Arnaldo Lomuti, deputato lucano del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Governo, per chiedere spiegazioni e interventi urgenti in seguito ai devastanti incendi che nei giorni 9 e 10 luglio hanno colpito la pineta di Metaponto Lido, provocando gravi danni ambientali e pesanti ricadute sul comparto turistico.
Gli incendi – presumibilmente di natura dolosa – hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione, di pineta e macchia mediterranea in un’area di elevato valore naturalistico e parte della Riserva Naturale Statale di Metaponto, tutelata come sito SIC/ZPS della rete Natura 2000, obbligando all’evacuazione oltre 2.000 persone tra campeggiatori e turisti. Le fiamme hanno coinvolto abitazioni, strutture balneari e attività ricettive, mettendo in ginocchio l’intera area.
Le fiamme, alimentate dal forte vento, hanno ridotto in cenere alberi secolari e sottobosco, lasciando uno scenario desolante che richiede un impegno concreto per la ricostituzione dell’ecosistema e la riqualificazione del paesaggio costiero.
Sicuramente vanno ripensate le cosiddette aree tagliafuoco che interrompono la pineta ma sono irregolari e insufficienti nella loro ampiezza a contenere gli incendi.
“Ho chiesto al Governo – dichiara Lomuti – se siano stati avviati accertamenti sulle responsabilità nella gestione e prevenzione di questa tragedia e se sia previsto un piano urgente di recupero forestale e bonifica. È necessario valutare anche il danno paesaggistico e culturale per ripristinare il litorale e sostenere le attività locali.”
Il deputato 5 Stelle, insieme alle consigliere regionali Araneo e Verri, ha incontrato gli operatori balneari della zona per raccogliere segnalazioni e criticità. “Abbiamo ascoltato direttamente le voci di chi sta vivendo un dramma economico e sociale: non c’è più tempo per rimandare azioni di prevenzione e investimenti in sicurezza ambientale” – ha aggiunto.
Lomuti ha inoltre chiesto di intervenire per il ritorno della gestione della riserva naturale di Metaponto al Reparto biodiversità di Potenza, “per garantire una presenza stabile e radicata sul territorio lucano, oggi inspiegabilmente affidata a un reparto distante come quello di Martina Franca”.

