La UGL Autonomie lancia un appello al Ministro della Funzione Pubblica per un’equa applicazione del lavoro agile. “Nonostante il CCNL Funzioni Locali e gli accordi di secondo livello prevedano chiaramente l’istituto del lavoro agile, la realtà nei territori è sconcertante. Molti Comuni e amministrazioni locali non applicano il dettato contrattuale, ignorando i benefici del Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA) e sbarrando la strada a una modalità di lavoro moderna e per obiettivi”. Mentre i prezzi del carburante schizzano alle stelle per la crisi nello Stretto di Hormuz, i dipendenti delle Funzioni Locali si ritrovano stretti in una morsa insostenibile: da un lato gli stipendi più bassi di tutta la Pubblica Amministrazione, dall’altro l’ostruzionismo ideologico di molti enti locali che si rifiutano di applicare lo Smart Working. “È inaccettabile che nel 2026 esistano ancora ‘baronie’ amministrative che negano lo Smart Working per pura resistenza culturale”, si legge nel documento inviato al Ministero. “Negare il lavoro agile oggi non è solo un atto retrogrado, ma un danno economico diretto inflitto ai lavoratori”, dichiara il Segretario Nazionale UGL Autonomie, Ornella Petillo. Chiediamo al Ministro Zangrillo una Direttiva Vincolante per sollecitare tutti i Comuni e gli Enti Locali a concedere almeno due giorni di lavoro agile a settimana per tutto il 2026, senza lasciare spazio a interpretazioni arbitrarie dei singoli dirigenti, intervenendo contro quelle amministrazioni che, nonostante gli accordi di secondo livello, continuano a boicottare l’istituto. Mentre nelle grandi città lo Smart Working riguarda oltre il 30% del personale, nei comuni minori viviamo un boicottaggio silenzioso: i dati più recenti (Osservatorio Polimi, Istat e Funzione Pubblica) confermano che nelle piccole realtà la percentuale è in calo, lasciando migliaia di dipendenti soli a gestire l’aumento dei costi del carburante senza lo scudo del lavoro agile. Non si può chiedere efficienza ai dipendenti locali se poi li si costringe a spendere il 20% dello stipendio in benzina per mansioni telelavorabili. “L’UGL Autonomie non intende restare a guardare mentre il diritto alla flessibilità e al risparmio economico dei lavoratori viene calpestato da prassi amministrative medievali. Per analizzare approfonditamente il fenomeno rispetto alle reali esigenze dei dipendenti, lanceremo un monitoraggio nazionale tramite un questionario dedicato, subito dopo le festività Pasquali. L’obiettivo è ottenere un ritorno scientifico su indicatori critici che oggi fungono da ‘collo di bottiglia’ per il lavoro agile negli enti locali: la carenza di competenze digitali, l’alibi dei costi tecnologici e, soprattutto, l’invasiva discrezionalità della dirigenza che troppo spesso scavalca il dettato contrattuale. Non si può chiedere efficienza ai dipendenti comunali se poi li si costringe a spendere il 20% del proprio stipendio in benzina per svolgere mansioni che potrebbero essere gestite da remoto. Il Ministro intervenga per far rispettare i contratti: lo Smart Working è un diritto dei lavoratori, un’arma contro il caro-vita e una necessità per l’ambiente”, conclude il Segretario Nazionale Ornella Petillo.
Apr 03

