Il Gruppo Cestari esprime grande soddisfazione per la decisione della Commissione Europea di aprire agli Stati membri la possibilità di utilizzare margini fiscali aggiuntivi, già previsti per le spese della difesa, anche per gli investimenti nelle energie rinnovabili.
Si tratta di una scelta che va nella direzione giusta e che riconosce il valore strategico della transizione energetica per la competitività dell’economia europea, la sicurezza energetica e la lotta ai cambiamenti climatici.
L’Italia si presenta a questo appuntamento con risultati già significativi. Nei primi mesi del 2026 la commissione tecnica del Governo per le autorizzazioni energetiche ha concluso 236 procedure di valutazione per circa 20 miliardi di euro di investimenti approvati. In questo quadro la Basilicata si colloca al quarto posto nazionale per numero di pareri favorevoli, preceduta soltanto da Puglia, Sicilia e Sardegna.
È la conferma delle enormi potenzialità che il Mezzogiorno e la Basilicata possono esprimere nel settore delle energie rinnovabili. La nostra regione è già oggi un laboratorio avanzato della transizione energetica: produce circa il 90% della propria energia elettrica da fonti rinnovabili e dispone di oltre 2.500 megawatt di potenza installata, con una forte specializzazione nell’eolico.
«L’energia prodotta nel Sud – sottolinea il Gruppo Cestari, ultimo progetto un impianto fotovoltaico da 900 kW a Montesano sulla Marcellana, ai confini con il comune di Moliterno – deve poter raggiungere famiglie e imprese in modo efficiente. Per questo sono fondamentali gli investimenti di Terna nelle nuove interconnessioni e nel rafforzamento delle dorsali energetiche che interessano anche Basilicata, Puglia, Calabria e Campania. La sfida non è soltanto produrre più energia pulita, ma renderla disponibile dove serve e quando serve.
Gli investimenti in corso dimostrano la fiducia degli operatori internazionali. Il gruppo tedesco RWE sta realizzando i parchi eolici Serra Giannina e Venusia, mentre Iberdrola continua a investire nell’area del Vulture-Melfese con impianti eolici e fotovoltaici di ultima generazione. Sono opere che generano occupazione, innovazione tecnologica e nuove opportunità per le imprese locali.
Accanto alla crescita della produzione energetica, occorre però accelerare sulla realizzazione delle infrastrutture di accumulo e di rete. La capacità di stoccaggio oggi disponibile in Basilicata è ancora insufficiente rispetto al ruolo che la regione può svolgere nel sistema energetico nazionale. Investire in batterie, reti intelligenti e sistemi di gestione dell’energia significa valorizzare pienamente l’energia prodotta da vento e sole e renderla disponibile quando serve a famiglie e imprese.
Positiva è anche la scelta della Regione Basilicata di rifinanziare il Bando Energia destinato alle famiglie lucane, mettendo a disposizione oltre 7 milioni di euro per impianti da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. Si tratta di una misura concreta che consente di ridurre i costi delle bollette e di diffondere una cultura energetica moderna e sostenibile.
La sfida dei prossimi anni sarà trasformare la leadership produttiva della Basilicata in una leadership industriale, tecnologica e occupazionale. Le risorse europee, unite agli investimenti privati e alle politiche regionali, possono fare della Basilicata uno dei principali hub energetici verdi del Mediterraneo.
Il Gruppo Cestari continuerà a sostenere tutte le iniziative che favoriscono uno sviluppo equilibrato delle rinnovabili, nel rispetto dei territori e delle comunità locali, convinto che la transizione energetica rappresenti una delle più grandi opportunità di crescita per il Sud e per l’intero Paese.

