Fisioterapisti al Crob, Fials Potenza chiede intervento Regione Basilicata. Di seguito la nota integrale.
Tre graduatorie formate, un accordo regionale firmato, una norma di legge chiara. Giuseppe Costanzo, segretario provinciale FIALS di Potenza, ha messo nero su bianco quello che nessuno voleva ammettere: manca solo la volontà di agire. E nel frattempo, i pazienti oncologici aspettano.
Ci sono storie in cui tutto è già stato fatto. Le norme esistono. Gli accordi sono firmati. Le graduatorie sono pronte. Eppure nulla si muove. Questa è una di quelle storie — e riguarda le persone malate del CROB di Rionero in Vulture.
Il centro oncologico di riferimento del Mezzogiorno stenta ad assumere due fisioterapisti — previsti nel proprio piano triennale come fabbisogno strutturale, dunque permanente, dunque urgente. Peggio: aveva già avviato una procedura di assunzione a tempo determinato. Nuovo precariato, mentre tre graduatorie per il tempo indeterminato attendono inutilizzate. Una contraddizione che Giuseppe Costanzo, segretario provinciale FIALS di Potenza, ha deciso di portare fino in fondo.
Tre graduatorie. Nessuna scusa. Il concorso unico regionale per fisioterapisti cat. D è stato bandito dall’ASP di Potenza come azienda capofila, dando vita a tre graduatorie distinte: una per l’ASP, una per l’AOR San Carlo, una per l’ASM di Matera. Candidati qualificati, selezionati, pronti a essere chiamati. Il CROB era assente tra le aziende aderenti, eppure è possibile attingere alle graduatorie anche senza avervi aderito: l’accordo regionale vigente lo consente espressamente a tutte le aziende del SSR, in applicazione del d.lgs. n. 165/2001. La norma è scritta. Va applicata.
L’ASP di Potenza sta assumendo dalla propria lista — comprensibile, nessuno glielo contesta. I numeri della graduatoria del San Carlo, però, parlano da soli: 29 candidati con prima preferenza per quella azienda, a fronte di 18 assunzioni previste nel triennio 2026-2028. Una parte sarà coperta da stabilizzazioni e mobilità già programmate. Il residuo è concreto, immediato, più che sufficiente per i due posti del CROB. Inutile aprire un nuovo concorso. Inutile attendere. Serve applicare ciò che esiste.
Le giustificazioni cedono. Il CROB invoca la mancata adesione al concorso. Il San Carlo e l’ASM dispongono ciascuno di una propria graduatoria: la rendono disponibile al CROB? Ad oggi il riscontro è assente. E il silenzio, in mancanza di un intervento della Regione, vale quanto un diniego. Sono posizioni che contraddicono sia la norma sia la logica stessa dei concorsi unici — strumento nato proprio per impedire che il fabbisogno aziendale restasse insoddisfatto per ragioni puramente procedurali. Accettarle significherebbe legittimare l’aggiramento sistematico di uno strumento regionale. Aprire un nuovo concorso per profili già selezionati avrebbe poi un nome preciso davanti alla Corte dei Conti: danno erariale.
Il conto lo paga chi ha meno voce. Pagano i fisioterapisti in attesa di una chiamata rimasta in sospeso. Pagano i lavoratori a cui si rischia di offrire il tempo determinato per coprire un fabbisogno strutturale — scaricando su di loro il costo di un’inefficienza a loro estranea. E pagano, soprattutto, le persone malate del CROB. È una violazione del diritto alla salute. Concreta. Misurabile. Inaccettabile.
Due richieste. Legittime. Costanzo chiede cose precise: che la Regione inviti formalmente l’AOR San Carlo a rendere disponibile la graduatoria per il CROB, e che le assunzioni avvengano a tempo indeterminato, in coerenza con la natura strutturale dei posti. Due richieste. Documentate. Fondate su norme vigenti. Difficile sostenere il contrario.
L’Assessore alla Salute è stato informato. Il Direttore Generale del Dipartimento Politiche della Persona è stato informato. Il CROB ha risposto con il prot. n. 3785/2026 del 18 maggio, senza sciogliere il nodo. Il silenzio che segue trascende il vuoto tecnico: è una scelta politica. E le scelte politiche, prima o poi, chiedono di essere giustificate.
La FIALS ha fatto la sua parte. La Regione Basilicata ha tre graduatorie, un accordo firmato e una norma chiara. Le manca solo una cosa: agire.

