e la creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari (togliendo il potere disciplinare ai CSM). Una riforma costituzionale che per il comitato per il no “non introduce solo la separazione delle carriere tra giudici e pm, ma minaccia l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, cambia il modello costituzionale del CSM, non risolve i problemi della giustizia che gravano sui cittadini disperdendo risorse perché moltiplica i costi, separa le carriere di giudici e pubblici ministeri snaturando la pubblica accusa (senza aumentare in modo significativo le garanzie di imputati e indagati). Siamo inoltre chiamati al referendum perché la riforma non ha ottenuto l’approvazione dei due terzi del Parlamento. In assenza di una condivisione larga, il governo, anziché favorire la discussione, ha voluto fare da solo, con un procedimento “blindato”: dopo la prima approvazione, per le altre tre votazioni previste non è stato possibile presentare emendamenti. Si è arrivati in fondo con lo stesso testo con cui era iniziato il percorso d’approvazione. È la prima volta nella storia della Repubblica che una riforma della Costituzione viene approvata in questo modo. Una procedura affrettata e “chiusa” che è esattamente il contrario di quella auspicata da padri e madri costituenti. Votiamo NO per difendere Giustizia, Costituzione e democrazia. Mantenere l’indipendenza della magistratura serve proprio a far sì che il potere giudiziario possa limitare il potere esecutivo e controllare che rispetti le leggi, a tutela di tutti i cittadini. È uno dei cardini delle democrazie liberali, che non a caso oggi è sotto attacco in molti Paesi, in Europa e nel mondo. Altrimenti la legge non è uguale per tutti”.

