La provincia di Potenza conferma un tessuto imprenditoriale vivace e orientato all’innovazione con oltre 46.000 imprese attive1 protagoniste della spinta digitale del territorio. Di queste, circa 1.200 nel Comune di Tito2, principalmente nei settori GDO, automotive, meccanica, agroalimentare, costruzioni ed energia.
Secondo l’ISTAT3, solo circa 1 impresa su 4 (tra quelle più di 10 addetti) ha un livello “alto” di digitalizzazione, misurato su 12 indicatori ICT e per Confartigianato4 il 67,8% delle piccole imprese raggiunge un “livello base” di digitalizzazione (almeno 4 applicazioni su 12), percentuale inferiore di 2,3 punti rispetto alla media UE.
In particolare, per la Provincia di Potenza, l’export si attesta su valori prossimi ai 2 miliardi di euro annui, trainato soprattutto dalla filiera automotive e dalla meccanica, affiancate da agroalimentare ed energia. La presenza di queste filiere produttive contribuisce a rendere la provincia più competitiva rispetto ad altre aree interne del Mezzogiorno, delineando una traiettoria di sviluppo sempre più orientata a innovazione, integrazione e specializzazione5.
Spicca dunque la provincia di Potenza, che si distingue a livello regionale per la presenza di poli industriali avanzati capaci di incidere in modo significativo sulla performance complessiva della Basilicata: l’export provinciale rappresenta infatti una quota rilevante delle vendite estere regionali (circa il 60–70% del totale), confermando il trend positivo degli ultimi anni e il ruolo centrale del territorio nelle dinamiche economiche regionali6.
La transizione digitale è diventata quindi fondamentale anche per le imprese più piccole e meno strutturate: dalla gestione dei dati ai sistemi di sicurezza avanzati, dal cloud alle applicazioni IoT, fino ai processi automatizzati e alle soluzioni di AI che stanno guidando la trasformazione dell’Industria 5.0. Tutte tecnologie che richiedono una rete stabile, performante e capace di garantire elevata continuità nel tempo.
In questo contesto, assume un ruolo rilevante anche lo sviluppo delle infrastrutture di connettività dedicate al mondo produttivo. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli interventi volti a rafforzare la qualità delle reti nelle aree industriali, con l’obiettivo di accompagnare le imprese nei loro percorsi di innovazione.
Tra queste iniziative si inserisce anche quella realizzata nel Comune di Tito da FibreConnect, operatore nazionale attivo nello sviluppo di reti in fibra ottica per il segmento business, che ha contribuito a dotare il territorio di un’infrastruttura in grado di offrire collegamenti ad alte prestazioni alle imprese.
L’intervento si colloca all’interno di una più ampia attenzione verso il rafforzamento delle zone industriali e artigianali, con l’obiettivo di ridurre il divario infrastrutturale e creare condizioni più favorevoli alla crescita e alla competitività delle PMI. L’operatore ha già coperto 150 aree sul territorio nazionale, grazie a 4.200 km di rete di trasporto a lunga distanza.
“Il nostro obiettivo è raggiungere proprio quelle zone dove la qualità della connettività non è adeguata alle esigenze attuali” – ha evidenziato Alessio Calisti, Wholesale Director di FibreConnect. “Ogni nuova area che abilitiamo alla fibra ottica è un passo in più verso un ecosistema produttivo più moderno, competitivo e capace di utilizzare appieno le opportunità offerte dalla trasformazione digitale”.
Il collegamento in fibra ottica rappresenta anche un investimento strategico per la comunità. Una rete moderna favorisce la crescita dell’intero sistema produttivo, rende l’area industriale più attrattiva per nuovi insediamenti e contribuisce a creare un ambiente fertile per l’innovazione.

