La Società Cooperativa Sociale “Raggio di Sole” respinge con fermezza e profonda indignazione la rappresentazione fornita nell’articolo riguardante la gestione degli asili comunali di Melfi inviato dalla Filcams Confsal Basilicata a firma del segretario Donato Rosa. Di seguito la nota integrale.
La realtà è molto più semplice di quella descritta: gli stipendi vengono corrisposti ogni mese. La questione sollevata riguarda esclusivamente la data di pagamento, che avviene il giorno 27 anziché il giorno 20.
Sette giorni. Questo è il fatto.
Non vi sono mensilità non corrisposte, lavoratori abbandonati senza retribuzione o servizi lasciati allo sbando. Esiste una questione relativa alla regolamentazione del calendario retributivo, sulla quale la Cooperativa è disponibile a confrontarsi. Trasformare questa circostanza in una presunta emergenza salariale e utilizzarla per mettere pubblicamente “nel mirino” la Cooperativa significa deformare i fatti e arrecare un danno ingiustificato alla sua immagine.
La stessa convocazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, protocollata il 2 settembre 2026, indica testualmente quale oggetto la “regolamentazione negoziale relativa alla disciplina del calendario retributivo e dell’istituto della banca ore”. Non si tratta, dunque, di un verbale di accertamento, di una contestazione definitiva o di un provvedimento che abbia certificato violazioni da parte della Cooperativa. Si tratta semplicemente della convocazione di un tavolo negoziale.
Utilizzare quella convocazione come se costituisse già la prova di gravi responsabilità aziendali è scorretto e inaccettabile.
La Cooperativa precisa inoltre di aver reperito la comunicazione soltanto in data odierna, a seguito di una verifica interna. La mancata presa in carico è dipesa da un errore materiale nella classificazione e conservazione della corrispondenza digitale. Non cerchiamo alibi e non abbiamo difficoltà ad ammettere quanto accaduto. Quell’errore, tuttavia, non può essere strumentalizzato per far credere che Raggio di Sole abbia deliberatamente disertato il confronto o tentato di sottrarsi alle proprie responsabilità.
La Cooperativa è stata convocata innumerevoli volte presso il medesimo Ispettorato e si è sempre presentata, mettendo a disposizione documenti, dati e chiarimenti. Presso lo stesso Ufficio risultano tuttora aperti e non definiti più di tre distinti procedimenti riguardanti la Cooperativa. Proprio per questo riteniamo che sia ormai necessario passare dalla continua convocazione di tavoli alla concreta verifica della documentazione prodotta e alla conclusione dei relativi procedimenti.
L’Ispettorato è la sede nella quale i fatti devono essere verificati attraverso gli atti, non il palcoscenico permanente sul quale riproporre ciclicamente le medesime accuse sindacali.
La Filcom Confsal ha certamente il diritto di sollevare la questione dei sette giorni intercorrenti tra il 20 e il 27 del mese. Non ha, però, il diritto di trasformare una questione di calendario retributivo in una campagna pubblica di delegittimazione, né di approfittare di una mancata partecipazione dovuta a un errore materiale per rappresentare la Cooperativa come un soggetto irresponsabile o disinteressato alle condizioni dei propri lavoratori.
La tutela sindacale è una cosa seria. Non può ridursi alla continua ricerca di titoli di giornale, alla ripetizione di convocazioni o alla costruzione di casi mediatici sproporzionati rispetto alla reale consistenza dei fatti.
L’articolo pubblicato non si limita a riferire l’esistenza di una vertenza, ma accosta il nome della Cooperativa, dei suoi amministratori e dei servizi educativi gestiti a una rappresentazione gravemente negativa, lasciando intendere l’esistenza di inadempienze ben più gravi di quelle effettivamente oggetto del confronto. Si tratta di una rappresentazione che consideriamo gravemente offensiva, lesiva della reputazione aziendale e potenzialmente diffamatoria.
L’offesa non colpisce soltanto la Cooperativa e i suoi rappresentanti. Colpisce tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che, ogni giorno, garantiscono con professionalità e dedizione il funzionamento degli asili comunali di Melfi. Colpisce il rapporto di fiducia costruito con le famiglie e getta un’ombra ingiustificata su servizi che continuano a essere regolarmente assicurati.
Raggio di Sole non accetta processi a mezzo stampa e non accetta che una differenza di sette giorni nella data di corresponsione degli stipendi venga utilizzata per descrivere una realtà che non esiste.
Provvederemo immediatamente a richiedere una nuova convocazione e ci presenteremo con tutta la documentazione necessaria. In quella sede parleranno gli atti. Nel frattempo chiediamo che venga ristabilita pubblicamente la verità dei fatti e ci riserviamo ogni iniziativa a tutela dell’immagine, dell’onorabilità e della reputazione della Cooperativa.
Noi rispondiamo con i fatti. Chi accusa pubblicamente abbia almeno la responsabilità di rappresentarli per ciò che sono.

