“Il risiko bancario ed assicurativo in corso, che non è il “gioco del Monopoli” che anche i ragazzi conoscono ma un processo molto complesso che va governato, può ridisegnare nuovi equilibri nel settore del credito e non solo e contiene grandi rischi per l’occupazione, per gli utenti, in primo luogo pmi e famiglie, da scongiurare prima che sia troppo tardi. Come Uilca da sempre crediamo che le aggregazioni bancarie, se devono esserci, debbano basarsi su una logica industriale di lungo periodo e non rispondere a motivazioni di natura politica o legate solo al profitto o agli interessi dei grandi azionisti. Resta prioritario salvaguardare e favorire l’occupazione, preservare il ruolo sociale della banca e la sua funzione per lo sviluppo del Paese, a sostegno delle comunità, delle famiglie e delle imprese”. Così il segretario generale Uilca Fulvio Furlan che ha partecipato a Potenza al Consiglio Regionale della Uilca Basilicata. “Soprattutto in questa fase particolarmente complicata per i mercati internazionali, per la Uilca va riconosciuta la centralità del sistema economico finanziario e in particolare di quello bancario che deve svolgere in pieno il proprio ruolo, anche sociale, per favorire lo sviluppo del Paese, sostenere famiglie ed essere di supporto alle imprese, soprattutto quelle interessate da futuri profondi cambiamenti, come quelle energivore. Per questo servirà personale sempre più professionalizzato e in grado di svolgere nuovi mestieri all’interno della categoria, garantendo formazione costante e una gestione dei processi, anche di riorganizzazione del lavoro, attraverso una contrattazione collettiva permanente a ogni livello. Tutto questo nelle regioni del Sud – ha aggiunto Furlan – ha una specificità. In passato era stata proposta l’istituzione di una Banca del Sud di cui si sono perse le tracce. Noi pensiamo che più che una Banca siano necessarie una politica e misure che favoriscano il credito specie a favore delle pmi che sono l’ossatura dell’economia meridionale e sottraggano le famiglie alla illegalità. Anche per questo il Governo deve smettere i panni di attore di operazione del risiko bancario ed assicurativo e vestire quelli di arbitro e facilitatore di interventi in primo luogo per mettere un freno alla desertificazione bancaria: in Italia, negli ultimi cinque anni, ogni mese sono stati chiusi 76 sportelli bancari . Dal 2019 al 2024, infatti, si contano 4.557 filiali in meno. Nel 2024 le filiali bancarie sono scese sotto la soglia delle ventimila unità (19.755). Sono numeri che – ha concluso Furlan – fotografano i pesanti effetti della chiusura di sportelli bancari”.

