Presentato questa mattina nella sala conferenze della Camera di Commercio della Basilicata in via Lucana a Matera il percorso ufficiale per il riconoscimento della “Pasta di Matera IGP”, un’iniziativa strategica volta a valorizzare e tutelare una delle eccellenze agroalimentari del territorio lucano.
Sono intervenuti l’assessore regionale all’agricoltura Carmine Cicala, l’assessore comunale Giuliano Paterino e il dottor Michele Blasi, il dottor Vincenzo Castoro e il dottor Pasquale Lorusso. In rappresentanza dell’Associazione promotrice.
L’iniziativa, promossa dagli operatori della filiera cerealicolo-pastaria con il supporto delle istituzioni locali e regionali, rappresenta un passaggio strategico per la valorizzazione di una delle produzioni più identitarie del territorio lucano.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli obiettivi del progetto, le fasi tecnico-amministrative che porteranno al riconoscimento europeo e le ricadute attese in termini di competitività, sviluppo economico e promozione territoriale.
Il riconoscimento IGP consentirà di rafforzare il legame tra prodotto e territorio, garantire standard qualitativi certificati e maggiore trasparenza per il consumatore, oltre a tutelare la produzione locale da fenomeni di imitazione e concorrenza sleale.
“La Pasta di Matera punta a diventare un nuovo simbolo del Made in Italy di qualità certificata” – ha dichiarato il Presidente Vincenzo Castoro – “Un progetto condiviso che coinvolge l’intera filiera e che mira a generare valore duraturo per il territorio”.
Il percorso di riconoscimento prevede, tra le principali fasi, la definizione del disciplinare di produzione, la raccolta delle evidenze storiche e tecniche, la presentazione della domanda alla Regione Basilicata, e il successivo iter di valutazione a livello nazionale ed europeo.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, operatori della filiera e partner tecnici, a conferma della forte condivisione territoriale dell’iniziativa.
“Pasta di Matera” verso l’IGP, assessore regionale Cicala: organizzare la filiera
“Non siamo di fronte a un semplice percorso tecnico, ma a una scelta precisa. Se ci fermiamo alla sola produzione, il rischio è che il grano viene ceduto senza che il territorio ne benefici pienamente”. Così l’assessore a margine della conferenza stampa di avvio dell’iter di riconoscimento.
“Costruire una filiera che tenga insieme produzione, trasformazione e mercato significa creare valore che resta sul territorio e si traduce in economia reale per tutta la Basilicata”.
Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche agricole, Carmine Cicala, a margine della conferenza stampa di avvio dell’iter per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) della “Pasta di Matera”.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Gruppo Produttori che riunisce agricoltori dell’Organizzazione di Produttori Granaio Appulo Lucano insieme a realtà della trasformazione come il pastificio Food Service, rappresenta un passaggio strutturato verso la valorizzazione della filiera del grano duro.
“Non siamo di fronte a un semplice percorso tecnico, ma a una scelta precisa: organizzare la filiera per evitare che il valore si disperda. Se ci fermiamo alla sola produzione, il rischio è quello che conosciamo: il grano viene ceduto senza che il territorio ne benefici pienamente”.
In questo senso, l’IGP diventa uno strumento per rafforzare qualità, tracciabilità e riconoscibilità del prodotto, consentendo di posizionarlo sui mercati con maggiore forza.
Matera, storicamente legata alla lavorazione del grano e alla produzione di pasta di eccellenza, può oggi trasformare questa eredità in una leva concreta di sviluppo, capace di generare nuove opportunità economiche, sostenere le imprese e contribuire al presidio delle aree rurali.
“Quando la filiera funziona, il valore non si disperde ma resta sul territorio, sostenendo redditività e stabilità delle imprese. Questo significa anche contrastare dinamiche come lo spopolamento e rafforzare il tessuto produttivo locale”.
Il percorso si inserisce inoltre in un quadro più ampio di strumenti a supporto del settore, tra cui la Commissione Unica Nazionale (CUN) sul grano duro, avviata dal Ministro Francesco Lollobrigida.
“La CUN interviene sul prezzo e contribuisce a garantire maggiore trasparenza. L’IGP interviene sul valore. È dall’integrazione di questi due elementi che possiamo costruire una filiera più forte, più equa e più competitiva”.
Accanto alla dimensione economica, la valorizzazione della Pasta di Matera può rafforzare anche l’attrattività del territorio, intercettando una domanda crescente di turismo legato alle produzioni di qualità e alle esperienze enogastronomiche.
“Il nostro impegno è accompagnare questi percorsi con strumenti concreti e con una visione chiara: non limitarsi a vendere materia prima, ma costruire valore lungo tutta la filiera. È in questa direzione che si gioca una parte importante del futuro dell’agricoltura lucana”.
La fotogallery del convegno (foto www.SassiLive.it)




