Singolare manifestazione di protesta degli agricoltori lucani

29 Luglio, 2009 13:14 |
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Giovedì 30 Luglio gli agricoltori vanno alla Banca d’Italia a Matera per onorare i debiti con le angurie che non ci pagano


Giovedì 30 Luglio a Matera dalle ore 10, il Comitato di Lotta degli agricoltori del Metapontino contro la crisi agricola terrà un presidio a Matera per chiedere che nel decreto anticrisi siano assunti i provvedimenti urgenti per salvare le aziende agricole in crisi. Verranno regalate le angurie che non si vendono ai cittadini (meglio a loro che regalarle ai grossisti) e verranno consegnate alla Banca d’Italia. Con quelle gli agricoltori pagheranno i loro debiti e scadenze.
Alle ore 11 terremo una conferenza stampa cui parteciperanno, oltre che gli agricoltori del Comitato di lotta i rappresentanti sindacali di Altragricoltura, il vicesindaco di Montalbano Enzo De Vincenzis, l’Assessore all’agricoltura di Policoro Saverio Carbone, il Sindaco di Scanzano Jonico Salvatore Iacobellis, l’assessore all’agricoltura della Provincia di Matera Giuseppe D’Alessandro.


Abbiamo chiesto un incontro al Prefetto di Matera per consegnare il documento prodotto a Policoro il 17 Luglio scorso che indice la mobilitazione nelle campagne meridionali.


Altragricoltura – Comunicato stampa nazionale

 
Oggi abbiamo inviato ai senatori eletti in Sardegna, Sicilia, Basilicata, Calabris, Puglia, Campania, Abruzzo e Molise questo appello con la proposta di un pacchetto di provvedimenti urgenti da assumere al Senato sul provvedimento anticrisi in discussione. Grave è che sull’agricoltura nel provvedimento approvato alla Camera dei Deputati non ci sia nulla sulla crisi dell’agricoltura, gravissimo sarebbe se alla fine dell’iter parlamentare il provvedimento licenziato non desse risposte allo stato di grandissima sofferenza delle aziende agrozootecniche meridionali. Se così fosse il segnale agli agricoltori, al Sud ed al Paese sarebbe pericolosissimo.  Il 17 di Aprile le vertenze degli agricoltori meridionali incontratesi a Policoro (MT) hanno prodotto un documento unitario, sostenuto da tanti municipi e Province meridionali. Li abbiamo deciso la mobilitazione che proseguirà fino a tutto l’autunno per ottenere il riconoscimento dello stato di crisi per l’agricoltura meridionale e le misure conseguenti. Il modo come gli agricoltori saranno nelle strade in autunno dipende anche dalle risposte che avremo adesso sul decreto anticrisi.


Fra domani e dopodomani terremo iniziative per chiedere che nel decreto anticrisi vi siano le misure di moratoria indispensabili per le aziende agricole meridionali


Saremo davanti alle Banche d’Italia portando il prodotto della terra che non si vende. Lì “bloccheremo gli ingressi” come con gli atti ingiuntivi e gli espropri le banche (i veri nuovi latifondisti) ci bloccano le attività, consegnando i prodotti di una lunga annata di lavoro che ci vogliono comprare per una miseria che non copre nemmeno i costi. Li consegneremo alle banche che con gli atti legali ci stanno togliendo le terre ed il futuro. Con quelli pagheremo i nostri debiti.


ESECUTIVO NAZIONALE


Ai Senatori ed alle Senatrici eletti nelle regioni del Mezzogiorno


Appello


Le aziende agricole non falliscono! Non sono società di capitali con cui poter fare giochetti!
Gestiscono un Patrimonio di beni per tutto il Paese. Dove sono le misure per la crisi delle aziende agrozootecniche meridionali?


Pregiati Senatori e Senatrici,
vi scriviamo bel mezzo di una crisi drammatica che sta colpendo le campagne italiane tutte e che nel Sud Italia sta determinando, ormai, una situazione insostenibile. Le aziende agricole di vaste aree delle regioni meridionali sono ridotte a non poter più affrontare l’ordinaria attività di produzione, producendo ovunque perdita di lavoro, desertificazione di attività nelle aree rurali, impoverimento sociale, economico e culturale.


E’ una situazione che viene dalle scelte degli ultimi decenni, che chiama alla responsabilità tutta la classe politica e dirigente e che ci consegna un quadro desolante nella brutalità dei suoi esiti; gli agricoltori meridionali che hanno realizzato grandi investimenti in processo e prodotto per farsi trovare pronti all’appuntamento con la tanto sbandierata globalizzazione dei mercati hanno visto tradite tutte le promesse di un futuro radioso di opportunità: nessun investimento realizzato a costo di indebitamento di tutta la famiglia è remunerato dagli andamenti del mercato da ormai oltre un decennio. Le nostre aziende sonno travolte da una situazione che sarebbe stata insostenibile per chiunque altro. Le aziende agricole non falliscono! Chi sta sulla terra non può abbandonarla, non può fare giochetti per azzerare i debiti con qualche prestanome o ripulirsi il nome cambiando intestazione alla società.


