– «In una fase di profonda incertezza dei mercati energetici globali, la Basilicata riveste un ruolo cruciale per la sicurezza nazionale. Di qui la necessità di snellire le procedure amministrative per Val d’Agri e Tempa Rossa poiché i ritardi autorizzativi stanno frenando un asset strategico per il paese». A sostenerlo è il segretario generale della Femca Cisl Basilicata Massimiliano Mincuzzi che sottolinea come «nonostante la rilevanza del petrolio lucano nel ridurre la dipendenza dalle importazioni, le concessioni registrino un calo produttivo legato esclusivamente ai tempi della burocrazia per i nuovi pozzi di sviluppo».
«Le compagnie hanno già pianificato gli investimenti necessari – dichiara Mincuzzi – ma la lentezza nel rilascio dei permessi ne sta bloccando l’operatività, con riflessi negativi che pesano sulla programmazione delle aziende dell’indotto e sulla stabilità occupazionale». Per superare lo stallo, la Femca Cisl indica come percorso obbligato la sottoscrizione di un patto sociale tra Regione Basilicata, Governo nazionale, organizzazioni sindacali, Confindustria e le altre organizzazioni datoriali. L’obiettivo del patto non è solo la gestione del presente, ma la pianificazione del “dopo” con un cambio di rotta nell’utilizzo delle royalties. In tal senso, la sigla sindacale della Cisl sollecita l’avvio immediato di un tavolo di confronto permanente tra istituzioni, sindacati e mondo produttivo.
«Le risorse derivanti dalle estrazioni – spiega il segretario della Femca Cisl – non devono essere disperse, ma reinvestite interamente per preparare la fase post-petrolio. È fondamentale che queste entrate vengano destinate a finanziare infrastrutture moderne e la nascita di nuove realtà industriali che siano competitive e totalmente indipendenti dalla filiera degli idrocarburi. La Basilicata non può permettersi di perdere competitività per inerzia amministrativa. Serve un approccio corale nel gestire le risorse di oggi per lasciare al territorio un’eredità produttiva solida quando la stagione estrattiva sarà conclusa», avverte Mincuzzi, secondo cui «l’ottimizzazione delle risorse interne deve avvenire nel quadro di rigorosi protocolli di sicurezza e monitoraggio ambientale, standard che i siti lucani già garantiscono con tecnologie d’avanguardia».

