Nuove lettere di licenziamento, questa volta a carico dei lavoratori e delle lavoratrici della International Trading e Service. Di seguito la nota inviata dalle Segreterie Comparto Logistica di Fast Fismic, Fismic Cofsal e UilTrasporti.
Continuano ad arrivare notizie drammatiche dal settore Automotive soprattutto dall’indotto del comparto logistica della zona industriale di Melfi, il quale si sta frantumando pezzo dopo pezzo.
Nelle ultime ore stanno pervenendo ulteriori lettere di licenziamento a carico questa volta, dei lavoratori della ITS (International Trading e Service), una delle prime aziende del territorio a essere travolta dall’ondata delle internalizzazioni delle attività di logistica e movimentazione.
La IT&S srl, azienda da tempo al centro di una difficile vertenza e che sta usufruendo della cassa integrazione per cessazione dell’attività (siglata a gennaio 2025 e con scadenza prevista a dicembre 2026), rappresenta un ulteriore conferma di un sistema che sta crollando. Ciò a cui assistiamo quotidianamente è la progressiva frantumazione, pezzo dopo pezzo, dell’intero comparto della logistica legato allo stabilimento lucano, sommerso da una crisi strutturale dell’automotive che non accenna a placarsi.
Dietro questi numeri e queste lettere ci sono persone, padri e madri di famiglia. Oggi, far quadrare i conti con il solo sostegno della cassa integrazione è già un’impresa titanica: con l’impennata del caro carburante, l’aumento del costo della vita e le bollette alle stelle, le famiglie stanno letteralmente tirando la cinghia per garantire il minimo indispensabile ai propri figli. Togliere anche questo paracadute significa sprofondare nella disperazione, cancellando ogni residuo di serenità economica e dignità. Non si tratta solo di una vertenza industriale, ma di una vera e propria emergenza sociale ed umana che sta devastando la carne viva del nostro territorio.
Un quadro reso ancora più critico dalle rigidità del processo di transizione ecologica imposto a livello europeo: pur prendendo atto dei primi segnali di ripensamento e dei timidi cambi di passo che iniziano a registrarsi a Bruxelles da parte della Commissione e del Parlamento Europeo sul Green Deal, l’impatto sui territori come il nostro rimane devastante e richiede risposte immediate.
Alla luce del riconoscimento della zona industriale di Melfi quale Area di Crisi Industriale Complessa, le segreterie territoriali di FAST Confsal, Fismic Confsal e UILTRASPORTI nell’incontro previsto in confindustria previsto per lunedì 5 ottobre ore 14:30 chiederemo con forza un cambio di rotta urgente:
Pieno utilizzo degli ammortizzatori sociali: La direzione aziendale di ITS attivi e sfrutti tutti gli strumenti messi a disposizione dalla normativa sulle Aree di Crisi Complessa, a partire dalle proroghe e dalle tutele conservative che vedono, tra l’altro, un contributo addizionale pari allo zero a carico delle imprese. Non si possono scaricare i costi sulla pelle dei lavoratori prima di aver esaurito ogni strumento disponibile.
Politiche attive e formazione qualificata: È indispensabile un vero investimento sulle politiche attive del lavoro. I banchi formativi e i percorsi di riqualificazione non devono essere scatole vuote o meri palliativi assistenziali, ma devono trasformarsi in un ponte solido e in un passaggio sicuro diretto verso le nuove realtà produttive.
La formazione deve essere modellata sulle reali esigenze dei nuovi insediamenti per garantire un immediato riassorbimento dei lavoratori.
Diritto di prelazione nel bando regionale: Si richiama la Regione Basilicata agli impegni presi in merito al bando annunciato per la transizione industriale, necessario ad attrarre nuovi investimenti nell’area di Melfi.
È indispensabile che all’interno del bando sia inserita una clausola vincolante di prelazione sulle assunzioni per i lavoratori in uscita o a forte rischio di espulsione dal circuito lavorativo, assicurando la priorità d’ingresso a chi ha maturato competenze sul campo ed è stato ingiustamente sacrificato, a partire dalle maestranze della ITS.
Le scriventi organizzazioni sindacali non intenderanno cedere di un millimetro sulla difesa dei posti di lavoro e della dignità delle famiglie.
Chiederemo la convocazione urgente anche di un tavolo istituzionale per a livello Regionale per fermare le procedure di licenziamento e mettere in atto una vera strategia di salvaguardia occupazionale per Melfi e per tutto l’indotto logistico.

