Fp Cgil: “Emergenza carceraria in Basilicata. Due istituti su tre risultano in sovraffollamento. A Potenza la situazione più critica”. Di seguito la nota integrale.
Il sistema carcerario italiano continua a vivere una delle sue fasi più critiche degli ultimi anni. Stanze detentive sovraffollate, personale insufficiente e condizioni sempre più difficili accomunano gran parte degli istituti penitenziari del Paese, Basilicata compresa. I numeri dell’ultimo rapporto Antigone, pubblicato recentemente, parlano chiaro: nelle carceri italiane sono detenute 64.436, a fronte di una capienza di 51.265 posti, un tasso di sovraffollamento pari al 125,7%. “Un problema nazionale che si riflette perfettamente nelle carceri lucane, dove due istituti su tre risultano in sovraffollamento – precisa la Fp Cgil –
A Potenza la situazione più critica, dove la casa circondariale del capoluogo ospita 180 detenuti a fronte di 105 posti regolamentati, facendo raggiungere il dato sul sovraffollamento al 171,4%, praticamente quasi il doppio delle persone rispetto alla capienza prevista. Sul fronte personale, invece, sui 124 agenti penitenziari previsti ce ne sono solo 111, con un’età media intorno ai cinquantacinque anni e con alle spalle molti anni di servizio.
A Matera il quadro è simile. L’istituto ospita 185 detenuti a fronte di 135 posti disponibili. Di questi, però, 15 risultano inutilizzabili, facendo salire il tasso di affollamento al 137%.
Il personale è anche qui inferiore rispetto al previsto, con 120 agenti a fronte di 146 necessari.
Diversa, invece, la situazione all’interno del carcere di Melfi, che fa parte dei 22 istituti italiani non in sovraffollamento. Di 100 posti disponibili, solo 89 sono occupati, ma sul fronte del personale permangono criticità analoghe: 125 agenti in servizio su una dotazione organica di 151 unità.
Il sovraffollamento incide soprattutto sulle condizioni di vita dei detenuti, e sulla loro salute sia fisica che mentale.
Secondo il citato rapporto Antigone, che analizza i dati sulla situazione italiana all’interno delle carceri, nel 2025 i suicidi nelle carceri italiane sono stati 76, pari a circa il 30% delle morti avvenute in carcere, confermando una tendenza che negli ultimi anni continua a destare allarme”.
Per la Fp Cgil “la realtà delle carceri lucane diventa così lo specchio di una crisi nazionale che, tra sovraffollamento, carenza di personale e crescente disagio sociale, continua a mettere sotto pressione l’intero sistema penitenziario italiano, da anni al centro del dibattito politico e pubblico e delle denunce delle associazioni che si occupano dei diritti dei detenuti.
È necessario intervenire con urgenza attraverso il rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria e di tutte le professionalità presenti negli istituti, il potenziamento delle misure alternative alla detenzione per ridurre il sovraffollamento e maggiori investimenti nella sanità penitenziaria, nel supporto psicologico e nei servizi dedicati ai minori. Fondamentali anche la formazione specifica del personale e l’introduzione di nuove tecnologie per garantire sicurezza, assistenza e tutela della dignità delle persone detenute e degli operatori del settore.
Un dato, però, in cui la Basilicata si distingue riguarda il reinserimento lavorativo dei detenuti. A livello nazionale, infatti, solo il 13% dei detenuti risulta frequentare percorsi di formazione professionale e appena l’11% riesce a conseguire un titolo professionale. In Basilicata, invece, il 22% dei detenuti frequenta i percorsi di formazione attivati dall’ARLAB, l’agenzia di formazione e lavoro della Basilicata, nell’ambito del progetto “Vale la pena lavorare” e tutti conseguono qualifica, con un tasso di efficacia del 100%. È quanto emerso nell’incontro che si è svolto nella casa circondariale di Potenza con il nuovo provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Puglia e Basilicata, Pierpaolo D’Andria, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’agenzia regionale lucana che, oltre ai corsi di formazione a qualifica, consente, per le altre forme di detenzione, tirocini formativi. Nel proficuo incontro, come Fp Cgil, abbiamo portato all’attenzione del Provveditore tutte le tematiche riguardanti gli istituti carcerari lucani, dal sovraffollamento alla carenza di agenti penitenziari, soprattutto in vista dei prossimi numerosi pensionamenti, alla necessità di ridistribuire i carichi di lavoro per evitare che gli agenti di polizia penitenziaria siano sottoposti a turni inaccettabili che non consentono il recupero psicofisico dei lavoratori”.

