Il Presidente della Regione ha partecipato questa mattina a Roma a un convegno promosso dal senatore Gianni Rosa. “Il valore aggiunto di questo progetto: la raccolta e l’analisi dei dati su aria, acqua e suolo si trasformano in conoscenza per orientare le politiche pubbliche e migliorare il benessere”.
Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, è intervenuto oggi pomeriggio a Roma, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al convegno “Progetto LucAS – Ambiente e Salute: nuove evidenze per le politiche pubbliche”. L’evento, promosso su iniziativa del senatore Gianni Rosa, ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali e dei vertici del mondo scientifico e accademico. Nel suo intervento, Bardi ha delineato il valore strategico di LucAS (Lucania Ambiente e Salute), definendolo come una “scelta strutturale di governo” avviata nel 2021 per coniugare lo sviluppo industriale ed energetico della regione con la massima tutela del territorio e dei cittadini. “Abbiamo costruito un modello che mette insieme ricerca, monitoraggio e capacità decisionale – ha detto Bardi -. Il valore aggiunto di LucAS risiede nel suo approccio integrato: la raccolta e l’analisi dei dati su aria, acqua e suolo si trasformano in conoscenza per orientare le politiche pubbliche e migliorare il benessere delle comunità”. Il progetto si inserisce nelle direttrici del Green Deal europeo e nel paradigma internazionale “One Health”, che riconosce il legame tra salute umana, animale ed ecosistemi. Un passaggio fondamentale del discorso del Presidente ha riguardato il rapporto con i cittadini: “La conoscenza è la base della fiducia”, ha sottolineato il governatore. “Su temi complessi come ambiente e salute – ha detto – abbiamo il dovere di offrire strumenti chiari e fondati su evidenze scientifiche. LucAS è un sistema che produce informazione e consapevolezza, garantendo la massima trasparenza istituzionale”. Bardi ha ribadito l’ambizione della Basilicata di posizionarsi come avamposto dell’innovazione nelle politiche pubbliche: “La nostra regione vuole essere un laboratorio avanzato, capace di creare modelli replicabili a livello nazionale ed europeo. Tutela dell’ambiente e della salute sono due dimensioni della stessa responsabilità pubblica: governarle insieme significa costruire un reale sviluppo sostenibile”.
L’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico oggi al convegno organizzato a Roma. “L’iniziativa nasce con l’obiettivo di analizzare il legame tra determinanti ambientali e stato di salute della popolazione. Uno studio multidisciplinare che punta a intervenire per correggere i fattori di rischio”.
“Oggi la Basilicata porta nel cuore delle istituzioni nazionali, qui al Senato, un modello di governance della salute che mette al centro l’evidenza scientifica e la tutela del territorio. Il Progetto LucAS è un impegno solenne verso i cittadini lucani: trasformare i dati in protezione, la sorveglianza in cura e la conoscenza in politiche pubbliche efficaci”.
Con queste parole l’assessore regionale alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico, è intervenuto oggi a Roma, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al convegno “Progetto LucAS – Ambiente e Salute: nuove evidenze per le politiche pubbliche”, iniziativa promossa dal Senatore Gianni Rosa.
Il Progetto LucAS (Lucania Ambiente e Salute) nasce con l’obiettivo di analizzare il legame tra determinanti ambientali e stato di salute della popolazione. Secondo Latronico, si tratta di uno studio multidisciplinare che punta a intervenire per correggere i fattori di rischio e potenziare il Servizio Sanitario Regionale nelle aree più sensibili.
Tra le attività principali illustrate dall’assessore emerge il lavoro sulla sorveglianza epidemiologica condotto con l’Università di Padova, che ha già permesso di ricostruire i profili di mortalità e ricoveri nel periodo 2015-2022. Questa mappatura consentirà di agire con precisione chirurgica laddove emergono criticità. Parallelamente, la sinergia con l’Istituto Superiore di Sanità sta portando a studi pionieristici sui biomarcatori per i tumori associati all’esposizione ambientale e sulla sindrome metabolica legata ai contaminanti industriali.
Un’attenzione particolare è stata rivolta alla medicina di genere, attraverso l’analisi di dati disaggregati per sesso per ridurre le diseguaglianze e offrire percorsi di cura personalizzati. L’approccio “One Health”, sviluppato con l’Università della Basilicata, conferma inoltre il legame indissolubile tra salute umana e ambiente attraverso lo studio della biodiversità e dei biomarcatori molecolari.
Un ruolo operativo centrale è ricoperto dall’IRCCS CROB di Rionero, che attraverso la sua Biobanca garantisce la conservazione dei campioni biologici per l’epidemiologia molecolare del futuro, e dall’AOR San Carlo che ha avviato le attività di sorveglianza sanitaria attiva portando la prevenzione direttamente nei comuni coinvolti.
“La scienza non può ignorare il vissuto delle persone,” ha concluso l’assessore, ricordando il lavoro del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II nel mappare la percezione del rischio e i bisogni delle famiglie. Integrando dati clinici e realtà sociale, la Basilicata punta a costruire una sanità equa e all’avanguardia, sostenuta dal coordinamento del dott. Michele Busciolano, della responsabile scientifica Rosanna Cifarelli e di tutti i partner istituzionali coinvolti.
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