Vertenza Callmat, Consigliere regionali Araneo e Verri: “Il bando della resa, che firma lo smantellamento dell’azienda e tradisce i lavoratori”. Di seguito la nota integrale.
Abbiamo analizzato con estrema attenzione e crescente preoccupazione l’avviso pubblico “#basilimpresainvestimenti” appena pubblicato dalla Regione Basilicata che prevede bonus alle imprese per gli investimenti e la formazione mediante l’assunzione di soggetti provenienti dalla vertenza CallMat.
Quello che viene spacciato come un salvagente per i lavoratori, nei fatti, rappresenta la definitiva pietra tombale sulla società CallMat di Matera.
Diciamolo chiaramente: questo bando non è uno strumento di rilancio, ma un piano di evacuazione. Con questo atto, la Giunta regionale dichiara ufficialmente di aver rinunciato a salvare un’eccellenza produttiva del territorio, preferendo smembrarla e disperderne le professionalità. Dov’è finita la tanto sbandierata strategia di cui parlava l’assessore Cupparo? Che fine ha fatto l’impegno di avviare i progetti di digitalizzazione che avrebbero dato l’opportunità alla Callmat di continuare ad ottenere commesse e salvaguardare i posti di lavoro?
Per mesi abbiamo atteso i bandi relativi ai progetti di digitalizzazione e l’azienda ha continuato le attività contestualmente con l’impegno di Tim a garantire, fino al 30 giugno, i volumi di lavoro.
Invece, oggi ci troviamo di fronte ad un incentivo economico per convincere altre imprese a prendersi “i pezzi” di Callmat.
Si sceglie la via più facile per la politica e più dolorosa per il tessuto industriale: lo smantellamento in barba a ogni impegno preso per la continuità aziendale.
Ma c’è di più, le risorse stanziate sono palesemente insufficienti. A fronte di una vertenza che coinvolge circa 300 lavoratori, i 5 milioni di euro messi a disposizione per i costi salariali – calcolando il tetto massimo di 30.000 euro a dipendente – basteranno a coprire appena poco più della metà della platea.
Che fine faranno gli altri lavoratori esclusi dalla selezione ?
Quale criterio di selezione verrà usato per decidere chi ha diritto a un futuro e chi resterà fuori?
In qualità di consigliere del Movimento 5 Stelle, non possiamo accettare questa gestione fallimentare.
Chiediamo che l’Assessore Cupparo venga a riferire immediatamente in aula: non si può gestire il futuro di 300 famiglie con bandi parziali e rinunciatari che tradiscono la parola data sulla digitalizzazione della nostra regione.
Al tavolo ministeriale del prossimo 26 maggio la regione difenda il lavoro, non liquidazioni mascherate da opportunità.

