Concerto “Alle amate lontane. Lettere amorose in musica da Monteverdi a Beethoven” con soprano Carlotta Colombo, Chiara Granata all’arpa barocca e voce narrante musicologo Dinko Fabris – Festival Duni – chiesa San Giovanni Battista – Matera

Concerto “Alle amate lontane. Lettere amorose in musica da Monteverdi a Beethoven” con soprano Carlotta Colombo, Chiara Granata all’arpa barocca e voce narrante musicologo Dinko Fabris – Festival Duni – chiesa San Giovanni Battista – Matera

Sabato 18 novembre 2023 nella chiesa di San Giovanni Battista a Matera con ingresso gratuito sarà possibile seguire l’originale e coinvolgente progetto “Alle amate lontane. Lettere amorose in musica da Monteverdi a Beethoven” con il soprano Carlotta Colombo, Chiara Granata all’arpa barocca e la voce narrante del musicologo Dinko Fabris, che ha ideato il progetto. L’evento fa parte della 24^ edizione del Festival Duni.

“Nel 1816 Ludwig van Beethoven compose un ciclo di Lieder intitolandolo “An die ferne Geliebte” (All’amata lontana). Secondo gli storici della musica si tratterebbe del primo “ciclo” di canzoni (Lieder) di un grande compositore europeo, anche se la volontà di Beethoven sembra piuttosto quella della struttura ad anello (Liederkreis) in cui il tema iniziale è usato per la conclusione di tutto” spiega Fabris, ideatore del progetto e direttore artistico del Festival “In realtà Beethoven aveva già manifestato più volte la sua ispirazione artistica per il tema della donna lontana e irraggiungibile: nelle famose tre lettere “All’amata immortale” del 1812 e prima ancora nella lirica giovanile Adelaide del 1795. Il compositore di Bonn non era certamente il primo, poiché la stessa tematica ricorre in tutta la poesia per musica europea, dai trovatori alle canzoni del nostro terzo millennio; ma certamente ebbe una particolare fioritura durante il secolo della supremazia in Europa del madrigale italiano, tra Rinascimento e Barocco. Il madrigale rinascimentale è la forma di musica che più si avvicina al Lied romantico, Con i lamenti e le “lettere amorose “di Claudio Monteverdi e dei suoi contemporanei, i due livelli si mescolano fino a confluire in un’unica straordinaria situazione artistica dove le ferite d’amore sono lenite dalla stessa musica che le racconta, due secoli prima di Beethoven che persegue forse la stessa autoterapia. Grazie all’ “arpa tripla”della specialista Chiara Granata e alla luminosa voce di Carlotta Colombo, queste lettere amorose parleranno ancora al pubblico di amanti lontani e irraggiungibili. E così il cerchio (Kreis) si chiude”.

Chiara Granata, arpista milanese, dopo aver compiuto gli studi tradizionali al Conservatorio G. Verdi di Milano, si è specializzata nell’esecuzione della musica antica su strumenti originali, conseguendo il diploma di arpa barocca e il diploma di arpa a movimento semplice all’Accademia Internazionale della Musica di Milano, e la laurea con lode al biennio superiore del Conservatorio Dall’Abaco di Verona. Il soprano Carlotta Colombo intraprende lo studio del canto fin dalla giovane età di sedici anni, nel 2018 ottiene il Diploma Accademico di II livello con lode e menzione d’onore e, nel 2021, quello in Canto Rinascimentale e Barocco con lode e menzione d’onore. Dinko Fabris è uno dei musicologi italiani più conosciuti nel mondo. Dopo il PhD all’Università di Londra ha insegnato per molti anni nei Conservatori di Bari e di Napoli ed è attualmente Professore di musicologia all’Università della Basilicata nelle sedi di Matera e Potenza. È anche Honorary Fellow dell’Università di Melbourne e dal 2022 Professore ordinario di Musica antica storicamente informata nei corsi dottorali ACPA dell’Università di Leiden. È stato il primo presidente italiano dell’International Musicological Society (2012-2017) di cui come Past President coordina lo Study Group “Mediterranean Music Studies”. È general editor della New Gesualdo Edition (Bärenreiter Verlag) e membro della Commision Mixte del RISM internazionale e della Fondazione Levi di Venezia. Specialista della storia musicale di Napoli dal XV al XIX secolo ha pubblicato centinaia di saggi e alcune monografie. Dal 2018 è direttore artistico del Festival Duni di Matera.

Così Dinko Fabris, direttore artistico del Festival Duni dal 2018 commenta le ultime scelte del Festival ”L’ultimo, intenso, week end musicale di questa edizione del Festival Duni, intende declinare in ulteriori territori, preziosi e diversi, il tema generale della voce cantata nella musica del passato, vista dall’osservatorio del sud e del Mediterraneo Si è scelta una data per un concerto immaginario ma plausibile, collocato nella Roma del 1620, quando in piena Controriforma i cardinali facevano a gara per manifestare il proprio splendido mecenatismo nei confronti delle arti e della musica: il più melomane fu certamente il Cardinal Montalto, di cui si ricostruisce il mondo sonoro con la voce inconfondibile di Furio Zanasi e gli strumenti tipici del tempo (chitarrone e chitarra, arpa tripla, il lirone e la viola da gamba). Seguirà uno spettacolo insolito e curioso, che vale ad unire il primo Seicento con l’Ottocento romantico, da Monteverdi a Beethoven, in un viaggio attraverso le “lettere amorose” inviate a vere o immaginarie amanti lontane. Infine, per concludere la nostra Rassegna con un tocco di ottimismo e di positività il nostro arrivo nella contemporaneità – troppo spesso oscurata da terribili accadimenti tutto intorno a noi – abbiamo accolto la proposta di Emanuele Arciuli, tra i massimi esperti di musica “americana” per pianoforte ma non solo, di rendere omaggio al compositore statunitense naturalizzato italiano Frederic Rzewski eseguendo le sue Variazioni su “El pueblo unido jamás será vencido”, un canto collettivo sudamericano che univa i popoli di tutto il mondo contro le dittature e la barbarie, fatto conoscere ed amare all’Italia dai mitici Inti Illimani”.

 

Data

Nov 18 2023
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