Vigilanza Regione Basilicata, sale la tensione tra i lavoratori Cosmopol

2 Agosto, 2020 13:14 |
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Si annuncia un agosto di mobilitazione per i lavoratori della Cosmopol che dalla mezzanotte di ieri 1° agosto non sono più in servizio nella sede della giunta regionale a seguito del subentro, con propri dipendenti, dell’Ati capitanata dall’istituto di vigilanza Città di Potenza, vincitrice della gara indetta nel 2016 dalla Sua-RB, la stazione unica appaltate della Regione Basilicata. Domani mattina alle 9:30 è in programma un sit-in di protesta dei lavoratori davanti alla sede della giunta regionale. Sono 53 i lavoratori coinvolti in un vero e proprio rompicapo burocratico che parte dal 2016, nei giorni caldi della vertenza ex La Ronda, con la pubblicazione di un bando di gara che fu aspramente criticato dalla Fisascat Cisl, sia per la tempistica, sia per il taglio al monte orario.

L’accordo per il cambio d’appalto siglato in prefettura il 31 luglio scorso, frutto della mediazione operata da sua eccellenza il Prefetto, dopo ore di trattative, è stato di fatto vanificato dalla decisione dell’istituto uscente Cosmopol di non sottoscriverlo annunciando un ulteriore ricorso al Tar oltre a quello già pendente al Consiglio di Stato contro le aggiudicazioni della Sua-RB. Così, ieri, allo scoccare della mezzanotte, il nuovo gestore della vigilanza è subentrato con propri dipendenti nel lotto n. 6. determinando una situazione di forte incertezza tra i 53 addetti della Cosmopol che sarebbero dovuti transitare nell’Ati Città di Potenza; lavoratori per nulla intenzionati – come consigliato da qualcuno – a dare le dimissioni poiché, spiega la Fisascat Cisl “significherebbero la rinuncia alla clausola sociale e quindi a qualsivoglia diritto, tra cui la certezza della riassunzione”.

Per la Fisascat Cisl “i lavoratori sono giustamente preoccupati perché si ritrovano loro malgrado in un limbo: hanno diritto a lavorare sul lotto n. 6 per effetto della clausola sociale ma sono nella sostanza rimasti fuori per effetto del contenzioso avviato dalla Cosmopol e della conseguente impraticabilità del passaggio dei dipendenti al nuovo gestore del servizio di vigilanza armata. Il risultato è che i lavoratori ancora una volta pagano il costo della gestione scellerata e pasticciata di un bando di gara che presenta da quattro anni, non da ieri, problematiche evidenti e i limiti gestionali della stessa Sua-RB”.

Secondo la sigla sindacale della Cisl, che ha sollecitato la convocazione di un nuovo e risolutivo incontro in prefettura, “la situazione che si è determinata in questa vicenda ha dell’assurdo: infatti mentre i lavoratori della Cosmopol sono letteralmente per strada, ai dipendenti di Città di Potenza sono state revocate le ferie. Ancora una volta – conclude la Fisascat – emerge l’urgenza di mettere mano in modo radicale alla governance degli appalti nella nostra regione partendo dal principio inderogabile che i contratti collettivi di lavoro vanno rispettati”.

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