Manovra di bilancio 2026, Gerardo de Grazia, segretario regionale Confsal Basilicata: “Tra indiscrezioni e attese, serve chiarezza, responsabilità e una visione sul futuro”. Di seguito la nota integrale.
Nelle ultime settimane, l’opinione pubblica è stata investita da numerose indiscrezioni sulla prossima manovra economica: dalle ipotesi di intervento sulle pensioni al possibile taglio dell’IRPEF, fino a nuove misure su lavoro e welfare. Tuttavia, è fondamentale ricordare che, ad oggi, si tratta soltanto di proposte e anticipazioni, prive di un quadro ufficiale e definitivo. L’iter della Legge di Bilancio 2026 non è ancora formalmente iniziato, anche se il percorso si sta delineando. La Commissione Bilancio del Senato ha recentemente approvato la risoluzione sul nuovo Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP), che va a sostituire la tradizionale NaDEF (nota di aggiornamento del DEF) e che dovrà essere trasmesso al Parlamento entro il 2 ottobre.A seguire, il Governo sarà chiamato a redigere il Documento Programmatico di Bilancio (DPB), contenente le principali misure della manovra economica. Questo documento dovrà essere inviato alla Commissione Europea e all’Eurogruppo entro il 20 ottobre. Solo dopo questi due passaggi preliminari si entrerà nel vivo dell’iter parlamentare della Legge di Bilancio vera e propria, che, secondo il calendario istituzionale, dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre, per consentire l’entrata in vigore delle nuove misure a partire dal 1° gennaio 2026. È fondamentale che al centro dell’agenda politica nazionale e regionale ci siano i giovani e il contrasto allo spopolamento. Lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione rappresentano una delle più gravi minacce per il futuro dei territori, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno come la Basilicata. Se non si interviene con politiche mirate e tempestive, il rischio concreto è una progressiva riduzione e un peggioramento costante dei servizi pubblici essenziali: sanità, trasporti, istruzione, assistenza sociale. Una popolazione sempre più anziana e ridotta nei numeri rende insostenibile la tenuta del sistema dei servizi. Senza cittadini, non c’è sviluppo, non c’è economia, non c’è futuro. Per questo è fondamentale intervenire subito, con misure strutturali che incentivino la permanenza e il rientro dei giovani, sostengano la natalità, e valorizzino le aree interne e rurali troppo allungo abbandonate. Come Confsal Basilicata, ribadiamo la necessità di una manovra economica che metta al centro il lavoro, i redditi dei cittadini, il rilancio del Mezzogiorno e la giustizia sociale. In un momento così delicato, occorre evitare fughe in avanti o promesse non sostenute da coperture reali. Auspichiamo che, nei prossimi mesi, il confronto con le parti sociali non sia soltanto formale, ma sostanziale. Il Paese ha bisogno di una visione chiara, di scelte coraggiose e di investimenti concreti per garantire equità, sviluppo e dignità a lavoratori, pensionati e giovani.

