Anaao Assomed, Aaroi-Emac, Uil Fpl, Fp Cgil e Cse Sanità: “Ridurre le liste d’attesa è necessario, ma la sicurezza delle cure deve restare il presupposto di ogni scelta organizzativa”. Di seguito la nota integrale.
ANAAO ASSOMED, AAROI-EMAC, UIL FPL, FP CGIL e CSE SANITÀ richiamano l’attenzione dei cittadini e delle Istituzioni regionali sulla nuova organizzazione dell’assistenza anestesiologica presso l’AOR San Carlo di Potenza.
Fino al mese di agosto erano presenti quattro linee di guardia anestesiologica attiva, ciascuna con una funzione specifica: area materno-infantile, Rianimazione, emergenze intraospedaliere e urgenze ed emergenze chirurgiche.
Dal 1° settembre la linea di guardia attiva dedicata alle urgenze ed emergenze chirurgiche non risulta più ordinariamente presente nella turnistica, fatta eccezione per la fascia diurna del sabato, successivamente ripristinata.
Il punto non riguarda la professionalità o la disponibilità degli anestesisti a intervenire dove necessario. Un professionista può essere spostato da una funzione all’altra quando l’emergenza lo richiede, ma la funzione assistenziale che lascia continua a dover essere garantita.
«L’intercambiabilità dei professionisti non rende intercambiabili le funzioni assistenziali.»
È questo il problema che le Organizzazioni Sindacali stanno rappresentando da settimane: tutte le attività devono poter essere garantite contemporaneamente con un numero di professionisti effettivamente presenti adeguato ai compiti da svolgere.
L’obiettivo aziendale di incrementare l’attività chirurgica e ridurre le liste d’attesa è pienamente condiviso. La stessa riorganizzazione è stata motivata anche dall’esigenza di destinare maggiori risorse all’attività operatoria programmata.
Ma il paziente urgente e quello che attende il proprio intervento non possono essere messi in competizione per la stessa risorsa professionale.
Quando un’urgenza richiede di rendere disponibile un anestesista già impegnato in un’altra funzione o in una sala operatoria programmata, quell’attività deve necessariamente essere riorganizzata. Non si tratta di una preoccupazione astratta: già nel mese di agosto sono stati segnalati all’Azienda episodi nei quali l’insorgenza di un’urgenza, con l’anestesista impegnato nell’attività programmata, ha comportato ritardi nella presa in carico del paziente urgente e, in alcuni casi, il rinvio di interventi già programmati.
Le Organizzazioni Sindacali non si sono limitate a denunciare il problema. Hanno chiesto formalmente un confronto con la Direzione Strategica e avanzato possibili soluzioni, tra cui una programmazione delle sale operatorie coerente con le risorse effettivamente disponibili e il mantenimento di una risorsa anestesiologica in guardia attiva per le urgenze chirurgiche.
Il confronto richiesto non si è svolto prima dell’entrata in vigore del nuovo assetto e, allo stato attuale, la criticità segnalata non risulta superata.
Il San Carlo è sede di DEA di II livello e rappresenta un riferimento fondamentale della rete regionale dell’emergenza-urgenza. La questione, pertanto, non riguarda soltanto una categoria professionale, ma la capacità del principale ospedale lucano di garantire insieme attività programmata ed emergenza.
ANAAO ASSOMED, AAROI-EMAC, UIL FPL, FP CGIL e CSE SANITÀ chiedono quindi alla Direzione Strategica di ripristinare una risorsa anestesiologica in guardia attiva per le urgenze ed emergenze chirurgiche e di programmare l’attività operatoria sulla base delle risorse professionali realmente disponibili.
Alla Regione Basilicata chiedono di verificare con urgenza gli effetti concreti del nuovo modello organizzativo e di promuovere i necessari correttivi nell’interesse dei cittadini e degli operatori.
«Non chiediamo che il San Carlo faccia meno. Chiediamo che possa fare di più e meglio, senza indebolire la risposta alle emergenze. Il cittadino che arriva in condizioni critiche e quello che attende il proprio intervento hanno entrambi diritto a essere curati tempestivamente e in sicurezza.»
La riduzione delle liste d’attesa è un obiettivo. La sicurezza delle cure è il presupposto per raggiungerlo.

