Mega: “Simbolo della desertificazione demografica, sociale e industriale di questa regione. Serve cambiare rotta ora, altrimenti la Basilicata è destinata a scomparire”.
“La Basilicata sta morendo. Non lo dice la Cgil ma lo dicono i dati Istat e Svimez che raccontano di un Pil fermo e indietro rispetto al resto del Sud, una fuga dei giovani, soprattutto laureati, e di una desertificazione industriale e sociale. Cresce la cassa integrazione, mentre aumenta anche la percentuale di nuovi poveri, che hanno lavori discontinui. Gli interventi messi i campo sino a oggi dal governo regionale sono stati insufficienti. Per questo motivo chiediamo al governo Bardi di aprire una vertenza Basilicata a Roma ai ministeri competenti. Lo chiediamo oggi dalla piazza di Melfi, con un presidio e un corteo nell’area industriale di San Nicola, davanti allo stabilimento Stellantis, simbolo di quella che abbiamo chiamato vertenza Basilicata. Il nostro è un vero e proprio grido di allarme che ci auguriamo possa essere condiviso anche dalle altre sigle sindacali dopo lo sciopero di oggi, perché serve l’impegno di tutti, sindacati uniti, politica, istituzioni e mondo datoriale per ridare futuro e speranza a questa regione. È una lotta di giustizia sociale. Serve cambiare rotta subito, altrimenti la Basilicata è destinata a scomparire”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, intervenendo oggi a Melfi allo sciopero generale indetto dalla Cgil.
“Le grandi vertenze che sul territorio regionale coinvolgono multinazionali e importanti player – ha detto Mega – si stanno estendendo a macchia d’olio. Dopo Stellantis e il settore delle estrazioni petrolifere, adesso anche SmartPaper, realtà imprenditoriale storica del Potentino, rischia di lasciare a casa 400 lavoratori e lavoratrici, chiudendo le sedi storiche di Sant’Angelo Le Fratte e Tito. Alla Stellantis di Melfi la produzione è quasi ferma e si continua a procedere con la cassa integrazione e gli incentivi all’esodo. Gli esuberi stimati, considerando l’indotto, sono molto superiori ai numeri forniti dall’azienda,
considerato che nel solo stabilimento di Melfi si è passati da 7000 dipendenti a 5040. L’area di crisi industriale complessa può essere considerato uno strumento per impedire lo svuotamento dei siti produttivi ma non garantisce prospettive future rispetto all’industria dell’automotive e al suo indotto. Ed è evidente come la grave crisi industriale e occupazionale si riverbera sulle condizioni complessive della nostra regione, dove è povero anche chi lavora, senza tralasciare le criticità
infrastrutturali, sul welfare e sulla salute per le quali occorre soluzioni concrete”.
Oltre al segretario generale Fernando Mega, davanti all’ingresso B dello stabilimento Stellantis, si sono alternati gli interventi di delegate e delegati di Stellantis, SmartPaper e settore forestale. Tra gli interventi anche quello dei lavoratori della Tiberina (indotto Stellantis) in presidio permanente da circa 50 giorni. Ha concluso il segretario nazionale della Fiom Cgil, Samuele Lodi.
La Cgil con lo sciopero generale del 12 dicembre chiede al governo nazionale un passo indietro rispetto alla manovra finanziaria che investe nel riarmo e taglia su sanità, pensioni, istruzione. Tra le richieste del sindacato l’aumento di salari e pensioni, lo stop dell’innalzamento dell’età pensionabile, no al riarmo e investimenti su sanità e istruzione, contrasto alla precarietà e vere politiche industriali e del terziario, per una riforma fiscale equa e progressiva.Lo sciopero generale ha due obiettivi: sostenere le categorie in tutte le vertenze aperte con le controparti per il rinnovo dei contratti scaduti, perché i salari vanno alzati innanzitutto con la contrattazione; lanciare una vera e propria vertenza – tutta di merito – nei confronti del Governo nazionale per cambiare la manovra di Bilancio sulla base delle richieste della Cgil e a livello territoriale per quanto riguarda la Basilicata.
Sciopero generale Cgil con presidio davanti allo stabilmento Stellantis di Melfi: interventi Consiglieri regionali Cifarelli, Lacorazza e Marrese, foto
I consiglieri regionali Piero Lacorazza, Roberto Cifarelli e Piero Marrese hanno partecipato allo sciopero generale promosso dalla CGIL a Melfi, indetto contro la manovra di Bilancio del Governo nazionale, per esprimere vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori e per condividere le forti preoccupazioni sul futuro economico e sociale della Basilicata.
Condividiamo pienamente l’allarme lanciato dalla CGIL: la Basilicata rischia una progressiva marginalizzazione, fino a scomparire dalle reali traiettorie di sviluppo del Mezzogiorno. I dati economici e occupazionali indicano chiaramente che la nostra regione è oggi la più indietro del Sud Italia, ben lontana dalla narrazione autocelebrativa costruita attraverso comunicati stampa roboanti dalla destra che governa la Regione.
Abbiamo apprezzato in modo particolare il richiamo all’unità sindacale espresso dal segretario generale della CGIL Basilicata, Fernando Mega. In una fase così complessa, l’unità del fronte sindacale è un valore fondamentale per dare forza alle rivendicazioni dei lavoratori e per costruire risposte credibili alle crisi industriali in atto.
Il polo Stellantis di Melfi, per anni pilastro dell’industria lucana, vive una fase di incertezza profonda, tra riduzione dei volumi produttivi, ricorso agli ammortizzatori sociali e assenza di certezze sul futuro legato alla transizione dell’automotive. Una transizione che non può essere gestita scaricando i costi sui lavoratori e sui territori.
Accanto a Stellantis, il Distretto del Mobile Imbottito continua a pagare anni di mancate politiche industriali ed è oggi esposto a nuove criticità legate ai dazi annunciati dagli Stati Uniti, che rischiano di colpire duramente l’export e l’occupazione di un comparto strategico per la Basilicata.
Come minoranze consiliari abbiamo chiesto formalmente che il Consiglio regionale discuta con urgenza del futuro dell’automotive e del Distretto del Mobile Imbottito. La Regione non può continuare a rincorrere le emergenze: servono scelte strutturali, un piano industriale regionale e un ruolo forte nel confronto con il Governo nazionale, le imprese e le parti sociali.
La partecipazione allo sciopero generale della CGIL è una scelta politica chiara: stare dalla parte del lavoro, difendere i settori strategici e costruire una prospettiva di sviluppo che eviti alla Basilicata un declino irreversibile. La propaganda non crea futuro, le politiche sì.







