Ticket farmaci, Uil Basilicata e Uil Fp: “Qual è l’obbiettivo di questa scelta? Non si può chiedere un nuovo sacrificio senza spiegare risultati e
destinazione delle risorse”. Di seguito la nota integrale.
Tortorelli e Verrastro: «La sostenibilità della sanità non può essere perseguita semplicemente trasferendo i costi sulle famiglie. La Regione chiarisca quale risultato vuole ottenere, quanto intende incassare e come saranno utilizzate le risorse» Prima ancora di discutere dell’importo di 2,50 euro, c’è una domanda alla quale la Regione Basilicata deve rispondere con chiarezza: qual è l’obiettivo concreto dell’introduzione del ticket sulla farmaceutica convenzionata? È questa la questione che UIL Basilicata e UIL FP Basilicata pongono al Presidente della Regione Vito Bardi e all’Assessore alla Salute Cosimo. Latronico. Se l’obiettivo è esclusivamente aumentare le entrate, bisogna dirlo chiaramente e indicare quanto si prevede di incassare. Se invece l’obiettivo è ridurre e razionalizzare la spesa farmaceutica, vogliamo conoscere quale riduzione si intende conseguire, in quali tempi e attraverso quali strumenti. Se si vuole contrastare l’inappropriatezza prescrittiva e gli sprechi, allora occorre spiegare perché si interviene attraverso un ticket a carico dei cittadini e non prioritariamente sulle cause che determinano quelle inefficienze. E se, infine, queste risorse devono essere reinvestite nel Servizio sanitario regionale, bisogna stabilire fin dall’inizio dove saranno destinate e quali servizi per i cittadini saranno migliorati. Non può esserci una nuova compartecipazione senza un obiettivo misurabile. Il problema non sono soltanto i 2,50 euro. Il problema è il principio secondo cui, di fronte a una difficoltà della spesa sanitaria, la risposta possa diventare automaticamente una nuova compartecipazione richiesta alle persone. Le esenzioni previste tutelano giustamente numerose categorie fragili. Rimane però quella fascia di lavoratrici, lavoratori, pensionati e famiglie che supera le soglie di esenzione, magari anche di poco, e che rischia ancora una volta di sostenere il peso maggiore. Per questo chiediamo alla Regione di rendere pubblici il gettito previsto, il numero delle ricette che saranno assoggettate al ticket, la platea dei cittadini interessati, l’obiettivo di riduzione della spesa e la destinazione delle somme incassate. Solo disponendo di questi numeri sarà possibile valutare seriamente l’efficacia e l’equità della misura. C’è poi una questione di fondo: un ticket fisso non distingue tra capacità economiche profondamente differenti. Chi supera di poco una soglia di esenzione paga gli stessi 2,50 euro di chi dispone di un reddito molto più elevato. Per UIL Basilicata e UIL FP bisogna invece ragionare su un modello progressivo, eventualmente articolato attraverso fasce ISEE, tutelando maggiormente i redditi medio-bassi. Parallelamente serve un vero Piano regionale sulla spesa farmaceutica, che intervenga sull’appropriatezza prescrittiva, sull’utilizzo dei farmaci equivalenti e biosimilari, sulla centralizzazione degli acquisti, sulla distribuzione diretta e sull’efficienza complessiva del sistema. La sostenibilità del Servizio sanitario regionale è un obiettivo che condividiamo. Ma deve essere perseguita intervenendo sulle cause della maggiore spesa, non limitandosi a trasferirne una parte sulle famiglie .Per questo chiediamo un confronto immediato. Prima di chiedere ai lucani 2,50 euro per ogni ricetta, la Regione ci dica quale problema vuole risolvere, quale risultato intende raggiungere e come misureremo, tra sei mesi o un anno, se questa scelta ha realmente funzionato. È una questione di trasparenza, ma soprattutto di buona amministrazione e di equità sociale.

