Il Movimento Civico: “La marcia per la cultura e il lavoro”, a cui aderiscono rappresentanze del mondo sindacale, imprenditoriale, professionale, associativo, comitati, personalità della cultura e liberi cittadini della Città di Matera che, a partire dal 2017, si è sempre adoperato per l’attivazione del processo di valorizzazione “stabile” della cultura della città e del territorio lucano, condivide e sostiene le proteste degli operatori dello spettacolo nei confronti della Regione Basilicata. Tanto perché, gli stessi, improvvisamente e drammaticamente si sono ritrovati in situazione di grave difficoltà economica e in una condizione di precarietà per effetto della riduzione dei fondi approvata a posteriori rispetto alla programmazione e alla realizzazione delle attività culturali.
In particolare, la Regione Basilicata, con la recente pubblicazione dell’Avviso Pubblico per lo spettacolo dal vivo, relativo alle annualità 2024–2025, ha sbloccato i fondi risultati del tutto insufficienti per coprire le spese sopportate per la realizzazione delle attività culturali.
L’intero comparto culturale lucano, all’improvviso, si ritrova in una situazione insostenibile compresso tra il grave e ingiustificato ritardo della pubblicazione del suddetto Avviso Pubblico ed il preoccupante livello delle risorse effettivamente assegnate, del tutto insufficienti rispetto al fabbisogno reale del settore.
La grave condizione venutasi a creare, a causa della superficialità politica dimostrata nei confronti del settore culturale, ha già prodotto effetti negativi sulla tenuta delle associazioni culturali, le quali, in parte saranno costrette a tamponare i disavanzi attraverso il forte ridimensionamento della programmazione futura delle attività, altre rischiano addirittura la soppressione.
Il presidio culturale, strategico all’interno di una Regione, quella lucana, che presenta forti criticità socio-economiche e lavorative, a partire dallo spopolamento e dall’emigrazione dei giovani, viene ridimensionato rispetto ai bisogni di un territorio afflitto da percentuali elevate di “povertà educativa”.
Un danno incalcolabile sul piano regionale che, per la città di Matera, Capitale del Mediterraneo della cultura e del dialogo 2026, assume risvolti drammatici considerando che, del ricco patrimonio culturale del programma del 2019, avrebbe dovuto condividerne l’eredità fatta di inclusività, integrazione sociale e collaborazione artistica.
Il programma “Terre Immerse”, proposto per il 2026, fondato sulla valorizzazione delle profonde connessioni culturali e storiche del Mediterraneo e sull’inclusione delle aree interne, si priva automaticamente del tessuto connettivo delle strutture associative culturali storiche.
Potrebbero essere messe a repentaglio anche le aspirazioni per Matera di riunire comunità diverse del Sud Italia e oltre, per promuovere dialogo, condivisione di conoscenze e l’innovazione creativa nell’intera area euro-mediterranea .
L’obiettivo di Matera Città d’Arte e Culturale Matera, ancora una volta, rischia di non essere raggiunto perché:
verrebbe meno la continuità alla sua storia di testimonianze e di resilienza straordinaria evidenziata nel recupero dei suoi storici Sassi, trasformati attraverso sforzi visionari e collaborativi, esempio di rigenerazione urbana, culminato con il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1993;
le associazioni culturali territoriali si ritroverebbero ai margini della programmazione della Fondazione degli eventi 2026 (festival artistici, proiezioni cinematografiche e performance dal vivo ispirate alla ricca eredità culturale della città) che coinvolgeranno artisti e intellettuali del Mediterraneo (residenze tematiche e progetti artistici transfrontalieri) per la creazione di narrazioni culturali condivise che rafforzino la comprensione e la connessione tra le diverse sponde del Mediterraneo; impossibilitate a organizzare la propria programmazione delle attività culturali a causa della consistente riduzione dei finanziamenti regionali.
Pertanto, il Movimento civico: La Marcia della Cultura e il lavoro chiede al Sindaco di Matera e al Presidente della Provincia di Matera di intervenire sul Presidente Bardi, ad interim con delega alla Cultura, per il reperimento e lo sblocco delle risorse promesse, a partire dai fondi CIPESS, per garantire la copertura adeguata dei piani 2024–2025 e si rende disponibile per un confronto urgente che affronti organicamente e in modo strutturale le criticità emerse, nonché la programmazione culturale seria e tempestiva, che non scarichi sui lavoratori e sulle organizzazioni culturali le conseguenze dei ritardi e delle scelte amministrative incoerenti da parte della Regione Basilicata.