Il risultato è drammatico le aziende meridionali, mentre non riescono più a realizzare reddito dalla propria attività, sono colpite da atti esecutivi, ingiunzioni, sequestri che paralizzano l’attività mentre non possono più accedere al credito. I veri proprietari delle terre degli agricoltori meridionali, ormai, sono le banche, quelle stesse banche sempre pronte ad assicurare risorse finanziarie a chi specula sul lavoro degli agricoltori (ricordate Tanzi e la Parmalat?) ma sempre solerti nel ricordarci che ci sono i vincoli di Basilea2 quando ci fanno gli atti di rientro mettendo le mani sulle nostre terre. Il latifondo bancario è il nuovo volto della controriforma che avanza nelle campagne meridionali e che, espropriando la terra ed i beni agli agricoltori, compie un vero e proprio ribaltamento di quella che fu la Riforma Agraria conquistata con le lotte per le terre.  


E’ il momento di invertire la direzione di marcia che ci porta al baratro della chiusura delle aziende. Occorre una vera e propria nuova Riforma Agraria che rimetta al centro i diritti del lavoro, degli agricoltori e dei cittadini, occorre andare verso la Sovranità Alimentare. E’ questo un obiettivo tanto urgente quanto ineludibile cui lavorare da subito e per i prossimi mesi.


Per intanto servono misure urgenti, occorre impedire che le aziende meridionali chiudano e che l’intero Paese si impoverisca e si indebolisca.  


Nel momento in cui il Parlamento vara misure sulla crisi, gli agricoltori non capirebbero perché non c’è nulla che li riguardi. Al contrario se crisi è per le aziende italiane, a maggior ragione va riconosciuta ed affrontata quella delle aziende agricole meridionali.


Ci aspettiamo che ogni sforzo sia compiuto perché nella manovra anticrisi di Luglio vi siano i segnali minimi capaci di dare strumenti per affrontare la crisi delle aziende agricole ed impostare così la necessaria azione di Riforma che non può più attendere.


Vi inviamo le proposte di provvedimenti urgenti espressione delle vertenze degli agricoltori meridionali, che tanto sostegno stanno riscuotendo dalle istituzioni elettive territoriali (comuni, province, ecc..), tante volte confrontate in questi mesi nelle sedi parlamentari dove hanno incontrato il consenso di molti di voi.


Vi chiediamo di assumerle perché alla solidarietà ed alla disponibilità segua la coerenza dei comportamenti.


Ve lo chiediamo nel convincimento di un rischio: se gli agricoltori non avranno risposte, il malessere che cova ovunque può esplodere con esiti imprevedibili per la tenuta sociale e la convivenza civile. Sappiamo che, da meridionali, ne siete consapevoli


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Proposta di emendamento da assumere nel dispositivo sui provvedimenti anticrisi in discussione al Senato  nel Luglio 2009


Disposizioni urgenti per fronteggiare la crisi del comparto agricolo


Vista la grave crisi economica e finanziaria in cui versano le aziende agrozootecniche di larga parte del Paese, al fine di consentirne la tenuta ed il rilancio produttivo intervenendo sulle poste di debito che realmente impediscono alle imprese la normale gestione d’impresa ed in ragione del particolare profilo giuridico delle imprese agricole italiane,


1.) E’ disposta la riapertura della ristrutturazione dei debiti dovuti all’INPS dalle imprese agrozootecniche. Alle imprese agricole è data facoltà di ripianare le pendenze relative ai pagamenti inps scaduti a fronte di un pagamento complessivo non superiore al 19% delle somme dovute. Entro quattro mesi dalla entrata in vigore del presente decreto il Governo, compiuto l’esame dei saldi e delle posizioni debitorie risultanti anche dopo le precedenti ristrutturazioni, al fine di evitare disparità di condizioni e trattamenti e di consentire alle aziende la fuoriuscita da condizioni di crisi finanziaria, definisce una modalità di rateazione dei debiti risultanti secondo una rateazione congrua alle possibilità finanziarie del comparto. Fino alla data della piena applicazione della rateazione disposta dal Governo e, comunque, per un periodo non inferiore ad un anno è disposta la sospensione di tutte le procedure esecutive in danno delle aziende agricole coinvolte ed è sospesa l’applicazione delle procedure restrittive per l’accesso a progetti e misure di incentivo derivanti dalla sussistenza di posizioni debitorie nei confronti dell’INPS


2) E’ disposta la sospensione di tutti i pagamenti  a far data dal 1° gennaio 2009 fino al 31 dicembre 2009 delle aziende agrozootecniche verso l’erario per un periodo di un anno. Le scadenze relative vengono rimodulate in modo da essere ripianate entro i cinque anni successivi


3) Entro sei mesi a far data dall’entrata in vigore della presente legge  è disposta la sospensione di tutti gli atti esecutivi e le procedure di riscossione in danno delle aziende agricole derivanti da esposizioni verso enti pubblici e di gestione statali, regionali o territoriali


4) Viene disposta la costituzione di un fondo di garanzia nei confronti del sistema bancario per rendere disponibili anche in forme di anticipazione ed a compensazione di debiti le somme che le aziende vantano a credito di misure di compensazione quali le calamità. Il fondo viene finanziato con il 3% delle entrate derivanti dalla riapertura della ristrutturazione dei debiti INPS e viene disciplinato da apposito provvedimento del governo in concorrenza con la definizione del piano di ristrutturazione in modo da definire le modalità che consentono alle aziende agricole di compensare i debiti verso soggetti diversi con i crediti vantati nei confronti degli Enti Pagatori.


Per info www.altragricoltura.net


Adesioni: [email protected]

 

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