Manifestazione della Coldiretti al porto di Brindisi per difendere le produzioni italiane

23 Luglio, 2009 08:40 |
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COLDIRETTI: AL PORTO DI BRINDISI COLTIVATORI LUCANI PER DIFENDERE LE PRODUZIONI ITALIANE


Non ha riservato grosse sorprese lo sbarco di merci al porto di Brindisi. Sui tir bloccati e controllati dagli imprenditori agricoli c’era un po’ di tutto: mille quintali di olive in salamoia provenienti da Grecia e Cipro e diretti a Caserta e Bagheria, 20 camion da 300 quintali l’uno, pari a 6mila quintali di olio di palma proveniente dall’Indonesia, destinazione Olearia Italiana di Monopoli (lo sbarco non è ancora terminato), 423 quintali di concentrato di pomodoro provenienti dalla Grecia destinazione Nocera Superiore; il timore espresso dai coltivatori è che tutto questo con vari passaggi di documenti diventi tutto Made in Italy.
Alla verifica dei tir era presente anche una delegazione della Coldiretti Basilicata. Oltre 200  imprenditori agricoli provenienti soprattutto da Rotondella, Nova Siri, Policoro, Scanzano, Tursi e Bernalda.
“Basta con questi furti – ha dichiarato Piergiorgio Quarto, vice presidente della Coldiretti Basilicata che ha accompagnato il gruppo alla mobilitazione. Le nostre produzioni agroalimentari sono a rischio. Sulle nostre tavole arrivano sempre più spesso prodotti non controllati che vengono poi spacciati per italiani. Per difendere la frutta prodotta nell’area del Metapontino abbiamo chiesto  disciplinari di produzione e marchi di qualità. La Basilicata, non dimentichiamolo è la terza regione italiana a produrre nettarine. Un primato che bisogna difendere. Il consumatore deve avere informazioni chiare in etichetta, sapere la zona di produzione. Senza regole certe, rischiamo di mangiare cibi provenienti da chissà quale parte del mondo come italiano e dall’altra parte i nostri prodotti agricoli vengono sottopagati a causa  di  uno strapotere contrattuale da parte dei nuovi poteri forti della filiera agroalimentare”.


Sono più di 5.000 le aziende ortofrutticole del Metapontino, della valle del Bradano e dell’Agri che esprimono oltre 6.000.000 di q.li di frutta, agrumi ed ortaggi. “Un primato agroalimentare che va difeso a tutti i costi – ha aggiunto Quarto”

 

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