Unione Sanità Convenzionata: “Un caldo Agosto 2025, con nebbia sulla sanità accreditata. I pazienti di oggi non si curano con i numeri del 2014. Pubblicate atti e dati: la verità emergerà. Di seguito i particolari nella nota integrale.
C’è una regola semplice che nessun comunicato potrà aggirare: in sanità si parte dai fabbisogni per curare le persone, tutto il resto è scenografia burocratica. E qui la scenografia è talmente fitta che la prima domanda resta senza risposta: chi sta parlando a nome della Regione? L’Assessore? Gli uffici? La Giunta nel suo insieme? Se fosse davvero programmazione, il primo gesto sarebbe pubblicare gli atti. Invece siamo a un giallo istituzionale: delibere che non si trovano, numeri che non si vedono, accuse di “falso” lanciate in conferenza stampa.
Nel merito: chiamare “programmazione” un provvedimento fondato non sui fabbisogni reali ma su fatturati storici e alchimie percentuali non è buon governo; è burocratese applicato a finalità evidentemente non confessabili. E il burocratese, si sa, ha due scopi: fare fumo e zittire chi chiede chiarezza con l’accusa di falso. Favola già vista: il lupo e l’agnello — solo che qui l’acqua non scorre in salita e il lupo potrebbe non fare una buona fine.
Quattro verità semplici (e verificabili)
Pianificazione = fabbisogni. Se i budget non rispondono alla domanda di salute per territorio, diventano elargizione di moneta sonante per qualcuno, non governo clinico per i pazienti. (Quel 6% di “fabbisogno” è un imbarazzante diversivo.)
Trasparenza = pubblicazione. Senza pubblicare delibere, dataset grezzi, pesi e simulazioni, si violano le norme anticorruzione e i “criteri oggettivi” sono vuote affermazioni, non prove. (L. 190/2012; D.Lgs. 33/2013).
Qualità = responsabilità. Budget privi di indicatori e requisiti di qualità difendono solo le rendite di posizione, non i diritti di cura. (Si leggano rilievi AGCM contro la “spesa storica”).
Programmazione = preventiva. Obiettivi, risorse e attività si fissano prima che l’anno inizi, non all’ottavo mese.
Domande senza giri di parole
Fabbisogni. Esiste una legge o una sentenza che vieti di fondare i budget sui fabbisogni 2024–2025? Se sì, qual è?
Trasparenza. Quale tribunale impedisce di pubblicare delibere, dataset, formule e simulazioni? Se c’è, si citi il provvedimento.
Redistribuzioni. «Si toglie a Tizio per dare a Caio nella stessa località»: quale giudice ha imposto di farlo generando privilegi e punizioni?
“Limiti Balduzzi”. A chi evoca vincoli esterni, se è in buona fede, ricordiamo l’art. 15, comma 14, DL 95/2012 (cd. “Balduzzi”, conv. L. 135/2012): Prima si legge, poi se ne discute, basta slogan.
USC: «Non cadiamo nel battibecco. Chiediamo la prova più semplice: pubblicate subito atti e dati. pubblicate atti e dati. Se i numeri vi danno ragione, lo diremo. Ma Se dicono altro, la realtà non diventa vera ripetendola a mezzo stampa.»
Perché questa impostazione danneggia i cittadini e le strutture (qui e ora)
Cristallizza le attese. Con basi storiche le liste si spostano in avanti, non si accorciano.
Distorce l’offerta. Premia chi ieri aveva capienza, penalizza chi oggi può assorbire domanda.
Scarica il costo sui pazienti. Meno prestazioni convenzionate = più rinvii, più mobilità passiva, più spesa privata.
La proposta (semplice e misurabile)
Aprire gli atti. Pubblicazione immediata di delibere, dataset, pesi, algoritmi e simulazioni; verifica terza (Università/ente indipendente).
Aggiornare la base dati. Dai numeri del passato ai fabbisogni 2024–2025 (demografia, cronicità, case-mix).
Legare i tetti agli esiti. Target pubblici e monitoraggio mensile su appropriatezza.
Applicare correttamente il “Balduzzi”. Utilizzare tutte le risorse e i margini previsti dall’art. 15, comma 14, DL 95/2012: niente occultamenti ad agosto dove la domanda è già in corso.
USC: «Se questa è davvero la posizione della Regione, la cosa ci preoccupa: significa travisare leggi, sentenze e fatti e offendere il lavoro di chi produce cure con professionalità e dedizione. Non chiediamo privilegi: chiediamo regole giuste e misurabili. Nel 2025 i pazienti non si curano con i numeri del 2014.»
Nota ai lettori: L’USC ha inoltrato invito/diffida alla revoca in autotutela della DGR 473/2025. Aspettiamo ragionevolezza e confronto: finora non ci sono stati. In mancanza, non vediamo alternative: di fronte al muro non ci fermeremo.
Conclusione (senza ironia)
La sanità è una cosa seria. Atti pubblicati, dati aperti, obiettivi chiari: tre parole d’ordine che non offendono nessuno e aiutano tutti. Noi siamo qui: dossier alla mano, proposte sul tavolo, responsabilità condivisa.
Chi ha argomenti migliori, li mostri con gli atti. Chi ha solo parole, eviti di scambiarle per programmazione.

