Erano partiti dalla Basilicata come tanti giovani in cerca di un’opportunità di lavoro. Poi hanno scelto di tornare e di investire, trasformando nel 2017 il casolare dei nonni in uno dei primi bed and breakfast di Sasso di Castalda, in provincia di Potenza nel cuore del centro storico. Da quel primo progetto di ospitalità è nato un percorso che, negli anni, si è ampliato fino a comprendere la prima casa sull’albero della Basilicata e nuove strutture glamping accessibili. È la storia di Giovanni Distefano, 39 anni, originario di Sasso di Castalda, ed Erica Scelzo, trentunenne di Brienza, coppia che ha deciso di costruire il proprio futuro nel piccolo borgo di Sasso di Castalda, dove cresce la figlia Sole, nata nel 2024.
Giovanni Di Stefano ha dichiarato: “Come tanti ragazzi ero andato a Roma per lavoro. Nel 2017 sono tornato a Sasso di Castalda con l’idea di fermarmi un mese, il tempo di avviare una piccola struttura ricettiva ricavata nel casolare dei miei nonni. Poi sarei ripartito. Invece quel mese non è mai finito. Tornato a casa, mi sono reso conto che qui poteva esserci il mio futuro”.
A rafforzare quella convinzione ha contribuito anche l’apertura del Ponte alla Luna, il percorso sospeso lungo circa 300 metri che richiama nel borgo un numero crescente di visitatori.
“Abbiamo capito che quel flusso turistico poteva rappresentare un’opportunità non solo per noi, ma per tutto il territorio”.
Da quell’intuizione nasce, nel 2021, una nuova scommessa condivisa con la compagna Erica, tornata a casa dopo gli studi a Salerno: realizzare la prima casa sull’albero della Basilicata.
“Abbiamo avviato la struttura nel pieno della pandemia, con tante incognite – ricorda Scelzo -. Molti ci dicevano di aspettare, ma abbiamo deciso di investire perché credevamo nel progetto e nell’ospitalità di questo luogo”. Nel 2024 la nascita della figlia Sole rende ancora più forte il legame con quella scelta. “Restare in Basilicata è stata prima di tutto una scelta di vita – sottolinea Erica -. Volevamo che nostra figlia crescesse qui, circondata dalla natura, dalla famiglia e dai valori con cui siamo cresciuti noi”.
Negli anni il progetto continua ad ampliarsi con nuove strutture glamping, aperte tutto l’anno e progettate anche per accogliere persone con disabilità. “Chi arriva qui deve conoscere la nostra storia – osservano -, quella della nostra famiglia e delle tradizioni contadine lucane. Raccontiamo gli orti dei nonni, i raccolti, il legame con questa terra, perché il turismo, per noi, significa condividere un’identità e lasciare agli ospiti il ricordo di una Basilicata autentica”.
Anche la realizzazione delle nuove strutture segue la stessa filosofia. Sono state costruite coinvolgendo esclusivamente professionisti e maestranze lucane. “Se crediamo davvero che questa terra abbia un futuro – dicono -, dobbiamo creare opportunità anche per chi decide di restare. È il modo più concreto per dare valore alla nostra comunità”. Accanto alla coppia lavorano anche i genitori di Giovanni: il padre è il “custode” della casa sull’albero, la madre si occupa dell’accoglienza. I terreni su cui sorgono le strutture sono gli stessi coltivati dai nonni. Oggi lì cresce la piccola Sole, simbolo della scelta di tornare e costruire il futuro nella propria terra.

