Interporto di Ferrandina, Ugl Matera: “Dalle infrastrutture al lavoro: ora la Basilicata trasformi le opportunità in occupazione”. Di seguito la nota inviata da Pino Giordano, segretario provinciale Ugl Matera.
“Ho accolto con grande piacere l’invito di Confindustria Basilicata a partecipare al convegno Sulle rotte dello sviluppo. Infrastrutture, Trasporti e Logistica per una Basilicata più competitiva, perché oggi discutere di infrastrutture significa discutere di sviluppo, competitività, lavoro e futuro della nostra terra”.
È quanto dichiara Pino Giordano, Segretario Provinciale UGL Matera, intervenuto all’iniziativa che ha riunito istituzioni, mondo imprenditoriale e operatori nazionali per affrontare il tema delle infrastrutture e della logistica regionale, culminata nella firma del Protocollo d’intesa per l’Interporto di Ferrandina.
“La firma del protocollo – sottolinea Giordano – rappresenta un passaggio di grande rilievo perché mette finalmente a sistema infrastrutture, imprese e territorio. L’Interporto di Ferrandina, collegato al Porto di Taranto e inserito in una più ampia strategia logistica, può diventare un vero motore di sviluppo per la Valbasento, per il Materano e per l’intera Basilicata. Ma per noi, come sindacato, c’è una condizione imprescindibile: lo sviluppo deve tradursi in lavoro. La Basilicata – prosegue il segretario UGL – non può più permettersi di considerare le infrastrutture come opere separate dalle politiche industriali. Una strada, una ferrovia, un interporto o una piattaforma logistica acquistano pienamente il loro significato quando sono capaci di attrarre investimenti, rafforzare il tessuto produttivo, favorire nuovi insediamenti e creare occupazione stabile e qualificata. È questa la direzione nella quale dobbiamo muoverci”.
Un richiamo che assume ancora maggiore forza alla luce della difficile situazione occupazionale che sta attraversando il territorio materano.
“Mentre guardiamo al futuro – evidenzia Giordano – non possiamo dimenticare il presente. La crisi della CallMat di Matera, che coinvolge circa 350 lavoratrici e lavoratori, rappresenta una vicenda che non può lasciare indifferenti. Dietro ogni posto di lavoro ci sono persone, famiglie, progetti di vita e dignità. Per questo è necessario difendere l’occupazione esistente con ogni strumento possibile, ma contemporaneamente creare le condizioni affinché il territorio sia capace di generare nuova occupazione. Non sarebbe sufficiente costruire infrastrutture se poi i nostri giovani fossero costretti a partire per trovare un lavoro. La vera competitività di un territorio si misura anche dalla sua capacità di offrire alle nuove generazioni la possibilità di restare, lavorare e costruire qui il proprio futuro”.
Giordano rivolge quindi un particolare apprezzamento a Confindustria Basilicata e al presidente Francesco D’Alema per l’iniziativa promossa.
“Il presidente D’Alema e Confindustria Basilicata hanno avuto il merito di riportare al centro del confronto una visione organica dello sviluppo. Il dialogo tra mondo delle imprese, sindacato e istituzioni è fondamentale, perché nessun soggetto, da solo, può affrontare le sfide che abbiamo davanti. Servono una responsabilità condivisa e una visione di territorio che sappia guardare oltre l’emergenza. Il protocollo per l’Interporto di Ferrandina – aggiunge Giordano – non deve essere considerato un punto di arrivo, ma l’avvio di una nuova stagione. Ora occorrono tempi certi, programmazione, investimenti e capacità di attrarre operatori economici. Bisogna fare in modo che la Valbasento torni a essere un’area nella quale investire, produrre e creare lavoro”.
Per l’UGL Matera, dunque, infrastrutture e occupazione devono procedere insieme.
“Come UGL – conclude Giordano – siamo pronti a fare la nostra parte con spirito costruttivo, responsabilità e determinazione. Ma chiediamo che alle parole seguano fatti concreti: cantieri, investimenti, insediamenti produttivi, formazione e lavoro. La Basilicata ha una posizione strategica, competenze, professionalità e importanti potenzialità industriali. Non possiamo permetterci di sprecarle. Ferrandina, la Valbasento e il Materano possono rappresentare un nodo strategico per lo sviluppo del Mezzogiorno. Ma il vero successo di questa sfida non sarà misurato soltanto dai chilometri di ferrovia realizzati o dalle merci movimentate: sarà misurato dai posti di lavoro creati, dalle aziende che investiranno, dai giovani che sceglieranno di restare e dalle famiglie che potranno guardare al futuro con maggiore sicurezza. Questa deve essere la nostra rotta: infrastrutture al servizio dello sviluppo, sviluppo al servizio del lavoro e lavoro al servizio della dignità delle persone”.

