L’Unione Sanità Convenzionata (USC) è attivamente impegnata nella redazione di una proposta strutturata di integrazione e modifica al Piano Regionale per la Gestione delle Liste d’Attesa, approvato dalla Giunta regionale per l’annualità 2025.
Dopo un primo esame del provvedimento, USC ha riscontrato una serie di criticità operative e regolatorie che, in assenza di interventi correttivi, rischiano di vanificare gli obiettivi dichiarati del Piano, compromettendo la sua concreta applicabilità.
Il lavoro attualmente in corso da parte dell’USC riguarda in particolare 5 punti:
• la definizione dei tetti di spesa su base epidemiologica e assistenziale reale;
• la necessaria contrattualizzazione delle attività ex art. 8-quinquies;
• l’individuazione di risorse economiche aggiuntive per l’ampliamento degli orari di erogazione (serale e weekend);
• la semplificazione delle procedure attuative;
• e l’istituzione di tavoli permanenti per il monitoraggio del Piano, con la partecipazione formale delle strutture accreditate.
In parallelo, si registra un crescente coinvolgimento della cittadinanza, che non solo segue con attenzione gli sviluppi della vicenda, ma si sta rendendo protagonista di una mobilitazione civile per certi versi sorprendente.
In particolare, centinaia di cittadini hanno già aderito alla petizione online promossa a sostegno della continuità assistenziale e della sanità accreditata, chiedendo con forza che il Consiglio regionale e la Giunta garantiscano tempi certi e prestazioni accessibili, nel rispetto del principio costituzionale del diritto alla salute.
A tale iniziativa, si è ora aggiunta una richiesta esplicita da parte della popolazione di affiancare anche una raccolta firme in formato cartaceo, che consenta una partecipazione più ampia, diretta e capillare, soprattutto nelle aree interne della regione e tra le fasce più fragili della popolazione.
Proprio questo coinvolgimento diretto e crescente degli utenti del Servizio Sanitario Regionale rende ancor più urgente e inderogabile che il Consiglio Regionale della Basilicata affronti e risolva definitivamente l’assurda vertenza legata ai pretesi crediti vantati dall’ASP di Potenza nei confronti delle strutture accreditate.
La vicenda riguarda la richiesta di restituzione di somme relative a prestazioni sanitarie già regolarmente erogate, contrattualizzate e rendicontate, addirittura su richiesta diretta dell’Azienda, nell’ambito di contribuzione all’abbattimento delle liste. L’USC ritiene tale pretesa non solo giuridicamente infondata, ma gravemente lesiva dei principi di buona fede, legittimo affidamento e stabilità contrattuale. Si tratta di una questione che non può più essere lasciata nell’ambiguità o nella gestione unilaterale: va affrontata e chiusa, con atti chiari, pubblici e risolutivi.
L’USC accoglie con favore la mobilitazione in corso e ritiene che la partecipazione consapevole dei cittadini sia non solo legittima, ma essenziale per rafforzare il legame tra istituzioni, operatori e territorio, imprimendo un’accelerazione concreta al processo di riforma e di trasparenza del sistema sanitario.
Il documento tecnico con le proposte USC sarà trasmesso nei prossimi giorni alla Regione Basilicata, alle Aziende Sanitarie Locali e alla IV Commissione consiliare, accompagnato da una richiesta di incontro operativo per condividere contenuti, priorità e obiettivi.
Nel frattempo, l’Unione Sanità Convenzionata continuerà a lavorare in modo rigoroso e responsabile, assicurando una presenza tecnica qualificata al fianco delle istituzioni, ma anche un presidio attivo dei diritti degli operatori e dei pazienti.
Mar 31

