Il livello dei prezzi dei carburanti non è più sostenibile per i consumatori e per le imprese che operano in tutti i settori produttivi.
A pagare più di altri sono i lavoratori,e fasce più deboli della società e i produttori agricoli.
I produttori di beni di prima necessità come pane, latte, frutta e verdura e generi alimentari diversi si trovano a fronteggiare spese per carburanti e per mezzi tecnici raddoppiati nel giro di poco tempo: il gasolio agricolo ha raggiunto come non mai il prezzo di fornitura in azienda con oscillazioni fra 1,5 – 2 euro litro; i concimi sono aumentati del 50%.
Un aumento dei costi generali oscillante fra il 40 e il 60 in termini percentuali.Per contro il listino dei prodotti agricoli in azienda è stabile, ma in aumento però per il consumatore finale.
Responsabilità della guerra del Golfo, sicuramente, ma soprattutto responsabilità di chi l’ha scatenata e condivisa senza preoccuparsi di prevenirla e predisporre politiche energetiche almeno per contenerne le disastrose conseguenze soprattutto da parte di chi disponeva e dispone giacimenti petroliferi e di gas.
La Regione Basilicata è una di quelle che si è vantata di averne a disposizione tanti; la nostra Regione estrae circa 800.000 barili al giorno e tuttavia paghiamo i prezzi più elevati per benzina, gasolio industriale, agricolo e derivati.
Il Governo Regionale continua ad essere latitante e non ha assunto sino ad ora nessuno provvedimento a favore delle comunità e di chi produce beni agro-alimentari.
Tavolo Verde Puglia e Basilicata ritiene che il Governo Bardi può intervenire sulle compagnie petrolifere per imporre un aumento
proporzionale delle Royalty e stornarle interamente a favore dei consumatori e dei produttori agricoli e riportare il prezzo dei carburanti a livelli sostenibili.
È in gioco il futuro della già fragile economia lucana, ma soprattutto il destino del mondo agricolo già pesantemente colpito dall’ Emergenza idrica del passato e dal mal Governo delle copiose piogge che si sono abbattute negli ultimi giorni arrecando danni incalcolabili ai produttori agricoli.
I consumatori e i produttori agricoli sono pronti a mobilitarsi e manifestare tutta la loro rabbia se non si interviene urgentemente
per fermare la deriva cui si è costretti andare per responsabilità e malvagità di pochi a danno di molti.

